SETTANTAOTTANTA

Cinema, teatro civile, reading, incontri e una mostra fotografica per raccontare un passaggio epocale a trent’anni dal sequestro Moro e dalla Legge Basaglia. A Torino dal 21 ottobre al 7 novembre 2008.

L’Associazione Culturale Franti – Nisi Masa anche quest’anno con Settanta Ottanta – la mutazione italiana intorno al 1978, torna ad occuparsi di uno dei momenti più drammatici, controversi e densi di significato della storia italiana. Quella manciata di anni che stravolsero per sempre la fisionomia del nostro paese saranno raccontati grazie ad una rassegna multidisciplinare; cinema, teatro, reading, una mostra fotografica e incontri con chi ha raccontato quell’epoca, per cercare di decifrare un periodo storico affascinante e terribile, un’epoca difficilmente comprensibile, soprattutto per le generazioni più giovani.

La cifra distintiva che ha contraddistinto quegli anni è stata la particolare commistione fra impegno sociale, spinta ideologica ed una costante e palbabile violenza quotidiana. In Italia se n’è molto scritto, parlato e discusso, soprattutto lo scorso anno in occasione del trentennale 1977/2007; la creatività e la rabbia dei moti studenteschi, la deriva ideologica e l’esplosione della lotta armata, la nascita delle tv e radio libere, il boom dell’eroina, infine la crisi dell’impegno e l’adeguamento a diversi modelli di vita.

In questo contesto di rievocazioni e processi alla storia, Franti – Nisi Masa con SettantaOttanta vuole spostare l’angolo d’osservazione, mettendo sotto la lente d’ingrandimento non gli epifenomeni di quegli anni ma ciò che è sotteso a questi accadimenti, la dimensione di una vera e propria metamorfosi antropologica e sociale.

Dopo il successo della prima edizione, dedicata lo scorso anno al ‘77, la Sezione Cinema di SettantaOttanta – la mutazione italiana intorno al 1978 torna ad occuparsi di uno dei momenti più drammatici, controversi e densi di significato della storia italiana.

Organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo e l’Associazione Museo Nazionale del Cinema, la Sezione sarà articolata in tre giornate consecutive e da una serata conclusiva.

La prima giornata, mercoledì 22 ottobre, affronterà il tema del disagio mentale e della ‘cosiddetta’ Legge Basaglia – a trent’anni dalla sua approvazione – e culminerà nella proiezione del capolavoro di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, Matti da slegare (1975) che verrà proiettato nella sua poco vista versione integrale.

La seconda giornata, giovedì 23 Ottobre, sarà dedicata al cinema di Aldo Lado, regista conosciuto anche con lo pseudonimo di George B. Lewis che, attraverso i suoi gialli psicologici, i thriller, i melodrammi a tinte violente, le atmosfere cupe e le commedie velatamente erotiche, fotografa con sguardo diretto e popolare la società in un momento di crisi e trasformazione.

La terza giornata, venerdì 24 Ottobre, dipanerà il racconto degli anni più cupi del terrorismo ad un trentennio dal rapimento di Aldo Moro, attraverso proiezioni, incontri e dibattiti sul tema degli anni di piombo. Tra i film in programma L’infame e suo fratello di Luigi Maria Perotti che verrà presentato in anteprima nella versione integrale.

La Sezione Cinema si concluderà nella serata di mercoledì 5 novembre con Stefano Giaccone, uno dei più significativi musicisti della scena indipendente musicale italiana e uno dei fondatori del gruppo underground Franti, che proporrà la sonorizzazione dal vivo dell’esilarante commedia Le straordinarie avventure di Mr.West nel paese dei bolscevichi di Lev Kulesov.

La Sezione Cinema è curata da Andrea Mattacheo, Sebastiano Pucciarelli e Vittorio Sclaverani.

Il programma:

MERCOLEDÌ 22 OTTOBRE – “Basaglia da slegare”
Cinema Massimo, Sala 3 (ingresso a pagamento)

16.30, ECHI D’AUTUNNO di Matteo Silvan (Italia, 2006)
Sulla scia della legge Basaglia del 1978 i manicomi, ancora oggi, continuano a svuotarsi. All’ex manicomio Sant’Artemio il ricordo di ciò che è stato abbandona con lentezza stanze e viali. Nei passi spesi lungo i corridoi la storia ancora si racconta. Al Sant’Artemio qualcuno non se n’è andato e il giardino intorno ancora lo protegge. Voluto dal Consiglio Provinciale di Treviso nel 1906, cento anni dopo, la Provincia lo rivuole per restituirlo alla comunità. Matteo Silvan, giovane regista trevigiano, formatosi a Torino, ha documentato l’ultimo mese dell’anomala quotidianità nel manicomio per preservare la memoria di quanto è stato vissuto tra quelle pareti, registrando brevi poetici frammenti della comunità dei cosiddetti ‘malati mentali’ che ivi hanno mescolato le proprie particolarissime vite.
Il documentario sarà introdotto dal regista.

17.30, UN SILENZIO PARTICOLARE di Stefano Rulli (Italia, 2004)
La storia di Matteo, affetto da problemi psichici, dei suoi genitori Clara e Stefano, e della loro decisione di creare La città del Sole, un agriturismo dove ognuno trova la sua collocazione, dove tutti hanno il diritto di sostare e convivere. Dalle immagini di Matteo piccolo fino all’inaugurazione del progetto dei suoi genitori. “E’ stata una strana esperienza, a metà tra cinema e vita. Mentre mi trovavo in quella situazione, mi ci trovavo pensando di essere in un certo contesto, di essere un certo padre; nel momento in cui mi sono rivisto come personaggio sullo schermo, ho capito di me e della mia relazione con Matteo cose che non avevo capito prima: anche e soprattutto tutti i difetti, tutti i disagi…” (Stefano Rulli)

19.00, LA SECONDA OMBRA di Silvano Agosti (Italia, 2000)
“Il film nasce dalla convinzione che nel nostro paese la figura di Franco Basaglia sia stata una delle più rilevanti nella seconda metà del secolo scorso. Pochi come lui si sono proposti di liberare il maggior numero di persone inutilmente e crudelmente rinchiuse all’interno delle istituzioni manicomiali. Si trattava di 150.000 persone che venivano letteralmente segregate nei 144 manicomi, spesso per ragioni completamente estranee alla psichiatria, quasi sempre solo per giustificare sovvenzioni pubbliche. L’opera di Basaglia sfocia nella legge 180 che mette fuori legge tutti i manicomi” (Silvano Agosti)

20.45, MATTI DA SLEGARE di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia e Stefano Rulli (Italia, 1975) – versione integrale
Matti da slegare, non è in senso stretto un’inchiesta, ma piuttosto una testimonianza e una denuncia. La tesi è racchiusa nel titolo: i malati mentali sono persone “legate” in molti modi e per diverse cause. Se si vuole curarli (non guarirli, ma almeno impedire che vengano guastati dai metodi tradizionali) occorre slegarli, liberarli, reinserirli nella comunità. Il film conta e vale come atto di amore e di rispetto per l’uomo che, anche quando è “diverso” e malato in modo sconvolgente è sempre preso sul serio. La finale festa danzante è un grande momento di cinema. “Perché è un film straordinario? Lo è per il suo valore di documento. Lo è perché è una memorabile esperienza cinematografica. Lo è perché è un atto di amore e di rispetto per l’Uomo” (Morando Morandini).
Il film sarà preceduto da una tavola rotonda alla quale sono stati invitati a partecipare gli autori del film.

GIOVEDÌ 23 OTTOBRE – “Chi li ha visti morire? Omaggio ad Aldo Lado”
Cinema Massimo, Sala 3 (ingresso libero)

16.30, CHI L’HA VISTA MORIRE? di Aldo Lado (Italia, 1972)
1968, Megève, un velo nero ricamato, una soggettiva misteriosa, il ritornello inquietante di una filastrocca, una bambina dai capelli rossi assassinata. 1972, Venezia, Roberta bimba dai lunghi capelli rossi viene ritrovata senza vita in un canale. Suo padre lo scultore Franco Serpieri non riesce a darsi pace ed inizia un indagine solitaria e pericolosa alla ricerca del responsabile. Scoprirà il mondo segreto della ricca e colta borghesia veneziana, popolato da vizi inconfessabili e verità nascoste per anni…

18.30, L’ULTIMO TRENO DELLA NOTTE di Aldo Lado (Italia, 1975)
L’ultimo treno della notte “mortifica la ragione e offende il ‘comune sentimento del pudore’ delle persone di buon senso, per gli eccessi di quella ‘pornografia della violenza’ che raggiunge qui espressioni davvero fastidiose” Così scriveva Renato Palazzi, trent’anni fa su Il Corriere della Sera. Oggi la violenza senza ragione di Blackie e Curly, la lussuria perversa della repressa e perbenista signora in tailleur, la cena natalizia del Dottor Stradi e la sua sete di vendetta sembrano una profezia tristemente avveratasi. Musiche di Ennio Morricone.

20.45, LA CORTA NOTTE DELLE BAMBOLE DI VETRO di Aldo Lado (Italia, 1972)
“Abbiamo bisogno dei giovani per mantenerci in vita, i giovani devono vivere come noi, pensare come noi, i ribelli vanno addormentati, eliminati, niente deve cambiare” (Aldo Lado). Il corpo del giornalista americano Gregory Moore viene ritrovato in un giardino pubblico di Praga apparentemente senza vita. In realtà si trova solo in stato catalettico, il suo cervello continua a ragionare incessantemente ed attraverso una serie di flash sempre più inquietanti ci guiderà alla scoperta di un terrificante disegno di controllo.
Il film sarà preceduto da un incontro con il regista Aldo Lado

VENERDÌ 24 OTTOBRE – “Memento Moro”
Cinema Massimo, Sala 3 (ingresso a pagamento)

16.30, BUONGIORNO, NOTTE di Marco Bellocchio (2003, Italia)
Chiara è una giovane brigatista coinvolta nel sequestro Moro. Impiegata insospettabile e militante clandestina: una doppia esistenza che accresce la sua angoscia e il suo progressivo distacco dalla realtà. Lo sguardo attonito di una donna intrappolata tra l’ideologia della lotta armata e le ragioni umanitarie, una prospettiva inedita su un dramma che ha precipitato la storia italiana in un buco nero. Ispirato al libro autobiografico di Anna Laura Braghetti e Paola Tavella Il prigioniero.

18.30, IO HO PAURA di Damiano Damiani (Italia, 1977)
Marzo 1977, Roma. Il brigadiere Ludovico Graziano viene assegnato come guardia del corpo a un magistrato all’antica, il quale scopre suo malgrado un traffico di armi in cui sono implicati terroristi di destra e servizi segreti. Quando il giudice muore ammazzato, Graziano inizia a fare giustizia a modo suo. “Pochi attori sarebbero stati in grado di disegnare il personaggio centrale del film con la torva e disperata prestanza infusagli da Gian Maria Volonté” (Guglielmo Biraghi)

20.45, L’INFAME E SUO FRATELLO di Luigi Maria Perotti (Italia – Germania, 2008)
Patrizio Peci è stato il primo pentito delle Brigate Rosse: l’infame, come egli stesso si è definito in un libro. Il fratello Roberto invece, proprio a causa del pentimento di Patrizio, verrà rapito e ‘usato’ dalle BR, in un tragico gioco mediatico in cui i Brigatisti registravano e filmavano le fasi dell’interrogatorio nel disperato tentativo di piegare i media ai loro scopi. In un mosaico di testimonianze dirette, immagini d’epoca e ricostruzioni dei fatti nella “prigione del popolo”, il documentario restituisce un passaggio cruciale di quella notte della repubblica che ha marcato indelebilmente la storia dell’Italia a venire.
Al termine del documentario incontro con gli autori e i protagonisti dei film programmati nella serata.

23.00, NOI NON ABBIAMO VINTO? di Gianni Sartorio (Italia, 2006)
1967-1977: dieci anni di storia torinese, ma non solo. Dieci anni di piombo, ma anche di grande entusiasmo e partecipazione. Le lotte, i miti e le atmosfere di quella stagione attraverso le voci di una quindicina di testimoni di varia formazione politica e culturale, tra i quali Adriano Sofri, Giampiero Leo, Bruno Gambarotta e Steve Della Casa.

MERCOLEDI’ 5 NOVEMBRE – Serata conclusiva: sonorizzazione dal vivo
Cinema Fratelli Marx (ingresso a pagamento)

21.00, LE STRAORDINARIE AVVENTURE DI MR. WEST NEL PAESE DEI BOLSCEVICHI di Lev Kulesov (URSS, 1924), sonorizzato dal vivo da Stefano Giaccone con Dylan Fowler e Max Brizio (voce recitante di Peter Brett e musiche registrate di Airportman e Dne)

Il film è una commedia satirica ricca di gags ed esperimenti di tecnica cinematografica che Kulesov ha girato con uno stile in perfetto contrasto rispetto al cinema pseudo-psicologico della produzione russa di quegli anni. Opera prima avventurosa e brillante in cui il regista assorbe i motivi del cinema americano e li filtra in un geniale umorismo satirico. La pellicola è incentrata sulle figure di due americani, un distinto borghese e un cowboy, che vanno a Mosca convinti di trovare complotti politici ai loro danni.
Un film che, pur essendo muto, ‘sembra parlare…’ e sarà proprio a queste voci nascoste che Giaccone e i suoi musicisti daranno eco con un originale e bizzarro gioco di suoni.

Settanta Ottanta – La mutazione italiana intorno al 1978
Torino
21 ottobre – 7 novembre 2008
Cinema Massimo – via Verdi 18
Cinema Fratelli Marx – corso Belgio 53
Per informazioni: http://www.frantinisimasa.it

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