“SHAKESPEARE IN VENICE” di Shaul Bassi e Alberto Toso Fei

Presentazione del libro e performance teatrale

Reading, commento e teatro per la presentazione di un’opera su Shakespeare e Venezia, tra sogno, leggende e storia.

Il Palazzo delle Prigioni, sede del Circolo Artistico di Venezia, è stata l’evocativa cornice della presentazione del libro Shakespeare in Venice frutto della collaborazione tra Alberto Toso Fei, -autore veneziano noto per la Trilogia del Mistero che racconta un altro volto della città lagunare- e Shaul Bassi, professore di Ca’ Foscari i cui studi si orientano su Shakespeare e la letteratura contemporanea.

I due scrittori hanno scelto un modo originale e suggestivo per realizzare la presentazione spiegando lo spunto alla base dell’opera, leggendo brani del testo e soprattutto intervallando il momento dialogico con brevi performance teatrali. Un mix riuscito tra l’excursus sulle caratteristiche del volume da parte di Bassi e Toso Fei e la recitazione –ad opera dell’attore veneziano Savino Liuzzi – dei più famosi monologhi tratti dai drammi di Shakespeare con sottofondo musicale a cura del chitarrista e compositore Diego Vio.

Alberto Toso Fei ha esordito illustrando il “motore” della ricerca nella storia e nel costume veneziano che ha portato alla creazione di Shakespeare in Venice: l’idea che forse il celebre drammaturgo elisabettiano abbia messo piede a Venezia -magari durante i suoi cosiddetti “anni bui” per i quali non possediamo informazioni- e si sia fatto ispirare dalla città. Da questa ipotesi, quindi, parte un viaggio che cerca di ripercorrere le sue orme lungo un percorso immaginario tra calli e campielli, leggende e curiosità storiche, nobildonne e umili popolani.
Fei ha inoltre descritto la struttura dell’opera, una tripartizione spartita attraverso i luoghi collegati ai racconti (metodo già ampiamente collaudato nei libri della Trilogia): il “centro del potere” riferito a San Marco, il “mercato del mondo” incentrato su Rialto, “un mondo ai margini” legato alla presenza ebraica e moresca a Venezia.

Bassi ha sottolineato come nessuna città affascini Shakespeare più di Venezia, nominata più volte nei suoi drammi (La bisbetica domata, Pene d’amor perdute ecc.) a partire già dal titolo nonché ambientazione di due sue opere tra le più note: Il mercante di Venezia e Otello.

La recitazione del monologo “La prova” (da Il mercante di Venezia) ha poi spostato il dialogo sul tema dell’amore tra uomo e donna, cui si ricollega l’infelice storia, raccontata da Fei, del giovane cristiano Lorenzo e dell’ebrea Jessica il cui sogno d’amore non è destinato a coronarsi per via delle restrizioni imposte dalla Serenissima alla zona del ghetto.
Bassi invece, introducendo il monologo “In tribunale” (sempre da Il mercante di Venezia), ricorda il mito della giustizia fiorito nella Serenissima, città considerata modello di Stato anche dall’Inghilterra, a quei tempi zona di periferia. La figura di Otello e dell’ebreo Shylock si accordano a questo tema, il primo per la decisione di farsi giustizia da sé in modo brutale, il secondo per la determinazione di un “conflitto di giustizia” che svela i paradossi e le contraddizioni del sistema.

La passione che anima i personaggi di Shakespeare fornisce l’occasione a Fei per parlare di una passione di diverso tipo diffusa a Venezia nel Cinquecento: quella carnale rappresentata dalle cortigiane presenti in gran numero e “pubblicizzate” da cataloghi appositi. A tale “usanza” risale l’episodio conosciuto come il “convegno di Venezia”, una prova che Vincenzo Gonzaga dovette sostenere giacendo con una giovane fiorentina prima del matrimonio con Leonora de’ Medici per dimostrare la sua virilità.

Emerge inoltre un altro aspetto importante di Venezia, città cosmopolita capace di ospitare al suo interno un vero e proprio crogiuolo di diverse etnicità con il quale gli abitanti sono chiamati a confrontarsi. Emblemi di questa caratteristica sono episodi di vita quotidiana dell’epoca (stranieri che indossavano il turbante aggrediti verbalmente dai veneziani presso il Ponte della Paglia nel 1574 durante un conflitto con i Turchi) e soprattutto la vicenda del moro Otello, marito accecato dalla gelosia che cerca certezze sulla moglie, amico del traditore Iago che tenta di instillare dubbi e sospetti nel suo animo, come dimostrato dal monologo intenso ed energico recitato da Liuzzi (“L’Origine del Male” dall’Otello).

Il discorso si concentra quindi su “il moro”, appellativo che i due scrittori hanno cercato di definire rintracciandone le rappresentazioni artistiche tra calli e palazzi (dai più noti mori della Torre dell’Orologio alle “teste di moro” come pomelli di porte, dai tetrarchi in marmo incastonati nella Basilica al toponomastico “campo dei mori”) scoprendo che si trattava prevalentemente di un’etichetta affibbiato dai veneziani a stranieri di varia provenienza, dai veri mori di carnagione scura ai bizantini col turbante.

L’Otello –la cui trama è stata probabilmente ispirata dalle novelle del letterato italiano Giambattista Giraldi Cinzio- ha permesso a Fei di collegarsi a quella che è forse la più celebre delle tragedie shakespeariane, Romeo e Giulietta. Fei ipotizza anche per questo testo una ascendenza letteraria italiana in relazione a una novella di Matteo Bandello che collega questa vicenda a Venezia. Bandello, infatti, avrebbe scritto la sua storia ispirandosi ad un fatto realmente accaduto nella Serenissima tra ‘400 e ‘500. Protagonisti due giovani nobili –Elena e Gerardo- risiedenti a S.Pietro di Castello nella cui vicenda si trovano i tratti salienti del Romeo e Giulietta: l’amore reciproco e segreto, la separazione della coppia, la finta morte della donna, il dolore pazzo del fidanzato. Diverso è però l’epilogo: una storia d’amore a lieto fine nella città chiamata Serenissima.

La conclusione dell’incontro è stata affidata alla voce di Liuzzi e alla chitarra di Vio per tornare alla tematica iniziale del sogno e della vita di Shakespeare.

Il perfetto tempismo nell’alternanza tra il commento dei testi e la recitazione musicata, calibrati anche dal punto di vista della continuità di tematiche, ha dato ritmo all’evento rendendo il suo svolgimento più scorrevole e realizzando un “ibrido” tra presentazione del libro, reading e performance teatrale che ha riscosso grande successo presso il nutrito pubblico presente.

Shakespeare in Venice – Luoghi, Personaggi e Incanti di una Città che va in Scena
Presentazione del libro e spettacolo teatrale in atto unico
autori: SHAUL BASSI e ALBERTO TOSO FEI
Musiche originali alla chitarra: DIEGO VIO
Regia e voce recitante: SAVINO LIUZZI
Lunedì 3 dicembre 2007 ore 18
Palazzo delle Prigioni Nuove.