“Senza arte né parte” di Giovanni Albanese

Dai fusilli a Fontana

Che l’arte contemporanea sia facilmente replicabile è pensiero di molti.
In Salento il pastaio Tammaro, giocoliere del grano duro e della passata di pomodoro, decide di chiudere l’azienda per poi riaprirla meccanizzata, sacrificando un po’ di forza lavoro tra cui i tre operai non specializzati addetti allo stoccaggio.

Sono padri e figli con famiglia a carico, che dopo qualche infruttuosa ricerca di un onesto lavoro scoprono, un po’ per caso, quanto redditizia possa essere la replica di una collezione d’arte acquistata dall’ex padrone e custodita da loro come nuovo incarico con una misera ricompensa. Una bottiglia di whisky a testa in giù in uno scarpone, una montagna di sale con cavalli di ferro, panini immersi nel caolino, tagli su tela rossa e scatolette con escrementi d’artista, per Tammaro, tutto è un buon investimento e, anche se non ne capisce nulla, segue fiducioso i suggerimenti di un’avvenente consulente finanziaria con cui passa anche qualche ora in letizia. Stupiti dalla semplicità dell’arte contemporanea e con la necessità di recuperare un involontario danno occorso a un uovo di gallina firmato Manzoni, Enzo, Carmine, Bandula e Marcellino vengono catapultati in un’attività di attenta osservazione e di abile replica degli oggetti del desiderio dei mercanti d’arte.

Così prende il via la commedia di Giovanni Albanese, più accattivante forse nel soggetto che nella realizzazione, ambientata tra le barocche pietre salentine e interpretata da Salemme, Battiston, Hassani Shapi, Giulio Beranek e Donatella Finocchiaro. Accenti e provenienze diverse, che sarebbero più giustificabili in una metropoli; tutti in difficoltà e alla ricerca di un modo per sopravvivere e un’occasione per essere felici, i personaggi usciti dalla penna di Perrocco e Bonifacci, partono dal basso, dai bancali di pasta per approdare nel mondo bulimico dei collezionisti, disposti a possedere opere che non potranno mai vedere la luce del sole e sempre sul crinale tra il vero e il falso.

Mare di mutevoli azzurri, piani d’ambientazione pro loco, sequenze alternate e musica, molta musica; con il passaggio di tempo alla Koyaanisqatsi su una piazza da taranta, Albanese coniuga il sorriso alla cartolina, la comicità garbata, ma di scarsa persistenza, a uno spaccato di solidarietà e buoni sentimenti che provengono sempre da chi si trova in difficoltà. Nessuno cambia, tutti restano come prima, con un po’ di consapevolezza in più e il piacere di aver sfiorato, anche se per breve tempo, l’ebbrezza del guadagno senza fatica. E il lieto fine arriva, accompagnato alla generosità e al sentimento forte dell’amicizia, capaci di rendere felici oltre la precarietà del vivere.

Qualche timido sorriso, per un divertimento davvero molto fragile.

Titolo originale: Senza arte né parte
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Commedia
Durata: 90′
Regia: Giovanni Albanese
Sito ufficiale: senzaarteneparte.tiscali.it
Cast: Giuseppe Battiston, Vincenzo Salemme, Donatella Finocchiaro, Paolo Sassanelli, Giulio Beranek, Ernesto Mahieux, Mariolina De Fano, Hassani Shapi, Daniele Esposito
Produzione: Lumière & Co., Rai Cinema, MiBAC
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 06 Maggio 2011 (cinema)