PRESENTATA LA NUOVA STAGIONE LIRICA 2005/2006 DEL TEATRO LA FENICE

Nove Opere e un Balletto attendono il pubblico veneziano

Ieri, 19 luglio, al Teatro La Fenice si è svolta l’attesissima conferenza stampa di presentazione della nuova stagione d’opera e di balletto del teatro veneziano. Nelle sale apollinee sono intervenuti i vertici del teatro per illustrare la stagione e per spiegare la motivazione del ritardo della presentazione.

Elemento principale del ritardo riguarda il taglio del finanziamento del FUS (fondo unico dello spettacolo), primo sovvenzionatore delle fondazioni liriche, che il governo ha deciso ridurre in modo sempre più consistente.

Massimo Cacciari, presidente della fondazione ha invitato a riflettere su che cosa sia il patrimonio musicale: se esso viene considerato come un bene, si deve conservarlo e finanziarlo; se viene considerato un lusso, una “vacanza” si può tranquillamente abolirlo. Questo per quanto riguarda l’Italia: in sostanza chi ama l’Opera, se si va avanti con tagli indiscriminati alle Fondazioni, sarà costretto ad avvicinarsi comprando CD o ad andare all’estero.

Il sovrintendete Giampaolo Vianello ha illustrato invece il bilancio 2004 fortemente in passivo (-3.8 milioni di euro), imputandolo al ritorno nella nuova Fenice e ai tagli del Fondo sopracitato.

Anche la scomparsa avvenuta in febbraio, del Maestro Marcello Viotti, direttore musicale del Teatro, come ha spiegato il direttore artistico Segalini, ha avuto le sue ripercussioni in un cartellone che si è trovato privo di un elemento cardine e che è stato quindi in parte rivoluzionato.

La nuova stagione si articola in nove opere e un balletto.

Si parte venerdì 11 novembre con “La juive”, un grand-opéra, su libretto di Scribe e musica di Halévy. Interprete principale Neil Shicoff. L’allestimento è quello della Wiener Staatsoper proposto nel 2004 con la regia di Günter Krämer. Dirige Frédéric Chaslin.

A fine gennaio assisteremo alla prima delle tre giornate dell’”Anello del Nibelungo” di Wagner: “Die Walküre”. Il progetto è di realizzare, in collaborazione con l’opera di Colonia, le tre giornate del “Ring”. Nel 2007 “Siegfrid” e nel 2008 il “Götterdämmerung”. La monumentale impresa è affidata al regista Robert Carsen. Dirige Jeffrey Tate con un cast di wagneriani. In febbraio in occasione del centenario della prima rappresentazione avvenuta a Monaco, la Fenice propone “I Quatro rusteghi” di Ermanno Wolf-Ferrari, con un cast di veneti tra cui Roberto Scandiuzzi e Roberta Canzian. Dirige Tiziano Severini. Alla regia Davide Livermore.

A Pier Luigi Pizzi spetta il compito di allestire un’Opera sconosciuta o quasi. Si tratta de “Il crociato in Egitto”, melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi e musica di Giacomo Meyerbeer. L’opera, l’ultima italiana di Meyerbeer, esordì al Teatro la Fenice il 7 marzo 1824. Anche quest’anno la Fenice vuol quindi rendere omaggio a se stessa con opere che hanno fatto la sua storia. Una nota interessante è che la parte di Armando d’Orville sarà interpretata da un contraltista e non da un mezzo soprano en travesti.

Torna dopo sei anni “Die Zauberflöte” di Mozart, il primo dei due omaggi che la Fenice dedica al compositore austriaco in occasione del duecentocinquantenario dalla nascita. Nel cast spicca il Tamino di Herbert Lippert. Dirige Neuhold, regia di Jonathan Miller.
In maggio torna dopo 42 anni di assenza “Luisa Miller” (1849), un’opera di transizione tra il primo e il secondo periodo verdiano. interprete principale June Anderson. Dirige Maurizio Benini. Regia di Arnaud Bernard.

Spetterà a Tomas Netopil, direttore giovane e promettente, il compito di dirigere “Lucio Silla”, una nuova produzione in collaborazione con il Festival di Salisburgo, con la regia di Jürgen Flimm, che dal 2006 sarà il direttore del già citato Festival. È un’opera di punta, avrebbe dovuto dirigerla il maestro Viotti e poi portarla a Salisburgo. Cast interessante con Saccà, Massis e Bacelli.

Chiudono due opere poco note: la prima “Didone” di Francesco Cavalli, dirige Biondi con l’orchestra Europa Galante. La seconda è “L’Olimpiade” di Metastasio, musicata da Galuppi, proposta in occasione del trecentenario dalla nascita del compositore veneziano. Ricordiamo che nel 2001 la Fenice aveva allestito “L’Olimpiade” di Metastasio musicata da Cimarosa. Dirige Andrea Marcon con la Venice Baroque Orchestra.

Dopo una stagione non certo esaltante dal punto di vista della scelta, della qualità degli spettacoli e degli interpreti, ci si aspettava che tornassero a frequentare la rinata Fenice interpreti degni di tale teatro. Le opere proposte risultano troppo particolari per allettare un pubblico medio che frequenta l’Opera. Sembra ci si sia rivolti o agli specialisti che amano incontrastabilmente il genere o, speriamo di essere smentiti, ad un pubblico di soli turisti che frequenta Venezia per pochi giorni, e nel pacchetto all-inclusive, trova posto anche un bello spettacolo nella scintillante Fenice.

Apprezziamo la scelta di non scadere, per il duecentocinquantenario mozartiano, nella banale scelta di riproporre la trilogia dapontiana, e quindi largo al “Lucio Silla” e al meraviglioso “Flauto magico”. Ci sfugge l’insistere sul repertorio del grand-opéra francese che, a parte “Thaïs”, non sembra aver incontrato tutti i favori del pubblico veneziano.

Come si è già detto, ben venga qualche proposta di opere poco conosciute o da riscoprire, ma qualche appiglio, qualche respiro con opere di cartellone bisogna pur darlo. Sperando nella stagione 2006/2007, ci auguriamo che almeno non si lesini nello scegliere la figura del nuovo direttore musicale.

Per maggiori informazioni: www.teatrolafenice.it