“SUI PALCOSCENICI PARIGINI – SENTIMENTS PROVISOIRES”

Il triangolo della libertà

Al teatro Edouard VII il nuovo spettacolo di Bernard Murat, una drammaturgia brillante per un ottimo trittico di attori.

Confrontarsi con un tema scontato, come può essere quello del triangolo sentimentale, richiede inevitabilmente la ricerca di un punto di vista inedito. Gérard Aubert, autore di Sentiments Provisoires – Sentimenti provvisori, decide nel suo nuovo spettacolo di affidare la centralità della storia ad una giovane donna e ci farci ruotare attorno due uomini, amici ed entrambi di mezz’età, sullo sfondo di un’isolata e idilliaca campagna francese.
Lei, Helen, da dieci anni vive con Mark, uno sceneggiatore televisivo, pieno di sé, sicuro del suo fascino, della sua capacità di sedurre, che ha conosciuto ad un matrimonio.
Mark, divorziato, effettivamente egoista ed egocentrico, ama la sua giovane compagna, nonostante le probabili infedeltà.
Felix è il migliore amico di Mark, professore liceale, desideroso di diventare poeta, single perchè tutte le donne di cui si innamora finiscono inevitabilmente per tradirlo con Mark.
Questo legame così profondo tra i due uomini, comincia a vacillare quando Helen decide di lasciare Mark, perchè si crede innamorata di Felix, con il quale ha una relazione da lungotempo.

Questa scelta – segnata dal monologo isterico di Helen – determina la fine della commedia e l’inizio di un moderno dramma borghese. La situazione divertente ed ironica che caratterizza la prima parte dello spettacolo, si tramuta in una soffocante ricerca di spiegazioni da parte di tutti e tre i personaggi. Come in un dramma di Pinter con un sorriso amaro, si osservano i personaggi aggirarsi inquieti in uno spazio che, seppur vasto come può essere il giardino di una casa di campagna, è più asfissiante di una stanza. Si aggiungono anche gli insetti a dare noia, soprattutto a Felix, il personaggio più debole, che maggiormente sente il peso della situazione.
Dopo un confronto logorante tra Mark ed Helen e poche e strigate battute incisive di Felix, la donna parte, ma da sola, dedidendo che non potrà mai sapere cosa significhi la giovinezza, se lasciasse un cinquantenne per un altro coetaneo.
Allora ai due amici non resta che rimanere insieme, aspettando che, forse un giorno, Helen tornerà.

Un testo come questo richiede un cast particolare, che sappia quando eccedere in un’esplosione di sentimenti, ma sappia anche quando frenarsi. La scelta non poteva essere più opportuna.
Sylvie Testud è una delicata Helen, la giovane che rifiuta una relazione in cui si sente vecchia e su cui pesa la decisione di Mark di non volere figli. François Berléand è un Felix dolce, remissivo, forse un po’ codardo, ma onesto e, per questo, dilaniato dai sensi di colpa. Pierre Arditi è uno stupendo Mark, in un ruolo che gli calza a pennello.

Sala piena per uno spettacolo piacevole, che decisamente sorprende.

Sentiments Provisoires
di Gérald Aubert
Regia di Bernard Murat
Con Sylvie Testud, François Berléand e Pierre Arditi
Théâtre Edouard VII