Anche quest’anno l’associazione Chiostro a S.Elena ha acceso i riflettori su Paolo Sarpi, grande scrittore ed intellettuale del XVII secolo nonché frate dell’Ordine dei Servi di Maria, comunità religiosa da sempre presente a S.Elena.
Mentre nello scorso anno le letture miravano a delineare i contorni della figura di Sarpi, questa volta invece il discorso ha riguardato il fenomeno dell’Interdetto –che segnò l’apice dello scontro tra Venezia e Papato- e la conseguente “Guerra delle Scritture” che coinvolse centinaia di intellettuali d’Italia e d’Europa, tra cui appunto il frate servita. Questa particolare prospettiva è stata scelta in occasione dell’anniversario dell’Interdetto lanciato da Paolo V nel 1606-1607.
Come relatori hanno partecipato lo storico Corrado Pin, il professor William Shea detentore della cattedra galileiana di Storia della Scienza a Padova, la vice-presidente dell’Ateneo Veneto Tiziana Agostini e Padre Lino Pacchin, esponente dell’Ordine.
Corrado Pin -che ha illustrato lo scopo dell’incontro e coordinato gli interventi e le letture- si è occupato di introdurre la tematica presentando dal punto di vista storico l’Interdetto nelle sue cause (decreti di Venezia che limitavano il potere temporale del Papa) e nei suoi effetti (la scomunica e il divieto di celebrare funzioni religiose in tutto il territorio della Repubblica) e affermando il valore della voce di Sarpi che, pur essendo un religioso, decise di porre il suo acume di “Uomo di Lettere” a difesa della Serenissima dando vita al binomio Sarpi=Interdetto/Interdetto=Sarpi che caratterizza gli studi sull’epoca.
Tiziana Agostini ha ricordato l’impegno costante dell’Ateneo Veneto nell’attirare l’attenzione sulla figura e sulle opere di Sarpi, come è avvenuto nel convegno del 2002 (in occasione del 450° anniversario della nascita del frate) durante il quale gli studiosi hanno potuto confrontare le loro tesi dando vita ad un dibattito che ha riattualizzato anche il tema dei rapporti tra Stato e Chiesa.
Il risultato è stato “Ripensando a Paolo Sarpi a quattro secoli dall’interdetto”, un libro che raccoglie le varie relazioni degli studiosi presenti dedicato a Padre Pacifico Branchesi, primo promotore di iniziative riguardanti il frate.
La relatrice ha inoltre messo in evidenza l’enorme valore letterario dei testi storici di Sarpi, la cui prosa a tratti quasi “giornalistica” ha raggiunto vette di raffinatezza mai eguagliate da altri scrittori veneziani, conquistando a pieno diritto un posto tra i “classici” di ogni tempo. Un “primato” che purtroppo non ha avuto riscontro in una diffusione della sua opera tramite edizioni filologicamente corrette, oggi ancora assenti, ad eccezione dei “Consulti” curati da Corrado Pin.
L’intervento di William Shea ha ribadito il problema del colpevole “silenzio” che l’Italia -e in particolare Venezia- mantiene nei confronti di Paolo Sarpi in netto contrasto con il fiorire di studi e di ammirazione che circonda la sua immagine all’estero. Una trascuratezza che colpisce ancora più profondamente in questi tempi data l’attualità scottante del dibattito sui confini tra il potere della Chiesa e quello dello Stato. “E l’ora di tornare a Sarpi”, ha quindi invitato il professore, ricordando il dovere che hanno gli studiosi non solo di scrivere su Sarpi ma anche e soprattutto di far conoscere Sarpi portando avanti con coraggio il suo messaggio.
Padre Pacchin ha guidato la discussione al termine riassumendo le principali tematiche trattate e sottolineando gli spunti che sono emersi.
Le varie tappe dell’incontro e la lettura dei testi (tratti da “L’Istoria dell’Interdetto” di Sarpi, dal Monitorio Papale, dal Protesto della Repubblica e dall’Apologia di Bellarmino) da parte di Maria Pia Colonnello sono stati scanditi dal suono dolce della tiorba di Pierpaolo Ciurlia su musiche di Kapsberger -grande compositore della stessa epoca di Sarpi- che ha quindi contribuito a creare un’adeguata cornice musicale all’evento.
Dall’incontro è quindi emersa una figura di Paolo Sarpi come punto di riferimento per gli intellettuali di fine ‘500 e inizio ‘600, nonché personalità capace di scuotere l’opinione pubblica e influenzarla tramite i suoi scritti. L’ “umile frate” che ha osato contrapporsi alla Chiesa in un momento di massima potenza per sostenere il diritto civile e la libertà dello Stato costituendo un esempio alle cui convinzioni ci si dovrebbe ispirare anche oggi.
“…Iddio ha constituito due governi nel mondo, uno spirituale, l’altro temporale, ciascuno di essi supremo e independente l’uno dall’altro; l’uno è il ministerio ecclesiastico, l’altro è il governo politico. Dello spirituale ha dato cura alli apostoli e alli suoi successori, del temporale a’ principi, sì che li uni non possano intromettersi in quello che agli altri appartiene…”
Sabato 25 novembre 2006 – ore 15.30, Sala parrocchiale in Sant’Elena,campo della Chiesa, 3 – VENEZIA.
“Chiostro a Sant’Elena” Associazione di promozione socio-culturale campo della Chiesa, 3 – Sant’Elena – 30132 Venezia; tel: 0415281927 – 3473167591; e-mail: asantelena@yahoo.it









