Roma. Robert Downey Jr. e Guy Ritchie presentano “Sherlock Holmes – Gioco di ombre, il seguito di Sherlock Holmes, in arrivo nelle sale italiane il 16 dicembre, pronto per sbancare i botteghini natalizi.
Mister Ritchie, parli del protagonista del film.
Guy Richie: “Ho voluto realizzare uno Scherlock Holmes alla James Bond. Robert ha saputo personalizzare a suo modo il protagonista. Non è più un personaggio con cappello, mantella, lente di ingrandimento e pipa, ma modernizzato. Holmes fa arti marziali, per farlo sembrare un uomo fresco e contemporaneo.”
Cosa ne pensa del film?
Guy Ritchie: “Ho creato un film per un vasto pubblico, dai giovani alle famiglie, alle persone più mature.”
Sherlock Holmes è un progetto indipendente?
Guy Richie: “Nonostante le produzioni indipendenti stiano diminuendo, Sherlock Holmes vanta una totale indipendenza, dal regista agli attori.”
Cosa ci dice delle protagoniste donne?
Guy Richie: “Ho voluto una forte presenza femminile e dare un ruolo di rillievo alle donne. Volevo donne protagoniste, non con ruoli minoritari. La loro storia influenza i due protagonisti in modo determinante.”
Un film psicologico…
Guy Richie: “L’intelligenza è protagonista del film. Un gioco di personalità tra il fratello di Holmes e il cattivo Moriarty.”
Il suo rapporto con il romanzo.
Guy Richie: “Gli sceneggiatori hanno seguito fedelmente il romanzo di Arthur Conan Doyle.”
Robert, com’è stato lavorare con Jude Law e Guy Richie?
Robert Downey Jr.: ” L’alchimia tra me e Jude Law è dovuta all’amicizia che ci lega e dal fatto che avevamo lavorato bene insieme nel primo episodio. Con Guy c’è stata grande complicità e professionalità.”
Qual’è secondo lei il segreto del successo di Sherlock Holmes?
Robert Downey Jr.: “Il rispetto, l’entusiasmo e la professionalità di ogni singola persona che ha lavorato nel film sono la motivazione del successo.”
Il rapporto tra il personaggio interpretato da lei e Sherlock Holmes di Conan Doyle.
Robert Downey Jr.: “Sono molto affezionato a questo personaggio, e ho cercato di renderlo fedele al romanzo di Conan Doyle. La lettura dei libri è stata fondamentale per entrare nella parte.”
Come mai la scelta di un ambiente gotico?
Guy Richie: “1891 l’anno in cui è ambientato il film, e la scenografia ha tenuto conto della rivoluzione industriale e della metamorfosi della società.”
Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio






