“RENT” di Chris Columbus
Edizione sul grande schermo dell’opera scritta da Jonathan Larson (ispirandosi alla “Bohème” di Puccini) che rimase in scena nei teatri di Broadway e si conquistò, tra i tanti, anche, nel 1994, il premio Pulitzer. Al centro della storia un gruppo di artisti che lottano per esprimersi sullo sfondo di una New York in cui emergono povertà e il dilagare dell’Aids.
Con le sue quattromila rappresentazioni, Rent è attualmente all’ottavo posto nella classifica degli spettacoli più rappresentati nella storia di Broadway. E’ stato tradotto in tante lingue e portato in tutto il mondo. Questa trasposizione cinematografica aumenta la crudezza rispetto alla rappresentazione teatrale, dal momento che il cinema consente una verosimiglianza maggiore. Non è un caso, dunque, che la colonna sonora abbia uno stile più incisivo e “rockettaro” rispetto alla versione originale. Il regista, Chris Columbus, ha deciso di utilizzare gli stessi attori del musical (con l’aggiunta di due nuove attrici, Rosario Dawson e Tracce Thoms) per esaltare il loro talento e l’immediatezza emotiva. Nonostante il cast conoscesse molto bene il materiale, Columbus ha previsto un intenso periodo di prove per aiutare tutti gli artisti ad assimilare i nuovi arrangiamenti e adattare le loro interpretazioni al grande schermo.
La riuscita del film sta nel rispetto quasi “ossequioso” dei codici legati al genere “musical”. Il musical è sintesi di percorsi che vanno dalla commedia all’avventura (il tema della realizzazione di amore e successo) con una frequente incursione nei modelli della fiaba, tutti elementi che prevedono naturalmente l’happy end: le “prove” sono gli ostacoli da superare e si concretizzano nei numeri musicali. Il passaggio continuo azione-musica è ben reso. Qualsiasi personaggio stia parlando, improvvisamente prosegue il discorso cantando; se sta camminando, improvvisamente trasforma la passeggiata in danza. La differenza tra musica e vita scompare completamente: l’una continua nell’altra e viceversa. La trama del film spesso subisce contaminazioni da altri generi ma le sue immagini restituiscono un linguaggio cinematografico caratteristico: esse, infatti, seguono il ritmo imposto loro dalla musica. Gli attori sono bravi nel saper fondere le competenze attoriali con quelle legate al ballo e al canto. I raccordi non sono mai di tipo realistico poiché l’atmosfera globale è decisamente incline al sogno.
Sul fronte dei contenuti, il film racchiude molto bene questo concetto: la necessità di costruirsi una strada nel mondo lasciandosi alle spalle i formalismi. Le musiche consentono di esprimere e veicolare pensieri o puri fatti di vita vissuta che non sarebbe possibile trasmettere attraverso il semplice dialogo. Temi come la povertà, l’Aids, la tossicodipendenza, la perdita della creatività riescono ad arrivare, con tutta la loro efficacia, non solo a quelli che vivono queste situazioni ma anche ai “distratti” o, semplicemente, disinteressati. Il modello narrativo caratteristico del musical prevede la conquista di un amore o di un successo. Ed è qui che risiede il difetto principale della pellicola. Nelle modalità dell’ottenimento di questo obiettivo. Sia che si tratti di un rapporto d’amore o di amicizia, la prevedibilità e l’autocompiacimento di numerose situazioni fanno cadere qualsiasi sorpresa rendendo la pellicola, a volte, lenta e poco accattivante. Piccolo dettaglio ma non irrilevante. La bravura degli attori riscatta però il tutto, rendendo la visione complessiva gradevole.
Titolo originale: Rent
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 135′
Regia: Chris Columbus
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/rent
Cast: Rosario Dawson, Taye Diggs, Wilson Jermaine Heredia, Jesse L. Martin, Idina Menzel, Adam Pascal, Anthony Rapp
Produzione: Michael Barnathan, Chris Columbus, Robert De Niro, Mark Radcliffe, Jane Rosenthal
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 21 Aprile 2006 (cinema)