Cannes 2012. Concorso
Sono diversi i punti di vista con i quali si può iniziare ad analizzare Paradise Love di Ulrich Seidl, additata dalla critica come la pellicola più scandalosa di questa edizione del Festival di Cannes.
Il primo aspetto che balza subito all’attenzione è come la piaga della prostituzione, quasi sempre studiato dai media come un fenomeno prettamente maschile, subisce in questo caso un approccio completamento ribaltato, ovvero troviamo donne di mezza età benestanti del nord Europa che decidono di andare in vacanza in Kenya con l’esclusivo scopo di sfruttare i giovani locali per soddisfare i propri appetiti sessuali.
Teresa (Margarete Tiesel) è un’assistente sociale seria e scrupolosa. Viene convinta dalle amiche ad accompagnarle nella loro consueta vacanza in Kenya, senza però ben capire cosa e chi troverà.
Quando questa donna adulta, non certo piacente, si ritrova sulla spiaggia circondata da una marea di ragazzi del posto che cercano di abbordarla con la scusa di venderle collanine, la sua prima reazione è di spaesamento, seguita dalla vergogna quando con uno di questi cerca di appartarsi.
Le iniziali titubanze vengono presto superate quando incontra altri giovani che hanno un approccio meno diretto, ma tutti con lo scopo esclusivo di spillarle più denaro possibile.
‘Paradise Love’ più che scandalizzare (non mancano comunque scene piuttosto bollenti), crea un profondo senso di tristezza, dovuto più che al mercimonio fine a stesso, al fatto che la mancanza di affetti, evidente in moltissime scene, mette in moto un meccanismo perverso tra ciò che realmente si cerca (l’amore) e quello che in realtà si ottiene (finzione).
Titolo originale: Paradise: Love
Nazione: Francia, Germania, Austria
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 120′
Regia: Ulrich SeidlCast: Maria Hofstätter, Margarete Tiesel, Gabriel Mwarua, Carlos Mkutano, Inge Maux, Peter Kazungu
Produzione: Ulrich Seidl Film Produktion, Tatfilm, Société Parisienne de ProductionData di uscita: Cannes 2012






