Alex è uno skater sedicenne che vive a Portland, Oregon, una normale esistenza da adolescente medio americano: scuola, amici, ragazza, genitori in via di divorzio. Fino a quando non uccide accidentalmente una guardia. Comincia per lui un percorso interiore di analisi e crescita, affidato alla scrittura di un diario della vicenda. Il nuovo film di Gus Van Sant esplora ancora una volta le contraddizioni del mondo giovanile.
Premio speciale della giuria al 60° Festival di Cannes, il nuovo film di Gus Van Sant torna al tema che sembra caratterizzare le sue ultime produzioni, ma il cui germe si poteva già rintracciare in Will Hunting o in Scoprendo Forrester: le diverse sfaccettature e le contraddizioni del mondo adolescenziale.
Considerato il terzo capitolo della trilogia inziata con Elephant, e proseguita con Last Days, Paranoid Park è la storia di Alex, un ragazzino belloccio e infelice che trova nello skate board gli unici momenti di distrazione e felicità. Fino a quando l’uccisione accidentale di una guardia gli impone di guardare dentro se stesso, con coraggio, stretto tra la paura di essere scoperto e il dialogo con la propria coscienza.
Sullo sfondo ci sono adulti assenti, distratti, lontani, chiusi nei loro problemi, considerati da Alex quasi come dei bambini non cresciuti.
Tratto fedelmente dall’avvincente libro di Blake Nelson che porta lo stesso titolo – pubblicato in Italia da Rizzoli – e di cui riporta fedelmente molti dialoghi, qui Van Sant, autore anche della sceneggiatura, non racconta di ragazzi psichicamente disturbati o emarginati, come nei suoi precedenti film, ma scruta il mondo in apparenza normale di un ragazzo qualunque.
La linea temporale spezzettata della narrazione, che ripropone continuamente una ricostruzione dei fatti narrati, ha il pregio di spiazzare lo spettatore, costringendolo ad una continua attenzione che non permette distrazioni, come nella migliore tradizione dei thriller.
A questi si aggiunga l’uso alternato delle riprese in 35 mm, con molte parti al rallentatore, e in Super8 nonché alcuni stratagemmi di impatto emotivo: lo sguardo di Alex – il bravo Gabe Nevins, reclutato dopo un casting fatto via Internet e consultando i profili sul social network MySpace – per esempio, non è mai rivolto alla telecamera, le riprese sono spesso fatte “dal basso”, soprattutto nelle evoluzioni degli skater sulle rampe.
Il tutto sorretto da una colonna sonora strepitosa, che si sostituisce efficacemente alla parola e ai dialoghi.
Un film che mescola angoscia e coraggio, che può piacere o no, ma che non manca di catturare lo spettatore e non può lasciare indifferenti.
Titolo originale: Paranoid Park
Nazione: Francia, U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 90′
Regia: Gus Van Sant
Sito ufficiale: www.paranoidpark-lefilm.comCast: Gabe Nevins, Dan Liu, Jake Miller, Taylor Momsen, Lauren Mc Kinney, Olivier Garnier, Scott Green, Winfield Henry Jackson, Dillon Hines, Brad Peterson, John “Mike” Burrowes
Produzione: MK2 Production
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: Cannes 2007
07 Dicembre 2007 (cinema)









