“PINA” DI WIM WENDERS

“Dance, Dance, Otherwise We Are Lost”

Berlinale 61. Concorso
“Balliamo, balliamo, balliamo, altrimenti saremo persi”.
Sono le parole con cui si chiude l’omaggio di Wim Wenders a Pina Bausch.

Pina è scomparsa a 69 anni nel 2009. Geniale e innovativa coreografa, che ha regalato alla danza un linguaggio nuovo, lei era il Tanztheater Wuppertal. Lei è un’icona dell’arte.

Questo memoriale sulla Bausch si rivolge in modo particolare agli amanti della danza. Ma il forte sentimento con cui è realizzato riesce a scavare nell’animo di un pubblico più vasto, facendo scoprire il mondo di Pina Bausch.
Erano anni che Wenders desiderava realizzare un film sull’arte inimitabile, ipnotica, fisica, dirompente, fatta di passione ed emozione, di Pina Bausch. Si sono rincorsi per anni lui e la Bausch.

Wenders assistette per la prima volta ad uno spettacolo dell’artista nel 1985, era Café Müller e ne fu subito conquistato. Il loro primo incontro si trasformò in una duratura amicizia
Dopo che Wenders vide un dvd del concerto degli U2 in 3D, capì quale fosse la strada giusta da percorrere perché il lavoro della Bausch fosse espressivo, potesse essere comunicato anche sul grande schermo. Aveva, finalmente, trovato un metodo tecnologico che catturasse il movimento, la gestualità, la grazia, che unisse la parola e la musica.
“Solo integrando la dimensione di spazio mi sentivo fiducioso, piuttosto che semplicemente presuntuoso, era un modo adatto per trasportare il Tanztheater di Pina sullo schermo.” – ci ha detto il regista.

La morte improvvisa dell’artista sconvolse il mondo dell’arte. Wenders ebbe dei dubbi se continuare questo progetto senza di lei. Ma spronato dalle persone che hanno amato la Bausch, decise di continuare, stravolgendo l’idea iniziale per poter realizzare un film che omaggiasse Pina Bausch attraverso le voci commosse dei suoi ballerini e soprattutto attraverso le sue coreografie e le sue immagini di repertorio.

Wenders, in questa sua nuova visione, diventa uno degli spettatori seduti a teatro, quando si alza il sipario e la musica, i corpi, gli sguardi comunicano la dolcezza del ricordo, la fatica del lavoro, l’affetto per Pina.

Pina si articola in quattro principali spettacoli della Bausch. Café Muller, Le Sacre du printemps, Vollmond e Kontakthof. I danzatori eseguono queste struggenti e meravigliose coreografie in ambienti interni ed esterni, all’interno del Wuppertal Opera House o servendosi di scenografie urbane o della natura talmente luminosa da essere quasi esagerata.

Presentato fuori concorso al 61 Festival di Berlino, Pina è un lavoro che lascia perplessi all’inizio, per poi entrare dentro chi guarda, invadendo con il fascino della Bausch.
Wenders è riuscito ad esplorare l’armonia della tecnica di Pina Bausch.

Titolo originale: Pina
Anno: 2011
Durata: 100′
Nazione: Germania, Francia
Regia: Wim Wenders
Data d’uscita: Berlino 2011