Manca solo la figlia delle stelle Claudia Pandolfi alla presentazione milanese di Figli delle stelle, il quarto lungometraggio di Lucio Pellegrini, regista cinematografico e televisivo (I liceali, Non pensarci).
I figli delle stelle sono tutti presenti: Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Giorgio Tirabassi, Giuseppe Battiston, Paolo Sassanelli e, naturalmente, il regista Lucio Pellegrini.
Come è nato questo suo lavoro?
“Figli delle stelle è nato da pensieri più o meno fantasiosi e dalla voglia di raccontare un certo tipo di personaggi.”
Qual è stato il suo obiettivo scrivendo e girando il film?
“Ho voluto cogliere lo spaesamento, l’amarezza e la frustrazione dei nostri tempi bui e a trasformarli in una commedia dinamica, anche eccentrica e un po’ folle.”
A quale tipo di commedia o a quale regista si è ispirato?
“Ho cercato di rubare qualcosa ai miei maestri italiani preferiti: da Monicelli a Pietrangeli a Germi.”
Parlava di pensieri più o meno fantasiosi…
“Si, ad esempio: mettiamo che ci sia un Paese la cui classe politica è lontana anni luce dai problemi del popolo e dei loro stessi elettori.
Mettiamo che questo popolo sia piuttosto incline ad accettare passivamente tutto ciò che questa classe politica propone. Ma mettiamo anche che ci sia qualcuno che non ci sta.
Mettiamo che al momento di passare all’azione, per una sfortunata circostanza, questo gruppo di persone rapisca il politico sbagliato e che, sfortuna delle sfortune, questo politico sia pure una brava persona, uno dei pochi che, attraverso il suo lavoro, crede di poter fare qualcosa di buono….”
C’è da sottintendere qualche messaggio politico?
“Con questo film non volevo dare messaggi. Il film racconta una storia. Racconta dei personaggi immersi nella vita quotidiana. Figli delle stelle percorre una strada di commedia, con diversi elementi, tra i quali le psicologie dei personaggi. Non ha connotazioni particolarmente politiche. Ognuno poi ci può vedere quello che vuole, ognuno è libero di dare la sua interpretazione, ma il mio, per l’appunto, non è un film a tesi.
I protagonisti sono slegati da qualsiasi forma di ideologia, organizzano tutto il rapimento, ma non per loro, per le persone che amano.”
Domanda di rito: perché ha scelto la canzone Figli delle stelle come titolo del suo film?
“Prendiamo ad esempio il personaggio che interpreta Battiston, Bauer: è un nostalgico, che non ha mai vissuto quegli anni, quelli della “lotta”, ma non vede l’ora di riviverli veramente e sposta l’asse su altri temi… Mi piaceva l’idea che i personaggi fossero dei sognatori un po’ perdenti. E quindi mi sembra che il titolo di quella canzone di Sorrenti restituisca lo spirito che volevo dare a quei personaggi.”
Figli delle stelle è una commedia amara, ben riuscita. Alcuni hanno sollevato perplessità sul fatto che si possa ridere sul terrorismo…
Pellegrini: “Questo film non ride sul terrorismo, c’è una sottile eco sul nostro passato. Si prende questa piccola libertà per raccontare dei personaggi, cioè il gesto è chiaramente terroristico, ma il film parla di persone.”
Favino: “Penso che si possa ridere del fatto che queste persone siano sradicate generazionalmente e che provino a fare un gesto fuori tempo. Come il personaggio di Battiston, che non ha più l’età, loro non hanno l’età che dovrebbero avere. Non sono in grado di fare. È un richiamo a modalità che non esistono più e che il film non vuole suggerire, ma sta a raccontare come le persone, più o meno di quest’età, o sono ancorate all’eskimo del fratello che ha fatto la lotta o a un tentativo di un personaggio abbastanza oscuro che non l’ha fatta, ma è in galera per altre ragioni o a un sottosegretario che prova a cambiare il futuro, ma non ci riesce perché è bloccato da leggi o da un portuale di bandiera che tenta di dire cose, ma che non gli è possibile per via dei tempi, che sono quelli del talk show. Penso che il gesto del rapimento sia altrettanto demodè. Se ne vogliamo invece cogliere il lato realistico oltrepassiamo la commedia, scomodiamo qualcosa di più importante. Se uno vedendo questo film pensa a Moro, vuol dire che non ha capito quello che è successo a Moro, secondo me, non il contrario: succede che sottovaluta quello che è successo a Moro.”
Mentre scriveva la sceneggiatura, pensava già al cast?
“Scrivendo, all’inizio, pensavo che i personaggi dovessero avere età diverse, poi andando avanti con la scrittura, a parte il personaggio di Ramon, mi piaceva di più prendere come campione un gruppo di trentacinquenni che non hanno un posto nel mondo, che poi è una situazione abbastanza diffusa. Mi piaceva anche che questi ragazzi avessero provenienze e identità molto diverse. Per questa ragione ho cercato di mettere insieme un cast che fosse abbastanza eterogeneo. Pierfrancesco è stato il primo a essere coinvolto, comunque con tutti si è giocato sull’improvvisazione, sull’estemporaneità. I miei preziosissimi attori sono stati la componente fondamentale del film.”
Come è stato lavorare a questo film?
Tirabassi: “Si è instaurato un rapporto cameratesco. La compagnia teatrale ha il vantaggio di metterti in sintonia e tutto il resto è il divertimento degli attori. E’ stato divertente.”
Favino: “Sono contento del fatto che ogni tanto si facciano delle cose che non sono all’interno di determinati schemi, che vogliamo riconoscere. Secondo me è un gran vantaggio avere la possibilità di fare commedie su temi che sembrano essere intoccabili, fuoriuscendo da una certa narrativa. Per l’attore è stimolante e divertente.”
Volo: “Mi sono trovato molto bene, mi ha lusingato partecipare a questo progetto. Ho trovato persone meravigliose. Spero in un figli delle stelle due, remix…”
Sassanelli: “Bene! Si è andata bene… Lucio ogni tanto è così folle da farmi lavorare con lui…”
Battiston: “E’ stata una bellissima esperienza, originale. Ho avuto la possibilità di lavorare finalmente con Giorgio. “
E la Pandolfi, come è stata scelta?
Pellegrini: “Era perfetta nel ruolo di questa giornalista a contratto, ma dal carattere troppo empatico. E poi è lei che ha questo tocco involontario di mettere tutti insieme.”
Favino: “Beh guardaci! Se togli la Pandolfi cosa rimane? Spolpiamo lo spolpabile…”
Foto di Ilaria Falcone









