“SPAZIO DISPONIBILE”
Si tratta della terza edizione di “Spazio disponibile”, in cui si evidenziano i gli encomiabili risultati perseguiti dai giovani artisti iscritti ai due corsi di Pittura tenuti dai docenti Eugenio Comencini e Aldo Grazzi e di quelli iscritti al corso, sempre attivato da Aldo Grazzi, di Tecniche Artistiche Extramediali.
La vasta gamma di espressione che caratterizza la ricerca contemporanea è ampiamente documentata nelle varie forme e tecniche dei media utilizzati. Iniziamo dall’unico video esposto di Dritan Hyska, artista di origine albanese che si è già distinto per le sue opere pittoriche riprese da fotografie di spazi in sé anonimi, quali possono essere autorimesse o intrecci di nodi stradali e cavalcavia, assunti dall’artista quali luoghi dell’arte esteticamente pregnanti e in questo caso filmati usando una comune telecamera di sicurezza. Sicuramente maggiormente rappresentata rimane la pittura. Procedendo in ordine sparso, troviamo Vera Fedrigo con le sue tavole trattate secondo l’antica usanza dove l’autrice inserisce a tempera minimi ma accurati particolari di una lepre – citazione dureriana – o uno sciatore colto durante un’impegnativa gara o un semplice pallone da calcio descritto nella sua totale tridimensionalità .
Utilizzano il medium pittorico anche Martina Berto con una tecnica apparentemente gestuale ma invece molto meditata e risolta a pennellate distese sulla tela con attenzione e cura; Andrea Werner, giovane pittrice romena, espone una serie di intensi ritratti giocati sulla dicotomia bianco/nero con ovvie declinazioni di grigi, di notevole intensità e realizzati in una forma più che corretta; Daniela Cantarutti con i suoi collages di notevoli dimensioni in cui esplode tutto il suo gusto per il colore, opere che l’autrice definisce “cartoline della mia mente”; Claudia Zucchet con le sue tele tirate con del bianco dove poi ha disegnato utilizzando delle matite. Dal fondo bianco emergono figure di donne con orecchie d’asino allungate e appuntite che a volte sono isolate nei singoli particolari.
Fides Del Monte dipinge su tele sintetiche ottenendo delle macchie simili a quelle dei teli mimetici militari dove interviene tracciando segni di figure, brevi narrazioni di frammenti di vita; Chiara Topatigh miniaturizza banali ma splendidi particolari quotidiani risolti con una tecnica da certosino; Roberta Franchetto, amando intensamente la natura, non può che disegnare foglie, per concentrarsi poi nei particolari delle diverse linee che ne caratterizzano la struttura trasfigurandole quindi in segni che funzionano da pretesto per stabilire delle pure dimensioni spaziali; Grazia Zilli lavora sulla stramatura della tela dipinta di blu: tirando i fili della trama, la tela si accartoccia come un foglio di giornale, creando un effetto suggestivo, quasi avesse subito una combustione; Rasha, giovane artista irachena, miscela con grande senso di equilibrio e di ritmo compositivo la cultura occidentale espressa in particolare nei riferimenti cromatici con la storica tradizione araba evidente soprattutto nelle citazioni alla decorazione e alla stessa scrittura orientale; e infine, sempre nella pittura, l’intervento di Sahsa, un duetto composto da Sara Bertossi e Sarah Persello che intervengono, un po’ per gioco e un po’ per sfida, a quattro mani dipingendo su carta da spolvero sostanzialmente i propri autoritratti in cui sottolineano la joie de vivre dell’una cui fa contrasto l’atteggiamento più drammatico dell’altra.
Anche Giovanna Vesco ed Evita Pizzale, pur partendo dalla fotografia, utilizzano dei processi di intervento vicini alla pittura con effetti resi possibili grazie a un sapiente utilizzo delle acidature, più cromaticamente accesi nella Vesco, maggiormente orientati sulla bicromia del contrasto bianco/nero dalla Pizzale che alterna tali soluzioni a rilassanti visioni di cieli leggermente annuvolati. Sul versante delle installazioni, passiamo a Franco Del Zotto Odorico che con una sorta di microscultura, Cerco casa, presenta una raffinata e tecnicamente elaborata pagina scritta in acciaio armonico utilizzando delle immagini vettoriali con un effetto di filigrana di notevole suggestione; ancora vicino alla pittura Nereo Marulli con i suoi vetrini i cui fori ottenuti col trapano ci invita a una riflessione sui valori modulari e tonali della luce; quindi Caterina Vallini interviene con dei “nodi” in legno di castagno che l’autrice raccoglie e lavora come se fossero delle piccole teste; Ilaria Boldrin con la sua casa costruita a puzzle grazie alle parti modulari che si uniscono tra di loro attraverso un fitto sistema di cerniere.
Giulia Tosato interpreta dei mappamondi in cui trova concretizzazione un futuribile sistema geopolitico globalizzato; Mario Corain presenta un salvagente irto di puntine che ne impediscono un normale utilizzo rendendolo improbabile nelle sue reali funzioni; Federico Montesanto recupera degli oggetti cari a una ragazza prematuramente scomparsa per overdose, dove ricostruisce l’ambiente in cui viveva negli anni ‘70; Virginia Di Lazzaro smonta le comuni corone commemorative riutilizzando le foglie di alloro per ricoprire con riquadri bidimensionali la superficie del muro; Mycoli utilizza per la sua installazione un mobile bianco rovesciato sul pavimento con due cassetti aperti dove all’interno sono disposti degli specchi; infine Paolo Toffolutti che si contraddistingue con un intervento da leggere in chiave politica ma anche formale decostruendo gli stessi valori specifici della pittura: per l’occasione espone, infatti, le tipiche bandiere della pace ormai da troppo tempo appese ai balconi delle case nella vana attesa che il contingente statunitense si ritiri dall’Iraq ristabilendo un’auspicata pace tra i popoli ancora in guerra; bandiere consunte con bande cromatiche ormai sempre più sbiadite e paradossalmente convergenti al bianco con lo stesso effetto di usura della diapositiva che viene proiettata nella stanza nel corso della mostra.
Al di là della rapida descrizione delle opere in mostra, c’è un corpus da scoprire in ciascuno dei nostri giovani artisti che un approccio distinto e particolare può evidenziare in tutta la peculiare sostanza. Ed è questo l’invito che rivolgo al pubblico che si accinge a visitare questa interessante esposizione in modo che anche questa occasione non rimanga qualcosa di inutile e soltanto estemporaneo.
“SPAZIO DISPONIBILE”
Mostra degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, sezione distaccata di Passariano
11 – 30 luglio 2006
VILLA MANIN CENTRO D’ARTE CONTEMPORANEA
Piazza Manin 10, Passariano
33033 Codroipo (UD)
tel +39 0432 906509, fax +39 0432 908387
Ingresso gratuito
Orario: Giovedì-domenica 10.30-13 / 14.30-19
Info: Tel. 348 0391679 mail:accademiavillamanin@libero.it