“Recital” di Corrado Guzzanti

Per adesso c'è (ancora) Quèlo

Al Gran Teatro di Padova tutto esaurito per il comico romano affiancato dalla sorella Caterina e dalla fida spalla Marco Marzocca

“C’è grossa crisi. La gente ha bisogno di creder un qualcosa”.
È proprio vero, un po’ di evasione non solo è bramata, ma è pure terapeutica. Tre ore di spettacolo che filano via lisce come l’olio, con il susseguirsi dei personaggi di Guzzanti intervallati dalle comparsate della sorella Caterina. Costruito come uno spettacolo televisivo, e d’altronde forse è l’unico modo per reggere i ritmi, la performance di Corrado Guzzanti si sdoppia in un racconto fatto da Guzzanti in persona, con a fianco il timido padre Federico (Marzocca) a commentare tanto i fatti attuali quanto gli interventi dei suoi personaggi.

Non si sa se Guzzanti si diverta e ci diverta più a ironizzare su politica e religione con la sua faccia o con quella dei suoi personaggi che, impuniti come i veri, continuano a prendersi gioco chi degli elettori, chi dei devoti e chi di tutti noi.

Si inizia con Tremonti che è lo specchio del ministro, a raccontare della fine della crisi, a minimizzare la gravità dei fatti, a scaricare responsabilità. Emblematico è il pezzo dei pregiudizi sugli italiani visti dall’Europa. Gli italiani truffatori e arraffoni secondo il finto Tremonti hanno finito invece che coll’adeguarsi agli Europei con l’aver fatto adeguare il mondo a loro. Paradossale, ma non tanto lontano da alcuni pensieri di alcuni politici.
C’è Di Pietro in difesa degli italiani, che, con una retorica iperbolica a non finire, fa sì che non si capisca nulla di quello che dice.
C’è Bertinotti, ormai solo, fuori da tutto, ma che ha ancora la voglia di scherzare, Si rivede il dottor La Porta, ispiratore di Bertinotti, che farnetica frasi sconclusionate di fronte ad una casa di cura mentale.

Sono l’apparizione di Quèlo e della mitica presentatrice Vulvia di Rieducational Channel a chiudere in bellezza lo spettacolo. I personaggi forse più amati non tradiscono e più di qualcuno del pubblico parla assieme a loro. All’ultimo l’apparizione di Gianfranco Funari a descrivere l’aldilà, paradiso o inferno dipende da dove si stava prima, con l’aglio che imperversa in qualunque piatto, l’unico divertimento è il circo delle scimmie e in libreria solo Moccia. Geniale.
Manca solo la mortadella “sinomo di genuità e garanzia del consumatore”.

Recital
Di e con Corrado Guzzanti
Con Caterina Guzzanti e Marco Marzocca
Durata dello spettacolo 3 ore (compreso intervallo)

www.granteatropadova.it
Organizzazione Zed www.zedlive.com