RACCONTI D’IMMAGINI: Ricordando Camillo Bassotto tra fotografia e cinema

Nei meriggi brumosi del gelido inverno, mentre fuori la nebbia pascolava raso ai prati e le fate inghirlandavano campi e alberi di candidi arabeschi, nel tinello della casa del curato avveniva un fatto straordinario che mai dimenticherò. Avevo otto, nove anni e don Vittorio, un prete giovane, colto e gentile – veniva dalla città – ci insegnava il catechismo con la lanterna magica illuminata da una lampada a petrolio. Sul bianco lenzuolo appeso al muro di fronte a noi passavano vestiti di luce i racconti biblici: idee, persone, luoghi e figure, paesi… tutto per immagini. Un sogno da vivere, una avventura che caricava il nostro cuore e la nostra mente di infinite suggestioni. Le filmine rozze e primitive erano per noi visioni splendenti, idee e sentimenti. (Camillo Bassotto,1968)

Ore 18.00 RACCONTI E RICORDI di amicizia e di collaborazione con Camillo Bassotto.

Per l’occasione sarà proiettato il personale documento di Francesco Pasinetti “Venezia Minore”

A seguire buffet

A partire della 20.30 rassegna cinematografica
“Omaggio a Robert Joseph Flaherty” – Esploratore di terre antiche e pioniere del documentario

Nanuk del nord (Nanook of the North, 1922) – L’opera che, ricavata da due anni di pellegrinaggio sulle punte estreme del Circolo Polare Artico , rivelò un poeta della natura e un etnologo appassionato, ma anche un genuino talento cinematografico. Flaherty non fotografa delle bestie rare, ma rappresentanti di una civiltà parallela; una civiltà che vanta una propria tecnica, che provvede con ingegno ai propri bisogni, che affronta con coraggio le proprie catastrofi, Flaherty esplora la vita semplice dell’esquimese, attratto da quel nido di sentimenti sperduto nel deserto di ghiaccio che è l’igloo.

Uomo di Aran (Man of Aran, 1934) -Un lirico affresco della vita umile e tenace dei pescatori realizzato con la solita paziente tecnica di osservazione, studio, montaggio e con il solito umanissimo afflato.

Lousiana story (1949) -100000 metri di pellicola, spartiti fra un derrick e la palude; il protagonista è un ragazzo nato e cresciuto in mezzo ai coccodrilli; l’arrivo dei petrolieri viola la natura incontaminata e selvaggia. Tanto la palude quanto il derrick, tanto i coccodrilli quanto gli operai, sono visti attraverso gli occhi di un ragazzo (per il quale rappresentano o meraviglia o avventura).

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Ritratti dal cinema francese

Venerdì 13 e Sabato 14 maggio dalle 18 alle 24 e tutti i pomeriggi sino al 20 maggio, ingresso gratuito presso il Teatro dei Frari alla Mostra Fotografica “Ritratti dal cinema francese” dalla collezione privata di fotografie e manifesti della famiglia Bassotto (foto dell’ Unifrance Film).

Immagini. Racconti d’immagini in un tempo sospeso tra passato e presente. Immagini che rendono indelebile un’emozione, un volto, un gesto, un’espressione, un attimo. Immagini che imprimono un segno negli occhi di chi le guarda, che regalano preziosi ricordi, momenti irripetibili. Immagini che narrano storie, che sfiorano sentimenti e creano sogni.

Guardando gli scatti di Sam Lévin (1904-1992) si ha la sensazione di rivivere le atmosfere e gli umori del periodo d’oro del cinema francese. Il fotografo di origine russa, trasferitosi in Francia in seguito all’imperante anti-semitismo pre-bellico, si dedica interamente alla valorizzazione e alla promozione di attori e pellicole. Nel 1934, infatti, allestisce uno studio a Parigi con la sua assistente Lucienne Chevert.

L’anno successivo inizia il suo lavoro nei set cinematografici, ma è dopo l’incontro con Jean Renoir, con cui lavora come fotografo di scena per La grande illusion (La grande illusione, 1937), che la sua passione viene riconosciuta, tanto da portarlo a collaborare con i più importanti nomi del cinema francese di quegli anni, tra cui René Clair e Jean Cocteau. I suoi lavori compaiono anche sulle pagine delle più diffuse riviste internazionali: Match, ParisSoir e New York Times. Il profondo e indimenticabile sguardo di Delon, il sorriso beffardo di Belmondo e l’intrigante sensualità della Bardot, emergono in maniera prorompente dai ritratti di Lèvin, che ricreava, nel suo studio, le atmosfere e le luci dei teatri di posa, per plasmare i volti degli attori e farne così risaltare tutta la loro personalità. È anche grazie all’opera di Sam Lévin che L’Unifrance Film, in quegli anni, promuove il cinema francese in modo che potesse avere il giusto riconoscimento nel panorama mondiale.

Ritratti dal cinema francese tenta di creare un’opportunità per avvicinare lo sguardo alla realtà cinematografica d’oltralpe e continuare a ricordare tutte quelle persone che hanno contribuito a rendere indimenticabile un’epoca.

[IDEAZIONE E ORGANIZZAZIONE A CURA DI: GIOVANNI SANTORO, ELENA OSELLADORE, VALENTINA GREGGIO – CON LA PREZIOSA COLLABORAZIONE DI: CARLO MONTANARO, MANFREDO MANFROI, MARINA BASSOTTO]

INGRESSO CINEFORUM RISERVATO SOCI CINIT (GLI SPETTATORI CHE DEVONO ACQUISTARE LA TESSERA SONO PREGATI DI ARRIVARE AL TEATRO 10 MINUTI IN ANTICIPO RISPETTO ALL’ORARIO DI INIZIO DELLA PROIEZIONE)
Le proiezioni si effettuano al Teatro dei Frari San Polo 2424/Q – Calle dietro l’Archivio- Tra San Rocco, i Tolentini e San Giovanni Evangelista.
Per informazioni contattare l’organizzatore Giovanni Santoro: info @nonsolocinema.com

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