“SOFFIO” di Kim Ki-Duk

Il ritorno in grande stile del regista sudcoreano

Kim Ki-Duk, dopo i per certi versi non riuscitissimi “L’Arco” e “Time“, sembrava entrato in un circolo vizioso, comune a molti registi, di autoreferenzialità, proponendo più volte versioni diverse dello stesso film.

Era comprensibile che dopo quello che può essere considerato uno dei suoi capolavori, ovvero Ferro 3, vivesse un certo periodo di appannamento e appiattimento. Bene, si può tranquillamente affermare che l’autore sudcoreano è tornato in grande forma sfornando uno dei migliori lavori presentati in questa edizione del Festival di Cannes, candidandosi come outsider per la Palma D’Oro.

I personaggi di Breath (Soom), il nuovo film di Ki-Duk, sembrano usciti da un film di Antonioni. Proponendo un paragone un po’ azzardato, i due protagonisti, una giovane coppia borghese con seri problemi di convivenza, assomiglia molto a quella Vitti/Delon de L’Eclisse. Dramma dell’incomunicabilità e della menzogna (il marito ha un’altra relazione), Soom vede ad un certo punto uno sbocco narrativo insolito e fuori dall’ordinario, ovvero la moglie si innamora di un condannato a morte che vede in un notiziario, e decide di andarlo a conoscere e frequentare poi in carcere con visite giornaliere.

Tra i due nasce una focosa (nei limiti) relazione, mentre suo marito, venuto a conoscenza dei sentimenti che legano la donna a quell’individuo, cerca di riavvicinarsi e ristabilire un rapporto di fiducia. Non solo, all’interno della cella ci sono scene di gelosia. Un altro condannato a morte, visibilmente innamorato del protagonista, “soffre” la nascita di questo rapporto a distanza tra il compagno di cella e la donna, e decide di vendicarsi distruggendo ogni volta le fotografie che la donna regala all’uomo.

Soom è una pellicola dalle numerosi chiavi di lettura, nelle quali prevale principalmente il desiderio quasi disperato di una donna che ricerca per la propria vita qualcosa di veramente autentico, nel caso del film, un amore. Tornando al paragone iniziale, Kim Ki-Duk riesce nei suoi film a comprendere quello che in Antonioni non accadeva quasi mai; in altre parole i personaggi riescono ad un certo punto a “liberarsi”, prima di tutto da se stessi, e vivere fino in fondo la propria esistenza. Accettando anche le conseguenze estreme di certe scelte.

Titolo originale: Soom
Nazione: Corea del Sud
Anno: 2007
Genere: Drammatico
Durata: 84′
Regia: Ki-duk Kim

Cast: Ki-duk Kim, Chang Chen, Jung-woo Ha, Park Ji-a
Produzione: Cineclick Asia, Kim Ki-Duk Film, Sponge
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 31 agosto 2007 (cinema) Cannes 2007