“Piccoli crimini coniugali” di Eric-Emmanuel Schmitt

"Una coppia non è realtà. E' prima di tutto un sogno che si fa insieme."

Giles si sveglia in un letto di ospedale, e non ricorda nulla. Chi è, da dove viene, per quale motivo si trova in quel preciso posto in quel preciso momento.

Giles cerca di ricostruire la propria vita coniugale, i ricordi, le abitudini, il rapporto con la propria compagna di vita dopo un incidente misterioso che gli ha causato una forma di amnesia anterograda, e la ricostruisce fidandosi delle parole della moglie, affidandosi a lei come una tela bianca al pittore. Lentamente dei dubbi si insidiano in Giles (e nel lettore) sulla versione fornita da Lisa: l’incidente è accaduto esattamente come lo racconta? I quadri appesi alle pareti, chi li ha fatti? Lui, Giles, in passato era veramente come lo descrive la moglie?
Si può facilmente pensare che ciò che riporta la moglie sia il ritratto dell’ideale di marito, della relazione ideale, ben lontani dalla realtà prima dell’”incidente”.

Il colpo di scena però rende il quadro ancora più triste di quello cui si poteva pensare. A modo loro entrambi i coniugi avevano cercato di scappare da una situazione difficile da accettare, fuggendo e accusandosi uno con l’altro.
Il tedio di una vita coniugale insoddisfacente e infelice diventa motore di continui tentativi di omicidi di quanto ne rimane.
La narrazione scorre rapida, i dialoghi brevi e spezzati rendono facile l’immedesimazione del lettore in un ambiente domestico dove non si filosofeggia ma si cerca di ricostruire un dialogo ormai perso da tempo, dialoghi di poche parole, ma incisive.

Eric-Emmanuel Schmitt dipinge una mondo domestico fatto di tradimenti, di bugie, di sfiducia, di inganni e sotterfugi di un rapporto ormai alla deriva, regalando spunti di riflessione introspettiva. Una piccola perla, come del resto tutti i romanzi di Eric-Emmanuel Schmitt, da leggere e tenere sul comodino, che fa dell’analisi della psicologia dei personaggi la vera protagonista.
“Sarà pure la realtà, ma perchè pensare la realtà così com’è? Perchè non pensarla come uno la vuole? Una coppia non è la realtà. E’ prima di tutto un sogno che si fa insieme, no?”

Éric-Emmanuel Schmitt (Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 marzo 1960) è un drammaturgo e scrittore francese. Le sue pièces teatrali sono tra le più rappresentate sui palcoscenici di tutta Europa. Da tre sue opere sono stati tratti gli omonimi film: Le libertin (2000) di Gabriel Aghion, con Vincent Perez, Fanny Ardant e Michel Serrault, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2003) di François Dupeyron, con Omar Sharif, Pierre Boulanger e Isabelle Adjani, Lezioni di felicità, diretto dallo stesso Schmitt.

Eric-Emmanuel Schmitt, Piccoli crimini coniugali. Casa Editrice E/O. Anno 2004, pp. 141, euro 12.