SCURE PROIEZIONI SU “LA BOHEME” DI PUCCINI

AFFASCINA LA SCENOGRAFIA DI EDORARDO SANCHI

Si accende di una sfavillante vivacità lo spirito di un gruppo di artisti francesi volenterosi di godersi pienamente le bellezze della vita all’interno di una Parigi incorniciata negli anni della belle époque. Su questo scenario avviene il fortuito incontro tra due ragazzi all’interno di un freddo e buio palazzone ne La Bohéme di Giacomo Puccini, allestita in questi giorni al Teatro la Fenice di Venezia. Le scene si alternano tra luccicanti squarci di una Parigi vista dall’alto e cupi angoli cittadini che riverberano della luce di una luna che avverte il pubblico dell’imminente destino dei due amanti. Non sempre la recitazione dei protagonisti, a tratti sbrigativa se non grottesca, riesce a fondersi alle gotiche suggestioni ricreate nella bellissima scenografia curata da Edoardo Sanchi, ripresa da un allestimento del 2011 e riproposto per l’occasione per la regia di Francesco Micheli. L’inosservanza di tali rapporti di equilibrio non riesce comunque ad insinuarsi tra gli ingranaggi di uno spettacolo che scorre fluidamente, grazie anche a una conduzione musicale sostenuta da una lucida coerenza interpretativa capace di esaltare al meglio la conturbante sensualità mista alla prorompente forza drammatica di cui la partitura è intrisa, nella direzione di Jader Bignamini a capo dell’orchestra del Teatro la Fenice. Sempre eccellenti ed opportuni gli interventi corali curati da Claudio Marino Moretti affiancato da Diana D’Alessio dei Piccoli Cantori Veneziani.
Ottime le voci dei protagonisti per un cast che, nonostante qualche piccolo episodio di timidezza nell’incontro con l’orchestra nella prima parte dell’opera, hanno avuto l’occasione di ponderare il giusto equilibrio tra potenza sonora e spessore coloristico. Tra tutti è bene ricordare la disinvoltura scenica di Julian Kim nei panni di Marcello, la profondità interpretativa con la quale Andrea Mastroni riveste il suo Colline fino alla struggente “vecchia zimarra” nell’ultimo quadro dell’opera, oltre all’interpretazione delle più celebri arie del melodramma ritrovate nell’incontro di Matteo Lippi con Kristin Lewis nei panni di Rodolfo e Mimì.
Con la ripresa di questa Bohéme il Teatro la Fenice di Venezia inaugura il Progetto Puccini dedicato al compositore toscano nel novantesimo anniversario della morte e che proseguirà con la rappresentazione di altre due importanti opere della sua produzione, nate dalla collaborazione con i librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica: Madama Butterfly e Tosca.