“SERENITY” di Joss Whedon

Dai vampiri ai pirati spaziali

Dopo la conquista di nuovi sistemi solari l’umanità è divisa tra i pianeti dell’Alleanza e le colonie esterne ribelli. River è una ragazza dotata di capacità cognitive straordinarie, una medium, usata come cavia per esperimenti in un istituto di condizionamento dell’Alleanza. Ma il fratello riesce a trovarla e i due fuggono imbarcandosi con l’equipaggio dell’astronave Serenity, comandata dal capitano Malcolm Reynolds: ex veterano dei ribelli, ora pirata e mercenario. L’Alleanza però rivuole indietro la ragazza, e sguinzaglia all’inseguimento i propri agenti.

Serenity nasce da una costola della serie tv Firefly, scritta e diretta da quel Joss Whedon già autore delle serie Buffy e Angel, e conserva quindi i caratteri propri di un telefilm. Di questo si tratta infatti, ovvero di un episodio auto-conclusivo presentato per il grande schermo.
Nonostante un inizio non banale e carico di spunti, Serenity non riesce però a spiccare il balzo e la suspence della premessa iniziale si sgonfia presto in una vicenda prevedibile, sempliciotta e manichea, talvolta involontariamente patetica.
Il tema della libertà, che inizialmente si estende anche alla questione, attualissima, del diritto di preservare le proprie diversità culturali, sfuma ben presto in uno scontro semplicistico tra buoni e cattivi, nonostante si cerchi di far apparire questi ultimi come vittime del sistema.

Fedele alle regole di un serial, viene riservato molto spazio ai piccoli drammi quotidiani tra i personaggi, mossi da intenti conflittuali qui addirittura più forti di quelli che li legano agli antagonisti. Ben presto quindi sono tali attriti che tengono vivo l’interesse, ben più di quella che dovrebbe essere la trama principale. Ma cose simili non succedono per caso ed esistono dagli anni d’oro di Star Trek.

In Serenity l’azione è unita a una dose di ironia a volte molto azzeccata, altre volte fastidiosa; il capitano Mal poi ricorda da vicino il vecchio Han Solo a bordo della Millennium Falcon.
L’universo di Serenity è una sorta di moderno Far West dove non mancano risse da bar o assalti alle banche, la stessa navetta che dà il nome al titolo ricorda goffamente un cavallo (e si fa amare proprio per la sua bruttezza), per non parlare della “Mula”, altro velivolo usato dai protagonisti.

Comunque lo si guardi, Serenity non offre nulla di più di un placido telefilm da salotto, che non commette l’errore di prendersi troppo sul serio, dimostrando se non altro di aver imparato dai propri predecessori; semmai infastidisce il tono paternalistico con cui si affrontano certi argomenti, problema che comunque esula da questo contesto. La parte migliore del film restano senz’altro i primi minuti, dove il ritmo è più serrato, aggressivo, e ci sono giusto due cambi di scena interessanti.

Ciò nonostante il risultato non è poi così malvagio, a patto che lo si consideri per quello che è, ovvero un addendum alla serie tv. Whedon dimostra in ogni caso di saper fare il proprio mestiere, dosando i cliché di questo tipo di produzione quanto possibile, strizzando l’occhio al passato e mostrando se non altro di saper prendere il meglio da quanto è già stato proposto. Serenity rimane comunque un prodotto che ha motivo di esistere solo se inserito nella propria categoria.

Titolo originale: Serenity
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Avventura, Fantascienza
Durata: 119′
Regia: Joss Whedon
Sito ufficiale: http://www.serenitymovie.com/

Sito italiano: http://www.serenity-ilfilm.it/
Cast: Nathan Fillion, Gina Torres, Alan Tudyk, Morena Baccarin, Adam Baldwin, Jewel Staite
Produzione: Barry Mendel
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 25 Novembre 2005 (cinema)