Prima edizione dei Vodafone Mtv Hip Hop Awards

Persino un sordo si sarebbe accorto che, in questi ultimi anni, la nuova musica italiana è monopolio della scena hip hop. Infatti, nonostante MTV (Italia) continui ad aumentare le produzioni americane non musicali, il canale si sta specializzando nell’esaltare la realtà “della strada”. Dopo il successo riscontrato con Mtv Spit, MTV ha deciso di organizzare all’Alcatraz di Milano, la prima edizione dei Vodafone MTV Hip Hop Awards, durante i quali sono stati consegnati i premi (dieci le categorie) ai protagonisti della scena. La serata è stata trasmessa in diretta nazionale ed è servita a mettere in luce pregi e difetti dell’hip hop in Italia. Gli MTV Hip Hop Awards hanno ufficialmente consacrato, anche in Italia, il movimento hip hop come fenomeno mainstream e, quindi, assorbito dalla cultura nazional-popolare

La cerimonia è stata segnata da tanti buoni artisti sul palco e moltissime comparse fuori luogo: l’ex calciatore Marco Materazzi, il commentatore Fabio Caressa, la ragazza dei calciatori (di professione) Melissa Satta, il cuoco Simone Rugiati e gli adorati Soliti Idioti. A condurre l’evento, l’ormai esperta Nina Zilli. Durante le nomination, i rapper, tra un drink e l’altro, hanno atteso l’apertura delle buste, in un privé a forma di recinto. L’atmosfera in questo backstage è stata all’insegna del “volemose-tutti-tantobbene”, come se ogni rapper fosse consapevole che il proprio successo sia inscindibile da quello dei suoi colleghi, e il recinto non faceva altro che trasformare questi talenti misti in un coeso “gregge”, rimarcando la loro supremazia sull’attuale mercato discografico italiano.
Inoltre, la cerimonia è stata un’ottima opportunità per: vedere facce meno note radiofonicamente (Salmo, Clementino); far riesumare corpi (Mondo Marcio, Max Pezzali); sprigionare l’animo più cafone di ognuno di noi (Club Dogo); trovare atteggiamenti tipici della MTV americana (stacchi di danza, con le crew più forti in Italia); sentire coppie di artisti, tanto discutibili quanto coraggiose, come Ensi e Samuel dei Subsonica, Big Fish e Morgan.

Dopo pochi istanti però, una domanda saliva spontanea : “ma ‘Fibra dove sta?” Risulta eclatante il fatto che, alla prima cerimonia ufficiale dell’hip hop italiano, mancasse il capostipite della generazione. Senz’ombra di dubbio, non si sarebbe mai formato un vasto pubblico attorno al rap, se non fosse stato per lui, Fabrizio Tarducci da Senigallia, in arte Fabri Fibra che, usando toni da rapper, “ci piscia sopra a tutti quanti”. Non si può festeggiare il Nuovo Regno, senza il suo Re.

Di seguito i vincitori:

Best Artist: MARRACASH
_ Best New Artist: EMIS KILLA
_ Best Album: CLUB DOGO “Noi Siamo Il Club”
_ Best Song: FEDEZ “Faccio Brutto”
_ Best Video: MONDO MARCIO “Senza Cuore”
_ Best Live: J-AX
_ Best Freestyler: ENSI
_ Best crossover: SALMO
_ Best Collaboration: RAP PER L’EMILIA (Emis Killa-Marracash-Club Dogo-J Ax) “Se Il Mondo Fosse”
_ Rap Icon Award: J-Ax
_ Vodafone Square Italian Best Dance Crew: Yessai Squad

Nella foto Marracash
Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio

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