“Pierino e il lupo vegetariano”

Il nuovo spettacolo del Gruppo Alcuni, ispirato alla fiaba musicale di Prokofiev

«Un altro concerto per piccolissimi e senti cosa suonano…», diceva Piperita Patty, la bimba col nasone e i sandali Birkenstock che Charles Schulz faceva recitare tra i suoi Peanuts: «Pierino e il lupo». «Di nuovo?» replicava la sua amica e “spalla” comica Marcie, l’intellettuale; «Magari questa volta ci andrà bene… Magari questa volta il lupo lo farà fuori»! Nella versione del Gruppo Alcuni, invece, questa volta il lupo è vegetariano: e la partitura di Sergej Prokofiev, pur rimanendo tra le più frequentate nei concerti destinati ai bambini, diventa spunto per uno spettacolo niente affatto scontato, che riesce a divertire ed educare a un tempo, senza pedanterie e con grande vivacità.

Presentato ufficialmente al pubblico il 1° marzo 2015 alle 16:30, presso il Teatro “Mario del Monaco” di Treviso, Pierino e il lupo vegetariano è in realtà stato replicato già ben dieci volte a partire dal 24 febbraio, in una serie di matinée (alcune delle quali inizialmente non previste, ma programmate a grande richiesta) dedicate al solo pubblico delle scuole. Il bilancio finale è stato decisamente positivo: più di cinquemila spettatori, tra giovani e meno giovani.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Sergio Manfio per bambini dai 6 ai 13 anni, e allestito dal Gruppo Alcuni con la Teatri e Umanesimo Latino S.p.A., ha fatto interagire tra loro quattro attori principali, l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta da Diego Basso e -su due grandi schermi- i personaggi della fortunata serie televisiva a disegni animati “Cuccioli”, proseguita per cinque stagioni a partire dal 2002 e poi sfociata in due lungometraggi realizzati in animazione digitale 3D: Cuccioli: il codice di Marco Polo (Sergio Manfio, 2010) e Cuccioli: il paese del vento (Sergio Manfio, 2014). Il modo in cui l’azione scenica è stata concepita rivela l’attenzione alla psicologia infantile che da sempre ha contraddistinto le produzioni teatrali e cinematografiche del Gruppo Alcuni. Innanzitutto, si è riusciti a mantenere costante il livello d’attenzione del pubblico di giovanissimi, nonostante la relativa lunghezza dello spettacolo, grazie ad una continua trasformazione delle situazioni sceniche. Una brillante, energica staffetta è stata sempre in corso tra i quattro soggetti principali dello spettacolo, ossia i disegni animati, l’orchestra e i due gruppi di attori: le “narratrici” e la coppia di artisti (Sergio e Francesco Manfio, “Il Capi” e “L’Assistente”), dai “tormentoni” comici già ben collaudati nella serie televisiva educativa “Eppur si muove”.

In secondo luogo, è stata molto appropriata l’idea di trasformare i consueti appelli alla partecipazione attiva del pubblico, spesso abusati nel teatro per l’infanzia, in momenti di inconsapevole (ma efficace) educazione musicale. Tra i personaggi della fiaba di Prokofiev, assegnati ai vari animali antropomorfi dei “Cuccioli” (talvolta resi in 2D, talora in 3D) e a un Pierino e un lupo creati ad hoc (sempre in animazione 2D), uno è stato attribuito al pubblico stesso: quello dei cacciatori. L'”interpretazione” richiesta si basava sull’oscillare le braccia a tempo con la musica, schioccando le dita, in coordinazione con gli attori: un esercizio ritmico elementare, ma certo non inutile. In altri casi, invece, si invitavano i bambini a pronunciare in coro delle onomatopee da fumetto, scritte su cartelli, per arricchire la storia di effetti sonori. Tuttavia, la lettura doveva avvenire con diverse intensità dinamiche, dal forte al piano, ancora una volta con la guida degli attori. Le risposte dei bambini sono sempre state pronte ed appropriate: il che, con un simile pubblico, è un risultato niente affatto scontato, testimoniante la bontà della strategia d’intrattenimento del Gruppo Alcuni. Una piccola critica va forse unicamente riservata alla gestione spettacolare dell’orchestra: collocata in profondità sul palcoscenico per esigenze drammaturgiche, risultava poco visibile al pubblico, e talvolta il suo suono veniva sovrastato dall’audio dei filmati. Sarebbe stato bello mostrare al pubblico l’aspetto dei vari strumenti che donavano carattere ai vari personaggi, o almeno far notare meglio le qualità differenti dei loro timbri. Ma obiettivamente lo spettacolo, nella sua forma attuale, con tali dettagli aggiuntivi si sarebbe sovraccaricato eccessivamente.

Pierino e il lupo vegetariano, ad ogni modo, non è privo di interesse per il pubblico adulto; e specialmente per quegli spettatori che abbiano un minimo di dimestichezza con la storia del cinema e, in particolare, dell’animazione. Pierino e il lupo non è opera nuova a trasposizioni animate: vengono in mente almeno il modesto film per la TV del 1995, con i personaggi disegnati da Chuck Jones, e la versione splendida, con pupazzi animati, diretta da Suzie Templeton (2006, premiata con l’Oscar). Nel caso degli Alcuni, però, i riferimenti sembrano essere altri: quando si vedono Sergio e Francesco Manfio interagire con i loro personaggi disegnati sullo schermo non può non venire in mente un successo del vaudeville di oltre cent’anni fa, in cui il mite dinosauro femmina Gertie si lasciava domare, attraverso lo schermo cinematografico, da un Winsor McCay in carne e ossa che recitava dal vivo (Gertie the Dinosaur, Winsor McCay, 1914). E quando arriva il finale a sorpresa, quando finalmente entra in scena -in un disegno animato completamente nuovo- un lupo che rischia di diventare vegetariano (per poi essere “salvato” in extremis da una Cappuccetto Rosso saputella ma saggia, che invita ad accettare il lupo per quel che è, lanciando anche un sottinteso invito alla tolleranza e al rispetto), certe pratiche risalenti all’epoca del cinema muto ritornano momentaneamente in vita: gli attori e l’orchestra sonorizzano dal vivo una pellicola altrimenti silenziosa, aggiungendo in tempo reale musica, battute ed effetti. Il cortometraggio, per giunta, è introdotto da una piccola invenzione narrativa: sarebbe stato realizzato su supervisione dello stesso Prokofiev, e poi ritrovato fortunosamente nel lascito del compositore, ma privo di audio (per questo, il film è colorato con tonalità seppia e presenta diversi falsi “graffi” e danneggiamenti). In realtà, ai suoi tempi, Prokofiev avrebbe potuto realmente vedere un film animato tratto dalla sua partitura: il Peter and the Wolf di Clyde Geronimi, parte del film a episodi Make Mine Music (Musica, Maestro!, 1946), di produzione Disney. Là, a differenza della storia originale, la papera Sonja non veniva mangiata dal lupo, a dispetto delle apparenze. Esattamente come accade nello spettacolo degli Alcuni alla papera Diva (e nella versione di Chuck Jones, a dire il vero): per la gioia dei piccoli spettatori e, forse, in ammiccante omaggio alla lunga storia “animata” di Pierino e il lupo.

Pierino e il lupo vegetariano
dalla fiaba musicale di Sergej Prokofiev
regia e adattamento teatrale di Sergio Manfio
Con gli attori de Gli Alcuni, i Cuccioli e l’Orchestra Filarmonia Veneta diretta dal M° Diego Basso.
Teatro Mario Del Monaco di Treviso
Domenica 1° marzo 2015, ore 16:30
Una coproduzione: Gli Alcuni Teatro Stabile di Innovazione – Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.