Salonicco 43 è una rappresentazione teatrale che nasce dai documenti storici raccolti da Daniel Carpi e porta in primo piano la figura di Guelfo Zamboni, console italiano nella città greca ai tempi delle leggi razziali antisemite. Pur lavorando per il governo fascista, Zamboni (interpretato da Massimo Wertmuller) accoglie con viva preoccupazione le leggi razziali che vietano agli ebrei anche di fare la spesa o di uscire dopo il tramonto, e lentamente in lui l’uomo prende il sopravvento sul funzionario, tanto che Guelfo Zamboni aiuterà più di cinquecento persone a scampare alla deportazione nei campi di concentramento, ottenendo come pochi altri, tra cui Oskar Schindler reso celebre dal film di Spielberg, il conferimento da parte di Israele del titolo di “Giusto fra le Nazioni” e un posto nello Yad Vashem di Gerusalemme.
In Salonicco 43, i monologhi del protagonista s’intrecciano drammaticamente con quelli di una donna ebrea (Carla Ferrero) che perde il lavoro e viene deportata in un campo in Polonia, dal quale infine farà ritorno in una Salonicco deserta e irriconoscibile. Come ha scritto un critico che ha visto Salonicco 43 alla Biennale di Venezia 2008, «lo spettacolo restituisce la drammaticità di quegli eventi storici, la rabbia, il dolore e il rancore di quei giorni tragici», trovando nell’interpretazione dei due protagonisti, ma anche nel raffinato accompagnamento musicale la via per «scavare in profondità in ogni più recesso psicologico, creando nello spettatore un turbato coinvolgimento».
Lo spettacolo, della durata di circa un’ora, viene proposto al Teatro della Corte giovedì 18 giugno, ore 20.30, a ingresso libero
www.teatrostabilegenova.it






