Due donne, due attrici, a loro modo quasi due dive: Ermanna Montanari e Chiara Guidi sono due istituzioni all’interno del mondo culturale dell’Emilia Romagna. Co-fondatrice del Teatro delle Albe la prima, della Socìetas Raffaello Sanzio la seconda, le due artiste si sono incontrate per far confluire le rispettive ricerche sceniche in un progetto comune. Da questa unione è nato Poco lontano da qui, uno spettacolo tutto al femminile, non solo per la presenza in scena delle due attrici, ma per la delicatezza che l’opera riesce ad emanare, anche nei suoi momenti più crudeli.
“Mi leggi la lettera di Rosa Luxeburg” “Te l’ho già letta, non l’hai sentita?” “No” “Allora vieni più vicino”. Lo spettacolo gioca sulle relazioni spaziali che creano trame fisiche all’interno della scena e soprattutto sul grande lavoro vocale che, in modi tra loro differenti, da anni le due attrici portano avanti in modo autonomo.
Poco lontano da qui è uno spettacolo dalla drammaturgia tanto scarna quanto evocativa: più che sul sintagma, l’accento è posto sulla singola parola, la quale assume inedito valore attraverso un gioco di reiterazione e di richiami fonici. Lo spettacolo alterna parti recitate dal vivo ad altre registrate, mentre i rumori assumono un valore particolarmente importante all’interno della partitura scenica.
Alla trama, le artiste sostituiscono la potenza di immagini che, nella loro semplicità esemplare, sono capaci di rimanere impresse nella memoria dello spettatore e appaiono cariche di più valori simbolici allo stesso tempo. Il rumore veloce e delicato dei passi, come quello di un gruppo di topi in fuga, si ricollega alla fotografia vivente che vede le due donne una accanto all’altra intente a mangiare voraci un tozzo di pane. Il secco scrocchiare della crosta, amplificato dai microfoni, crea un effetto straniante che rende l’idea della miseria nella quale i due personaggi vivono.
Chiara Guidi, artista dal corpo gracile, ma dalla grandiosa presenza scenica, presta la sua voce alle parole di Rosa Luxemburg, esponente di spicco del socialismo rivoluzionario che, all’inizio del secolo, è stata uccisa in un carcere, pagando con la sua stessa vita la sua sete di uguaglianza che nutriva e perseguiva.
Ermanna Montanari invece gira fiera per il palco, statuaria nella sua pelliccia verde, come quella di una regina cattiva in una fiaba di Walt Disney. A lei spetta il compito di incarnare l’antagonista della rivoluzionaria, esponente di quella classe sociale fatta di piccoli proprietari terrieri che hanno poi contribuito all’avvento del nazismo.
Le parole sono un fiume di inchiostro nero come la pece che cola sui vestiti candidi e macchia il pavimento immacolato, ma sono allo stesso tempo lame di coltelli affilati, come estratti da ogni angolo della scenografia nella parte finale dello spettacolo e gettati, minacciosi, al centro del palco.
Il lavoro compiuto da Ermanna Montanari e Chiara Guidi è complesso e affascinante, eppure, in qualche modo, il miracolo che ci si poteva aspettare non si è compiuto completamente: vedere accostati due nomi di tale spessore, all’interno del nostro panorama teatrale attuale, faceva infatti sperare in un lavoro probabilmente più forte, ma l’impressione, al di là della qualità del risultato finale, comunque positivo, è che il connubio tra le due interpreti non sia stato perfetto. Si prova, infatti, la sensazione che le due attrici non siano state capaci di trovare una perfetta sintonia tra loro, quasi che il valore e le capacità del singolo, chiaramente presenti anche in Poco lontano da qui, limitino la relazione tra le due donne in modo da intaccare, almeno in parte, la ricezione dello spettatore.
Poco lontano da qui
_ di e con Chiara Guidi e Ermanna Montanari
_ suoni originali Giuseppe Ielasi
_ produzione Socìetas Raffaello Sanzio e Teatro delle Albe-Ravenna Teatro
_ coproduzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Comune di Bologna, Fondazione Romaeuropa, Festival delle Colline Torinesi-Torino Creazione Contemporanea, Ravenna 2019 Città Candidata Capitale Europea della Cultura, Santarcangelo •12•13•14 Festival Internazionale del Teatro in Piazza
_ Durata: 1 ora e 15 minuti senza intervallo
_ www.teatrodellealbe.com
_ www.raffaellosanzio.org






