“Passioni e desideri” di Fernando Meirelles

360 gradi

Un girotondo di personaggi ed eventi drammatici che si sfiorano attraverso il mondo, tra Vienna, Parigi, Bratislava, Londra e gli Usa. Un film corale liberamente tratto da un testo teatrale di Arthur Schnitzler con un cast di grandi attori chiamati a mostrare il loro talento nello spazio ristretto di poche scene.

Partendo da un singolo evento privato, si sviluppano reazioni attraverso tutto il mondo. Un uomo d’affari decide di non tradire sua moglie durante un viaggio e questo scatena una serie di conseguenze globali e segrete. Tra redenzioni e punizioni, la morale sessuale contemporanea affronta un viaggio in ogni luogo dell’emisfero occidentale, spandendosi come un’onda dal paese più evoluto a quello emergente, in un vero e proprio girotondo a 360 gradi che ricomincia esattamente da dove sembrava concluso.

La trasposizione cinematografica di un’opera teatrale richiede sempre un notevole esercizio di stile. Mantenere alta la tensione dello spettatore nel passaggio dal teatro, dove non è contemplata alcuna possibilità di distacco, al cinema, è un’impresa soltanto in apparenza semplice. Nel teatro la forza di un’opera corale come questa è almeno al settanta per cento nelle mani degli attori e Fernando Meirelles, regista di questo Passioni E Desideri, sembra esserne perfettamente consapevole, per questo chiama accanto a sé un gran numero di interpreti di spessore: da Anthony Hopkins a Jude Law, da Mortiz Bleibtreu a Rachel Weisz, passando per l’ottimo Ben Foster, Jamel Debbouze e la candidata all’oscar per Segreti E Bugie Marianne Jean-Baptiste.

Nonostante i grandi nomi, incidere su un film apparendovi per pochi minuti resta comunque un’impresa ardua e in essa infatti Jude Law, Rachel Weisz, Bleibtreu e Debbouze sembrano letteralmente sparire. Resta una grande prova dell’inossidabile Anthony Hopkins e la rivelazione di Ben Foster insieme a quella degli attori sconosciuti al grande pubblico che riempiono in modo convincente gli innumerevoli ruoli lasciati liberi dalla sceneggiatura.
La tensione, che dovrebbe essere il punto di forza di un thriller, tuttavia sembra alla lunga scivolare. La grande regia di Meirelles non è sufficiente a supportare il cast nel mantenere alto il coinvolgimento dello spettatore e scade a volte nel mero tocco registico fine a se stesso: ne è la prova l’uso della divisione dello schermo a mostrare prospettive differenti che non risulta essere efficace ai fini della messa in scena, non sfruttando una grandissima potenzialità che in una simile opera corale il cinema possiede rispetto al teatro.

La sceneggiatura, tradotta dallo spazio chiuso di un palcoscenico a quello esterno dell’intero mondo, sembra essere un’altra causa di questa mancanza di Passioni E Desideri. Gli intrecci tra i personaggi non sono affatto solidi e, più che toccarsi e contagiarsi, le loro vite sembrano sfiorarsi appena, indebolendo in modo incredibile la trama e il senso specifico del film come dell’opera teatrale originale. Comparandolo ai grandi lavori della coppia InarrituArriaga o al Crash di Paul Haggis, che lo stile corale richiama automaticamente (e forse impropriamente) alla nostra mente, questa debolezza di Passioni E Desideri si fa ancora più evidente.

Al termine della proiezione resta l’amaro in bocca, perchè ci si rende conto di aver assistito a un’ottima prova di cinema soltanto a sprazzi, come viene dimostrato dalle scene finali nelle quali la tensione latente lungo tutta la narrazione cresce a dismisura, ma purtroppo in modo ormai inutile per salvare l’intero film.

Titolo originale: 360
Nazione: Regno Unito, Austria, Francia, Brasile
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Regia: Fernando Meirelles
Sito ufficiale: www.magpictures.com/360/
Cast: Anthony Hopkins, Jude Law, Rachel Weisz, Ben Foster, Gabriela Marcinkova, Jamel Debbouze, Moritz Bleibtreu, Dinara Drukarova, Lucia Siposová
Produzione: Revolution Films, BBC Films, O2 Filmes
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: 20 Giugno 2013 (cinema)