“Sbirri” di Roberto Burchielli

Matteo Gatti (Raul Bova) è un giornalista, le cui inchieste televisive hanno portato alla luce molte vergognose verità. È sempre sulla cresta della notizia, apprezzato per la sua credibilità. Sposato con Sveva (Simonetta Solder), sono in attesa del loro secondo figlio, quando un trauma li devasta emotivamente. Il loro primogenito, appena sedicenne, viene trovato morto a seguito di un’assunzione, inspiegabile e improvvisa, di una pastiglia d’ecstasy.
Per indagare sul traffico di droga, Matteo organizza un’inchiesta da dove tutto è partito: Milano.
Insieme al suo cameraman parte alla volta della città meneghina, per capire, smascherare, denunciare.

Il giornalista, questo reporter d’assalto, compie un viaggio reale nel mondo della droga alla ricerca convinta e disperata dei motivi della morte di suo figlio, del colpevole, ma anche del suo essere genitore troppe volte assente. Matteo conosce con stupore e disagio tutti gli aspetti del fenomeno droga, della sua rapida e drammatica espansione che travolge tutte le classi sociali e migliaia di ragazzi sempre più giovani.
La sua inchiesta è strettamente connessa al lavoro della squadra antidroga dell’Unità Operativa Criminalità Diffusa di Milano (U.O.C.D). Poliziotti che combattono sulla strada lo spaccio delle droghe.

Raoul Bova, nella parte di Matteo Gatti, si è inserito sotto copertura, con l’autorizzazione del Ministero dell’Interno, tra le fila della della U.O.C.D. Tutte le operazioni della squadra inserite nel film sono vere. Bova, per potervi partecipare, si è, infatti, camuffato ed ha vissuto per un intero mese con il nucleo speciale di polizia partecipando alle azioni dell’antidroga, agli arresti, agli interrogatori.

Sbirri ha svelato un lato inedito di questi uomini, che combattono quotidianamente il traffico di droga; Sbirri racconta l’umanità di questi poliziotti nei confronti degli spacciatori, che spesso sono le prime vittime del giro criminale della droga. Anche se nello svolgimento della storia questo non viene messo in evidenza, la telecamera punta l’obiettivo su un panorama ristretto; e le manette scattano sui polsi, per lo più di extracomunitari, a cui si chiedono le motivazioni, ma non si indaga sui veri colpevoli.

Sbirri utilizza di certo un linguaggio filmico innovativo, tra dura realtà e fiction (il rapporto marito – moglie; genitore-figlio), girato costantemente in presa diretta, con una sceneggiatura che si è andata a definire poco alla volta.
Questo ha richiesto l’utilizzo d’attrezzature d’ultima generazione che hanno permesso di lavorare con agilità in azioni ad alto rischio.
Tutto è stato girato in alta definizione, con camere speciali ad altissima risoluzione, anche a chilometri di distanza e in qualsiasi situazione di luce. Per l’audio sono stati usati microfoni direzionali in dotazione ai servizi segreti.
Roberto Burchielli (regista e autore televisivo) ha girato un’opera che respira con il ritmo di un documentario, ha filmato la strada, la perdizione dei giovani in cerca di sballo e chi fornisce loro la fatuità della fuga.

Il linguaggio sì innovativo, è tuttavia, più adatto agli archivi di polizia che a un grande schermo. Il continuo sobbalzare della macchina da presa, la disperata ricerca di filmare l’evento, per trasmettere l’emozione, per gridare la denuncia è vissuta con troppa enfasi e lo spettatore potrebbe stancarsi di questo sistema di comunicazione.
All’interno della realtà si intreccia la storia di un rapporto di due dolori: Matteo e Sveva. La costruzione dei loro dialoghi (fiction) spacca nettamente il percorso intrapreso dalla realtà. Tra le due forme di narrazione c’è un divario profondo, che rischia di compromettere la struttura della sceneggiatura. E nei momenti in cui questi due universi si avvicinano (i filmati del cellulare del figlio morto ad esempio) purtroppo si vede un prevalere della fiction.

Titolo originale: Sbirri
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Azione, Drammatico
Durata: 1h 40’
Regia: Roberto Burchielli
Sito ufficiale: www.sbirri.sanmarcofilm.com

Cast: Raoul Bova, Alessandro Sperduti, Simonetta Solder, Luca Angeletti
Produzione:
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 10 Aprile 2009 (cinema)

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