Eroe potrebbe sembrare una parola grossa, eccessiva, da associare ad un uomo che ha dato il via a quella che è una delle pagine più sanguinose della storia recente afroamericana; il film parla infatti di diecimila morti ammazzati durante la guerra fra gang, iniziata appunto nella città degli angeli dai Crips fondati da Stan Williams.
In realtà, ed è proprio questo il significato del percorso catartico, di redenzione di questo biopic, l’appellativo eroe non è per niente esagerato. Ma procediamo con ordine, fornendo le coordinate per decrittare la figura di quest’uomo.
Il film, con una narrazione spezzetata, narra il rapporto tra Tookie ed una giornalista d’assalto afroamericana che vuole scrivere un libro sull’affascinante storia di questo ragazzo cattivo; superate le prime diffidenze, dovute ai rispettivi e ben radicati pregiudizi, il rapporto fra i due diventa ancora di salvezza e fonte d’ispirazione per entrambi.
Così Tookie comincia a raccontare la propria storia: il trasferimento da New Orleans a Los Angeles quando aveva appena nove anni, la crescente consapevolezza della legge della giungla che imperversava nei ghetti losangelini, la presa di coscienza della necessità di adattarsi a questa legge del più forte per ottenere il rispetto ed emergere, la fusione della sua piccola gang con un’altra e la scalata al potere dei Crips nell’ambiente suburbano di Los Angeles, l’omicidio, la condanna a morte, la sua irrequietezza e rissosità anche in carcere, i sei anni in cella di isolamento
e l’insperata illuminazione, redenzione, catarsi.
L’idea di poter condividere attivamente la sua esperienza, e non solo la storia della sua vita, nasce per caso, e come tutte le belle cose che nascono per caso si trasforma, si evolve presto in qualcosa di grandioso, di ampio respiro; superato l’ostacolo del reperire un editore interessato, i libri per bambini di Tookie vengono venduti in tutto il mondo.
Barbara, la giornalista, fa da intermediario verso il mondo esterno, e grazie a Tookie le acredini fra gang si ammorbidiscono, i bambini gli fanno visita in prigione, ascoltano le sue parole, lo tengono per mano e pregano insieme a lui. Arriva anche la duplice candidatura al Premio Nobel, che fa da cassa di risonanza al suo impegno sociale
Come si può quindi non ritenere un eroe una persona che, arrivando dal cantuccio più infuocato e nascosto agli occhi di Dio del caldo inferno è risalito fino a diventare aiuto ed ispirazione per bambini di tutto il mondo che vivono in ambienti dove l’unico passaporto per il rispetto è la violenza verso i tuoi simili? Senza dubbio Stanley Tookie Williams è un eroe, e se non fosse stato ucciso sarebbe ancora fra noi a predicare il suo messaggio di pace e, soprattutto, di redenzione, testimone vivente della reale possibilità di poter trasformare la propria vita.
Un film commovente, narrativamente coinvolgente nel suo essere spezzetato e poco lineare, nel suo rivangare frammentario nel passato di Tookie; peccato per il montaggio un po’ televisivo, che fa perdere di credibilità ad una regia per il resto buona e molto appassionata. Jamie Foxx continua a sorprendere, interprentando eccezionalmente sia la rabbia dell’uomo animalesco, sia la pace interiore dell’uomo illuminato.
Regia: Vondis Curtis Hall
Interpreti: Jamie Foxx, Lynn Whitfield
Sceneggiatura: J.T. Allen
Fotografia: David Greene
Montaggio: Terylin A. Shropshire
Produzione e distribuzione: M.I.B
Durata: 95 minuti







