“SLEUTH” di KENNETH BRANAGH

L'onnipotenza dell'illusione

Concorso
Adattamento di una pièce di Anthony Shaffer, già portata sullo schermo nel 1972 da Joseph L. Mankiewicz. Un’opera magistrale dove nulla si rivela essere ciò che sembra. Sceneggiatura di Harold Pinter, prova d’attori straordinaria.

La scena si svolge nell’appartamento del ricchissimo e famoso scrittore di gialli Andrew Wyke (Sir Michael Caine): come prestabilito, si deve incontrare con l’attuale amante della moglie, da cui è separato, un giovane e fascinoso attore di nome Milo Tindle (Jude Law). I due cominciano a parlare, fino a quando Wyke sembra maturare un piano diabolico e sospetto: simulare un furto con scasso nella sua lussuosa villa, nella quale Tindle dovrebbe rubare i preziosissmi gioielli dell’ex-moglie di Wyke: lo scrittore riscuoterebbe il risarcimento dell’assicurazione mentre il giovane si arricchirebbe rivendendo la refurtiva ad Amsterdam. Un piano che sembra impeccabile: ma perché Wyke dovrebbe aiutare Tindle dopo che questi dorme con sua moglie?

Questa volta Branagh si cimenta con un altro adattamento, e porta sul grande schermo una pièce teatrale di Anthony Shaffer, già trasformata in film nel 1972 da Joseph L. Mankiewicz con protagonisti Laurence Olivier e lo stesso Caine, in quel caso nel ruolo del giovane Tindle. Nella sua versione, la sceneggiatura è stata affidata a Harold Pinter, che si è rifatto direttamente al testo teatrale. Già con questi presupposti, il film parte col vento in poppa, ed ogni aspettativa è ampiamente confermata se non superata. Nulla è fuori luogo, oltre le righe, e la pellicola regge ampiamente il confronto con il precedente cinematografico.

Inutile sottolineare lo straordinario lavoro di Pinter sulla sceneggiatura, dove ogni battuta è calibrata e perfetta, ed unisce in una sintesi pungente lo humour inglese mescolandolo a toni tragici e di forte sapore teatrale. La villa diventa l’incarnazione di Wyke, che viene definito come marionettista dallo stesso Branagh: la casa abbandona il ruolo di contorno per diventare lei stessa un personaggio, una magistrale ed inquietante matierializzazione del potere manipolatorio ed ambiguo del suo proprietario, con pareti che si rivelano essere porte, acquari che celano dietro di sé verità impensate, gioci di luce e ombra che sembrano emergere direttamente dall’animo dei personaggi. Il film diventa una riflessione sul cinema stesso e sul ruolo del regista e dell’arte in genere, quasi a riflettere sulla dittaura dell’autore che domina la sua scena dopo averla creata e la manovra a suo piacimento: Andrew Wyke, in quanto scrittore, è creatore, come lo sono Schaffer e Pinter, o lo stesso Branagh dietro la macchina da presa.

Il gioco della messinscena diventa riflessione sullo scopo della finzione e la sua preponderanza rispetto alla vita reale, in un “altrove” parallelo dove nulla è quello che sembra, a partire dal limite fra i due personaggi che viene più volte infranto, superato, invertito, in un continuo scherzo illusorio: straordinaria l’inquadratura che mostra Caine allo specchio, sdoppiato e compiaciuto, un’immagine vista più volte al cinema ma allo stesso tempo efficace e necessaria a coronare la prima delle due parti ideali che compongono il film. La sua scelta nel ruolo di Wyke è perfetta, dopo che trentacinque anni fa si era cimentato nel ruolo di Tindle: ancora una volta dimostra quanto sia labile ed impercettibile la linea invisibile che separa i due personaggi. Un duello di menzogne e maschere, in cui vince solo chi sa fingere più a lungo ed ingannare l’altro fino alla fine: cosa fanno in fondo il cinema, il teatro e la letteratura se non darci un’ingannatoria illusione di realtà fino all’ultima scena?
Attori che vanno oltre se stessi, e Caine brilla di luce propria: la sua interpretazione si impone sulla Mostra, e sarà impossibile che passi inosservata alla giuria. Forse è un po’ presto per fare un quadro generale, considerando che Sleuth è solo la terza opera in Concorso presentata finora, ma sarà ben difficile che lasci la laguna senza premi. Senza dubbio uno dei film imperdibili della prossima stagione.

Titolo originale: Sleuth
Nazione: USA / Gran Bretagna
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 86’
Regia: Kenneth Branagh
Cast: Michael Caine, Jude Law
Produzione: Riff Raff Productions Inc. / Timnick Films / Castle Rock Entertainment
Distribuzione: Mandate Pictures / Sony Pictures
Data di uscita: 30 agosto 2007 (Venezia 2007)