Quando il vero spettacolo è la “Prova Generale”

I CambiScena all'Improteatro Festival: buona la prima (edizione)

Immaginate una compagnia teatrale in crisi, che debba fare i conti con l’assenza improvvisa di un attore (che ha mollato tutto per andare a lavorare in un fast food) e con un’ultima arrivata, un po’ “cagna”, che vuol recitare a tutti i costi.
-Immaginate anche che questa compagnia abbia promesso uno spettacolo ad un produttore e che quest’ultimo, il giorno della prova generale, si rechi a teatro per controllare come stia investendo il suo denaro.
-Immaginate, infine, che non avendo nulla di pronto, ed avendo completamente dimenticato di avvisare della situazione il succitato produttore, la compagnia si trovi costretta ad improvvisare comunque qualcosa, sul momento. Lo farà prendendo spunto da alcuni input che chiederà agli spettatori in sala, ad esempio, chiedendo loro di suggerire un titolo, oppure di attribuire ai personaggi determinate caratteristiche.
Gli attori dovranno quindi mettere in scena una storia che, coerente con gli stimoli forniti, conduca ad un finale stabilito. Ma il regista, supervisore della prova, si toglierà qualche soddisfazione, interrompendo lo scorrere della trama e chiedendo di aggiungere tutte le idee che gli passeranno per la testa.

Il risultato è uno spettacolo divertente, surreale, interattivo e sempre diverso ogni volta che si va in scena.
-Questa è la ricetta del format “Prova Generale”, che la compagnia padovana CambiScena ha presentato al Teatro 99posti di Mercogliano, tappa irpina dell’Improteatro Festival.

Figlio dell’omonima associazione, il festival ha lo scopo di far conoscere il mondo dell’improvvisazione teatrale italiana, e ha richiamato in Campania gruppi provenienti da tutto il Paese che si esibiranno in tour fino alla fine di luglio.
-Nata dalla collaborazione con la compagnia napoletana Coffee Brecht, quella che si sta svolgendo è la prima edizione di una kermesse davvero speciale. Teatro sì, ma ancora più unico del solito.
-Se è vero che uno spettacolo dal vivo non è mai uguale a sé stesso, perché ogni volta può cambiare un movimento, un’espressione, una pausa, il tutto è ancora più amplificato quando entriamo nel campo dell’improvvisazione.

Sfatiamo un mito: non è tutto completamente inventato al momento. Perché la bravura e l’affiatamento delle compagnie nasce da tanto studio. Esistono dei codici ed è importante saperli usare. Poi, talento e fantasia (non che siano poca cosa), fanno il resto.
-Nel corso di Improteatro è possibile assistere ai vari format che le compagnie invitate hanno creato e rodato nel corso degli anni.
-“Prova Generale” dei CambiScena è uno di questi ed è un ingranaggio che funziona bene. I difetti, infatti, sono più riscontrabili nel pubblico che, se poco attento o non avvezzo a quelle dinamiche del teatro che permettono ad uno stesso attore di ricoprire più ruoli, cadrà dalle nuvole alle richieste fatte dal “regista” per procedere nello svolgimento della trama.
-Gli attori sono energici, spigliati, pronti a tutto. È una continua sfida e il pubblico è sempre lì a chiedersi, ad ogni nuovo elemento, “E adesso? Cosa faranno? Come mostreranno con gesti e parole questo concetto?”.
E al festival di Improteatro ogni occasione è buona per improvvisare una scena, anche la vendita dei gadget. Niente hostess ammiccanti o promoter sbuffanti, ma attori… recitanti. I ragazzi di Coffee Brecht.

-Sperando che a questa seguano molte altre edizioni, è proprio il caso di dire che grazie a Improteatro potrete godere delle performance dei migliori improvvisatori professionisti e non di professionisti improvvisati. Una volta tanto.

http://www.improteatrofestival.it/