Sanremo 2008 – Finale

Spiazzando le previsioni ma non di troppo, a vincere il festival è “Colpo di Fulmine”, scritta da Gianna Nannini e interpretata da Giò di Tonno e Lola Ponce. Anna Tatangelo si accontenta del secondo posto, mentre al terzo troviamo Fabrizio Moro con la sua “Eppure mi hai cambiato la vita”. Il premio collaterale della Sala Stampa va a “Muisca & Parole” di Loredana Bertè, mentre il premio della critica “Mia Martini” incorona Tricarico e la sua “Vita Tranquilla”.

Passa un altro anno e un altro festival si chiude dopo una settimana che tutto sommato è volata, nonostante la straziante lunghezza di ogni singola serata, secondo una curiosa legge aritmetica per cui ogni sera durava il quadrato della precedente. Fortunatamente il punto di non ritorno di venerdì sera (quasi le due di notte) ha garantito una durata leggermente più moderata per la finale, in modo che potessero assistere alle premiazioni anche le persone che si trovano sul fuso orario italiano: a giudicare gli orari, la scorsa serata è stata seguitissima in Brasile mentre in Italia forse gli ultimi minuti era riuscito a vederli solo qualche panettiere mattiniero.

A sentire la classifica dei big, più che un colpo di fulmine c’è da avere il colpo della strega. Non per i primi tre posti, quantomeno decorosi, ma per una dubbia logica che ha portato Meneguzzi (sesto) davanti a Sergio Cammariere (settimo) anche se di una sola posizione, e Toto Cutugno quasi in vetta alla classifica con una quarta posizione. Nulla contro i cantanti in sé, il nostro giudizio vuole essere il più obiettivo possibile: ma quando al festival si presentano brani come quello di Cammariere (nonostante la sua interpretazione come sempre non all’altezza del genere) oppure Basta! di L’aura, si deve ammettere che Cutugno e Meneguzzi musicalmente sono più di un passo indietro.

“L’Italia ha votato”, “Noi cantiamo per la gente” e affermazioni simili che spesso emergono in questi casi sono poco veritiere ed eccessivamente populiste. La verità è che pensare che l’Italia voti per Sanremo è una presunzione: a votare è il pubblico televisivo che guarda Sanremo, il che spesso non rispecchia la popolazione che normalmente segue la musica e la acquista ogni giorno, una fascia perlopiù giovanile che in molti casi ignora il caro vecchio festival. La classifica, nel complesso, sembra il risultato di scelte impulsive, che perciò premia le canzoni ad impatto istantaneo ma non considera la musica come qualcosa che va fruito nel tempo e non solo in un passaggio televisivo di pochi minuti.

Questo è il caso della canzone vincitrice. Brano impeccabile musicalmente, se non per un testo a volte davvero scontato per essere scritto da Gianna Nannini: “Non è possibile, ma quanto bella sei”,
“un raggio di luna caduto su di me” hanno grande futuro come biglietti per San Valentino ma non sono esattamente le parole con cui Bob Dylan o Billie Holiday avrebbero espresso il concetto. Lola Ponce e Giò di Tonno sono certo bravi, ma sembrano quasi due precisi scolaretti nell’interpretazione, con quella perizia tecnica che alla lunga risulta un po’ anonima e petulante: non vogliamo dire che dovessero sbraitare angosciosamente come Tricarico, rapparla come Frankie Hi Nrg Mc o miagolarla come Zampaglione, ma la loro esecuzione è fin troppo da musical. Lo ammettono loro stessi: è una canzone da musical. Premesso che chi scrive ha un debole per i musical ma sa che sono altro dalla musica di cui si sta parlando ora, la definizione va intesa in senso positivo per quanto riguarda la scrittura del brano, ma il concetto non paga nell’interpretazione. La loro esecuzione non gioca mai sulla metrica, non si schioda un secondo dalla linea melodica e l’unico modo per trasmettere emozione è l’enfasi teatrale, anche mimica: i due cantanti si pigliano, si scuotono, si agguantano con violenza, si guardano con intensità, ma l’esecuzione rimane una sorta di solfeggio di classe a piena voce. Si ha l’impressione che il brano sarebbe stato ben altra cosa cantato da Gianna Nannini: meno pulito tecnicamente, ma mille volte più autentico.

Questo però è il verdetto, e va accettato se non altro perché immutabile. Quando però si sentono cantare sul medesimo palco Ben Harper, Jovanotti, Fiorella Mannoia, Giorgia, Michael Bolton e gli altri ospiti, si capisce che la musica vera spesso non sta a Sanremo: l’Italia sceglie altro, forse non con il televoto, ma di sicuro con l’ascolto di radio e cd. I veri interpreti sembrano passare su quel palco come meteore, mentre ben pochi sono disposti a sottoporsi ad una settimana stressante che il più delle volte porta alla luce musica mediocre: mediocre va ovviamente inteso nel senso etimologico.

La pima dimostrazione di questa dilagante mediocrità è la cosiddetta Giuria di Qualità, più che altro un’accozzaglia di celebrità spesso senza alcuna competenza. Uno spaccato dell’Italia, si dirà: obiezione acettabile, purché però la si definisca per quello che è, ovvero senza alcuna qualità musicale. Troviamo in essa un opinionista (Giampiero Mughini), due giornalisti (Emilio Fede e Tiziana Ferrario), una showgirl (Martina Colombari), due conduttori (Fabrizio Frizzi e Giancarlo Magalli), un’étoile di danza classica (Eleonora Abbagnato), un’attrice (Gloria Guida), un autore televisivo (Gianni Boncompagni) ed una conduttrice di programmi musicali (Mariolina Simone). La musica perde 1-9, e da qui si vede come Sanremo scelga deliberatamente la mediocrità come marchio di fabbrica. E se in quella giuria avessero seduto gli ospiti che si sono esibiti le sere precedenti? Cosa avrebbe votato Ben Harper? Avrebbe votato come Emilio Fede? Per fortuna nulla è equo quanto la storia della musica nel conferire ad ogni artista di qualità il merito che gli spetta, e a condannare al dimenticatoio chi forse non avrebbe dovuto vincere. Davvero è il caso di dire: la parola alla musica. Non a Sanremo.

CLASSIFICA BIG – SANREMO 2008 – PRIME 10 POSIZIONI
1- Giò di Tonno/Lola Ponce “COLPO DI FULMINE”
2- Anna Tatangelo “IL MIO AMICO”
3- Fabrizio Moro “EPPURE MI HAI CAMBIATO LA VITA”
4- Toto Cutugno “UN FALCO CHIUSO IN GABBIA”
5- Finley “RICORDI”
6- Paolo Meneguzzi “GRANDE”
7- Sergio Cammariere “L’AMORE NON SI SPIEGA”
8- Gianluca Grignani “CAMMINA NEL SOLE”
9- Little Tony “NON FINISCE QUI”
10- Eugenio Bennato “GRANDE SUD”
PREMIO DELLA CRITICA “MIA MARTINI”: Tricarico “VITA TRANQUILLA”
PREMIO DELLA SALA STAMPA RADIO-TV: Loredana Bertè “MUSICA & PAROLE”
PREMIO SIAE ALLA CREATIVITA’: Sandra Mondaini & Raimondo Vianello

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