“Richard Pousette-Dart”

Venerdì 16 febbraio si è inaugurata alla Peggy Guggenheim di Venezia una mostra dedicata all’artista americano, uno dei protagonisti dell’espressionismo astratto della scuola di New York.

Ancora un’inedita mostra alla Guggenheim voluta da Philip Rylands in collaborazione con Luca Massimo Barbero e destinata a presentare una piccola ma significativa rassegna su Richard Pousette-Dart, uno dei protagonisti della cosiddetta Scuola di New York, che tra le sue fila annoverò grandi nomi dell’arte moderna come i più noti Jackson Pollock, Mark Rothko e Willem de Kooning.
Diverse le componenti originali e direi molto attuali della sua ricerca condotta alla fine da grande understatement, mantenendo esiti di notevole dignità al di fuori dai clamori ufficiali.
La scelta di rimanere dietro le quinte fu voluta dallo stesso Pousette-Dart, che decise di vivere in campagna, precisamente a Suffern, fuori New York, con la moglie, la poetessa Evelyn Gracey.

Per l’artista americano l’occasione della pittura costituiva una sorta di ricerca antropologica, con evidenti risvolti spirituali. Da qui la sua originalità, pur nei collegamenti con la storia dell’arte, dall’evidente conoscenza dei mosaici pavimentali romani al gotico e al neoimpressionismo, dalla simbologia arcaica delle popolazioni indiane americane e dalla cultura mesoamericana all’arte contemporanea di kleiana memoria, un lento processo per svelare simboli atavici da riprodurre sulla tela, a sua volta una metafora dell’Essere e della sua complessità esistenziale in un’accezione sincretistica della conoscenza.

La sua opera sembra essere influenzata, infatti, dalle contemporanee ricerche junghiane ma anche soprattutto da quelle condotte da Mircea Eliade nell’ambito delle sue originali indagini sulla storia delle religioni comparate.
Nel 1947 lo stesso artista scrisse: “Io cerco di esprimere la natura spirituale dell’universo. Per me dipingere è un equilibrio dinamico e una completezza di vita; è misterioso e trascendentale, e allo stesso tempo solido e reale”.

Pousette-Dart con tale chiarezza di intenti, cardine di un’originalità che ora emerge in tutta la sua stringente attualità anche per quanto concerne una prassi che motiva concretamente una dedizione al fare arte, trae spunto dalla tradizione simbolista comprendendo, in termini adeguati, una delle matrici fondamentali del surrealismo che tanto influenzò gli espressionisti astrattisti statunitensi, in primis Pollock ma anche gli altri esponenti degli Irascible Eigtheen, il celebre trasgressivo gruppo di New York, già oggetto, nel 2002, di una rassegna tenutasi al Candiani di Mestre collaterale a quella dedicata al più noto protagonista dell’action painting, ospitata invece al Correr.
Ma è proprio da un accurato confronto con i suoi primi compagni di strada che si percepisce lo scarto che ne evidenzia la differenza.

Molto significativa e suggestiva in tal senso l’ultima sala dove spiccano tele di ampio respiro come la serie delle Cattedrali bizantine, I, II e III, Geometria estiva o Spirali in riva al mare. Sulla parete proprio prima dell’uscita risalta un’opera che sintetizza il percorso della sua ricerca, Perso alle soglie dell’infinito, un grande tondo del 1991, un acrilico su lino, preludio a certe soluzioni che sembrano anticipare motivi cari, in seguito, ad Anish Kapoor.
Non a caso e probabilmente per questo motivo, l’opera è stata scelta dai curatori come sfondo della copertina del catalogo edito da Skira dove si possono leggere gli interessanti contributi oltre che di Philip Rylands, di Kirsten Hübner e Lowery S. Sims, Direttore dello Studio Museum di Harlem, New York. Molto accurata anche la biografia cronologica dell’artista riportata da Enda Horgan.

Una mostra sicuramente da non perdere e opere su cui serenamente meditare proprio per gli inediti risvolti con cui sono state concepite dall’autore al di fuori dei canonici e più usuali luoghi comuni che regolano ancora il mondo dell’arte contemporanea, in parte in crisi nei suoi molteplici gangli funzionali.

“RICHARD POUSETTE-DART”
dal 16 febbraio al 20 maggio 2007
COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
Palazzo Venier dei Leoni Dorsoduro 701, Venezia
+39 0412405411 (info), +39 0415206885 (fax)
info@guggenheim-venice.it www.guggenheim-venice.it
Orario Apertura: 10-18 tutti i giorni, Chiuso il martedì
Biglietti Adulti: € 10; Senior oltre i 65 anni: € 8 ;Studenti fino a 26 anni: € 5; Bambini fino a 12 anni: gratuito
Catalogo edito da SKIRA