Presentata a Roma la 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Venezia 69.: Sobrietà, qualità e novità

ROMA – Questa mattina, in una sala non particolarmente gremita del Westin Excelsior di Via Veneto in Roma, è stato reso noto il programma la 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto-8 settembre 2012). L’edizione del “dopo Muller” si è aperta con il consueto intervento del Presidente Paolo Baratta che, nell’ambito del quadriennale programma di rinnovo delle strutture che ospitano la kermesse veneziana, ha illustrato velocemente le migliorie che anche in questo secondo anno sono state apportate: annunciando lo spostamento della Sala Volpi all’interno del Casinò con un incremento nel numero dei posti, la riqualificazione dell’area antistante le Sale Grande e Darsena, la copertura con reinterro del famoso “buco” che doveva accogliere le fondamenta del Nuovo Palazzo del Cinema; per poi soffermarsi sulla creazione del progetto Biennale College-Cinema, fortemente voluto dal neo Direttore Alberto Barbera, che si pone come istituzione internazionale rivolta alla formazione di artisti giovani in ambito cinematografico, già operante nella Danza e nel Teatro.

La parola passa poi al Direttore Artistico che, di ritorno a Venezia dopo tanti anni, saluta emozionato la stampa con un “ben ritrovati” e presenta sulla carta un programma che, nonostante la sobrietà richiesta dai tempi che stiamo vivendo, si preannuncia non solo di altissimo livello ma anche innovativo. Ad iniziare dalla splendida nuova sigla della 69ma Mostra, offerta in anteprima alla stampa in sala: un cortometraggio di animazione di 30 secondi realizzato da Simone Massi, apprezzato autore a livello internazionale ma poco conosciuto in Italia, ottenuta dal sapiente utilizzo di circa 300 disegni realizzati a mano che evocano capolavori di Fellini, Angelopoulos, Wenders, Olmi e tanti altri famosi autori.

Quanto alle novità di questa Edizione del Festival, Barbera segnala innanzitutto la riduzione delle pellicole ad “un numero plausibile e sopportabile, in modo da garantire a tutti di vedere tutto”: 60 anteprime mondiali in tutto, fatta eccezione per un film giapponese prodotto per la TV e presentato al Festival in una “riduzione” di 5 ore; 20 delle 60 opere portano firme al femminile. I film in Concorso saranno 17, più 1 a sorpresa che, promette Barbera con non poca ironia, “non sarà cinese”; 15 le pellicole Fuori Concorso e 9 i Documentari. Non ci sarà più la Sezione Controcampo Italiano, definito dal neo Direttore come una sorta di “riserva indiana”, e questo al fine di garantire al cinema italiano di stare a Venezia al pari della altre opere straniere. Infine, nella Sezione Orizzonti ci saranno 18 lungometraggi e 15 corti; mentre tra i film restaurati, 10 sono le pellicole nella Sezione “Retrospettiva 80!”, mentre 19 in “Venezia Classici”, assieme a 9 Documentari.

I temi ricorrenti di questa Edizione saranno il fondamentalismo politico e religioso e, ovviamente, la crisi economica contemporanea, raccontata in molti modi diversi: vista anche come crisi di valori e di comportamenti, di rapporti sociali, personali, della politica, e poi la solitudine come inevitabile conseguenza di essa. Barbera, infine, conclude il suo intervento ricordando che nel 2001 il suo mandato a Venezia si chiuse con la presentazione del film di Mira Nair Monsoon Wedding, e proprio The Reluctant Fundamentalist della Nair, aprirà questa Edizione 2012; mentre la chiusura sarà affidata alla trasposizione cinematografica del romanzo L’uomo che ride di V. Hugo con Depardieu. Agli applausi della stampa rivolti al neo Direttore, si è unito anche quello particolare di un sorridente Gian Luigi Rondi, seduto in prima fila che, con una standing ovation, gli ha augurato buon lavoro. Chissà se Rondi in novembre userà la stessa calorosa accoglienza anche al neo Direttore Artistico del Festival capitolino Marco Muller….