“Rosso Malpelo” di Pasquale Scimeca

Il nuovo lungometraggio del regista siciliano, Pasquale Scimeca, è un film per ragazzi, indipendente, fuori dal circuito di distribuizione.

L’idea nasce da due motivazioni fondamentali: una artistica e l’altra collegata alla realtà sociale del nostro tempo. Una passione ardente per la letteratura verghiana, in particolare le novelle; da cui il film prende spunto, per poi dipanarsi sulla condizione umana d’oggi, fatta di sofferenza e di sfruttamento. Il film, quindi, si riappropria della tematica neorealista, che ha reso famoso e importante il nostro cinema nel mondo. Un Neorealismo legato al cinema di Visconti, Rossellini, Zavattini, che racconta la realtà delle strade.
Così, come Visconti, con in mano la realtà sociale del Verga, dirige il capolavoro La terra trema, raccontando la vita dei pescatori siciliani; Scimeca continua e completa la trilogia mancata di Visconti, prima filmando i contadini in Placido Rizzoto e ora con Rosso Malpelo il mondo dei minatori.
Questi i temi: il diverso, la povertà, la sofferenza dell’infanzia, il lavoro minorile.

Pertanto il film di Pasquale Scimeca diviene denuncia sociale e, come afferma lo stesso regista nell’incontro e nella presentazione del film, anche un progetto vero e concreto per aiutare e dare speranza a dei bambini che vivono in una baraccopoli in Bolivia.
Liberarli dal lavoro e garantirgli cibo e scuola è l’obiettivo che si prefigge il regista, attraverso il progetto “Cento scuole adottano 1000 bambini”, elaborato dalla Ong MLAL. Progetto condiviso dagli attori, dai tecnici e da tutti i lavoratori che hanno reso possibile la realizzazione del film. Sarà, infatt,i aperto un conto speciale presso la Banca Etica, dove si verserà l’intero incasso del film nelle sale cinematografiche, oltre ai proventi della vendita dei diritti televisivi.

L’inizio del film Rosso Malpelo è elevato, ricco, intenso di atmosfere: l’erba al vento, la terra arida, il cielo stellato e il cammino notturno di un padre e del proprio figlio su un asino verso la miniera, luogo di lavoro e discesa infernale di morte. Dalle stelle verso la profondità della terra si immerge il cinema di Scimeca, dando concretezza, ieri come oggi, alle disumane condizioni dei bambini che in ogni parte del mondo sono costretti a privarsi della loro infanzia per lavorare.
È inutile lamentarsi e ribellarsi, si fatica, col sudore della fronte; a capo chino si scava nel fondo della miniera per qualche soldo in più, per rimanervi intrappolati al crollo. Pinuzzu-Malpelo scava e colpisce la roccia per liberare il padre; ma la luce si spegne e rimane solo il suo pianto e le grida del padre contro il vile denaro. Ormai Mastro Misciu è morto e non rimane che chiedere aiuto alla nonna che prega Dio e si fa il rosario ma non perdona la figlia.
Nessuno dei minatori vuole Malpelo, perché il rosso dei suoi capelli è sintomo di sfortuna e per questo viene schermito ed allontanato. Il suo dolore è immenso, il legame col padre era troppo forte e quando, al ritrovamento del corpo, indosserà i suoi vestiti, avrà la forza di affrontare le angherie e le prepotenze degli altri. Il padre sarà lì con lui, a proteggerlo da quel cielo stellato, dove ora risiede. L’arrivo di un altro bambino Ranocchio alla miniera dei piccoli, che Malpelo protegge ed istruisce alla sofferenza, perché la vita è dura. Ma Ranocchio è malato, sputa sangue dalla bocca e Malpelo lo porta via con sé, accudendolo come un figlio; come Mastro Misciu aveva fatto con lui.
Così, solo, abbandonato dalla madre e dalla sorella, Malpelo segue il destino del padre, per diventare anche lui una stella se non in terra perché non amato, almeno in cielo a fianco al padre.

Titolo originale: Rosso Malpelo
Nazione: Italia
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 90′
Regia: Pasquale Scimeca
Sito ufficiale: www.rossomalpelofilm.it
Cast: Antonio Ciurca, Omar Noto, Marcello Mazzarella, Vincenzo Albanese, Raffaella Esposito, Alessandra Leanza
Produzione: ARBASH scarl
Distribuzione: BIM Distribuzione
Data di uscita: 19 Novembre 2007 (cinema)

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