REGINA JOSÉ GALINDO. PERSONALE

Con la prima mostra personale in Italia dell’artista guatemalteca apre Prometeogallery, di Ida Pisani

Un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea a Milano, che va ad accrescere il ricco panorama espositivo pubblico e privato della città. Ma la specificità che PROMETEOGALLERY intende rivestire entro il contesto milanese ed italiano è quella di promuovere la conoscenza delle pratiche artistiche di aree in emersione e di dare voce alle culture delle geografie minori, continuando quel progetto di ricerca sul continente latino americano e sull’Est europeo che Ida Pisani con l’Associazione Prometeo per l’arte contemporanea porta avanti ormai da anni.

L’ARTISTA

Leone d’oro come giovane artista all’ultima edizione della Biennale di Venezia, in cui figurava nella sezione “Sempre un po’ più lontano”, diretta da Rosa Martínez, Regina José Galindo è anche reduce da PragueBiennale 2 e dalla Biennale di Tirana. L’artista fa comunque la sua prima apparizione internazionale nel 2001 alla Biennale di Venezia curata da Harald Szeemann.

La sua azione “Quien puede borrar las huellas” (Chi può cancellare le tracce) è diventata immediatamente nota presso un vasto pubblico quale segno di resistenza individuale e ritratto collettivo di una diffidente società civile. Qui una giovane donna vestita di nero che attraversa Ciudad de Guatemala – dalla Corte Costituzionale al Palazzo Nazionale – con i piedi ricoperti di sangue, compie un silenzioso e duro atto di denuncia contro la possibile elezione a presidente dell’ex-dittatore Rios Montt. Ma fin dalla sua prima azione nel 1999 Galindo coniugava lo spazio del proprio corpo con quello sociale, quando – inascoltata – recitava sue poesie appesa a dieci metri di altezza sopra una piazza urbana di Ciudad de Guatemala.

Vera e propria esponente di un’arte “della ripetizione”, in senso deleuzeano, Regina José Galindo ritorna nei luoghi che hanno visto il pubblico testimone del dramma della storia e, attraverso il suo corpo, “ripete” azioni. La ripetizione non coincide mai con il ritorno dell’identico ma restituisce la possibilità a ciò che è stato: non restituisce il passato come tale ma lo rende ancora possibile. Per questo non la rappresentazione ma una sorta di teatro della ripetizione è al centro dei rituali che Galindo mette in scena: cerimonie singolari, azioni immediate, recitate, messe in atto hic et nunc, ripetute in un movimento reale.

Da qui il carattere intrinsecamente politico del suo lavoro: non solo la presentazione di un discorso di genere o un’operazione di denuncia. Senza concepire la “ripetizione” non sono completamente spiegabili opere come quella presentata all’ultima biennale veneziana “( ) golpes” in cui l’artista colpisce il proprio corpo un numero equivalente di volte quante sono le donne guatemalteche ammazzate nell’ultimo anno. Oppure non si interpretano nel loro giusto valore azioni estreme come “Imenoplastia”, dove l’artista mette in gioco il proprio corpo. Da qui deriva però anche il carattere poetico di tutte le sue opere che lei stessa chiama “atti di psicomagia”, sottolineandone il carattere di sofferenza e la forte carica emotiva.

LA GALLERIA

L’ampio spazio di Via Ventura 3 di PROMETEOGALLERY va ad aggiungersi allo spazio della chiesa medievale di San Matteo di Lucca, sede dell’Associazione Prometeo dove nei suoi quattro anni di attività, a partire dal 2002, sono state presentate personali di artisti di fama internazionale come Anibal López, Carlos Amorales e Julian Lede (Nuevos Ricos), Santiago Sierra, Pawel Althamer, Adrian Paci, Radek Community, Gianni Motti, Marcella Vanzo, Sukran Moral, Frédéric Moser & Philippe Schwinger, nate anche dalla collaborazione con gallerie italiane e internazionali.

L’Associazione Prometeo ha promosso inoltre esposizioni collettive di grande importanza come “Mexico Attacks!” del 2003, curata da Teresa Macrì e “Produciendo Realidad” del 2004, curata da Marco Scotini e che ha presentato trenta artisti provenienti da diciassette paesi latino americani. Numerosi sono anche i rapporti che hanno visto la collaborazione dell’Associazione con istituzioni nazionali ed internazionali quali Praguebiennale, il Museo MADC di San José in Costa Rica, la Fondazione Adriano Olivetti di Roma, con la personale di Anibal López, la Galleria Civica di Trento e il MNAC di Bucarest, con due diverse personali di Santiago Sierra.

Accanto allo spazio non profit quale quello dell’Associazione lucchese, PROMETEOGALLERY si propone ora come spazio commerciale.
Se il nuovo spazio milanese sarà dedicato alla programmazione di mostre personali, nella sede di Lucca invece continueranno ad essere presentate ampie collettive dedicate all’arte in Nicaragua, all’arte in Cile oppure ad aree tematiche e pratiche artistiche oggi fondamentali come quelle dei gruppi “callejeros”.

La stagione espositiva di PROMETEOGALLERY dopo la personale di Regina Josè Galindo intende proseguire la propria attività 2005-2006 con Ronald Moran, David Ter-Oganian, José Davila, Santiago Sierra, Gülsün Karamustafa, Erick Beltràn, Javier Tellez, Anibal López, Maxim Karakulov.

REGINA JOSÉ GALINDO

A cura di Marco Scotini
8 novembre 2005 – 8 gennaio 2006

Opening: martedì 8 Novembre, ore 18.00,
Prometeogallery, Via G. Ventura, 3 – Lambrate, Milano
Orari galleria: lunedì 16-20, martedì-venerdì 10-13/16-20
Telefono: 3290564102, e-mail: ida.pisani@virgilio.it
sito internet www.prometeo-arte.it
Ufficio Stampa: Elena Bari, cellulare: 328 9781241, e-mail: eba@fastwebnet.it