Dopo anni di onorato servizio nella hall di una famosa catena d’alberghi, Lisa ha imparato a difendersi e controllarsi dalle insistenti richieste dei suoi clienti, acquisendo un invidiabile controllo di se stessa. Quando scopre, durante un viaggio aereo, che l’uomo che ha di fianco non è il dolce e impacciato ragazzo che, poco prima, l’aveva omaggiata di un drink in aeroporto, inizia per Lisa un terribile viaggio in cui, oltre alla sua vita, dovrà curarsi di quella del padre, ostaggio di un sicario che non esiterà ad ucciderlo se non si presterà al gioco del suo compagno di viaggio.
Raccontato così, il nuovo di Craven, potebbe anche risultare interessante ma, alla fin fine, di interessante c’è solo la durata del film, ottantasei minuti che scorrono comunque velocemente, per grazia di Dio.
Lisa Reisert (Rachel McAdams) ha il terrore dell’aereo ma, a 9000 mila metri d’altezza, nel volo notturno per Miami, dovrà vedersela con una paura ben peggiore. Jackson (Cillian Murphy) è seduto accanto a lei, felice coincidenza, dopo essersi incontrati casualmente per un drink in aeroporto. Ma nulla sembra essere lasciato al caso. Jack, infatti, sembra conoscere Lisa meglio di quanto lei creda e quando le mostrerà il suo vero volto, saranno guai per tutti.
Un uomo e una donna, come nel più classico degli schemi hollywoodiani. Questa è la risultante dell’ultima fatica di Craven, maestro dell’horror prestatosi al thriller. Red Eye, l’occhio rosso degli uomini d’affari americani (quelli che viaggiano in aereo di notte per non perdere ore preziose della giornata lavorativa) è spento, banale e mal costruito.
Una buona prima parte (quando ancora non si capisce bene dove il regista voglia andare a parare), una pessima mezz’ora finale dove, fra la raccapricciante citazione di Shining (Kubrick riposi in pace, se può!), la protagonista Lisa, fra le altre cose, corre in aeroporto con i tacchi alti. Davvero molto credibile. Sullo sfondo di un’America colta in ansia da terrorismo, dai viaggi aerei, dalla paura di ritrovarsi nel bel mezzo di un attacco, Craven sembra ormai lontano dagli horror ben confezionati cui ci ha abiutati.
Ma l’intenzione del film, stando alla produzione, era quella di raccontare tutt’altro. Ciò che fa da catalizzatore è il rapporto fra i due protagonisti, il cui incontro all’apparenza casuale, nasconde intenti nefasti. Nella cabina di un aereo, privati di ogni aiuto esterno, i due combattono a suon di nervi le loro battaglie. Lisa cerca di salvare un importante funzionario della sicurezza nazionale da un barbaro attentato che lo vuole protagonista insieme alla sua famiglia. Lui, un gentleman d’altri tempi (almeno fin quando non se ne scopre la vera natura) è un freddo assassino disposto a tutto pur di portare a termine il proprio lavoro.
Questo Red Eye un merito ce l’ha, in fondo. Quello di presentarsi fin dall’inizio come un B-movies, un filmettino (costato però ben 25 milioni di dollari!) che lascia il tempo che trova e che può risultare gradevole per il tempo strettamente necessario a sbancare i botteghini. Poi qualcuno, forse azzardatamente, riscontra in Craven degli elementi hitchcockiani o addirittura intenti filosofici (ogni uomo ha la sua maschera, ogni maschera ne nasconde un’altra, ma questo è Nietzsche!) davvero inesistenti. Si è liberi di leggerci ciò che si vuole ma, se in conferenza stampa qualcuno ha ringraziato il capitano Craven per lo splendido volo, non c’è altro da aggiungere se non che di viaggi del genere ne abbiamo fatti a migliaia. E magari, da domani, si torna a viaggiare in treno.
Red eye
Titolo originale: Red eye
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Thriller
Durata: 85′
Regia: Wes Craven
Sito ufficiale: www.redeye-themovie.com
Sito italiano: www.redeye-ilfilm.it
Cast: Rachel McAdams, Cillian Murphy, Brian Cox, Tina Anderson, Jason Bartley, Guy Chapman, Noelle Drake
Produzione: Chris Bender, Marianne Maddalena
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 21 Ottobre 2005 (cinema)







