Serie TV Cult: Mad Men – Prima Stagione

Tutto quello che c'è da sapere sulla Stagione Uno

Di primo acchito, la prima stagione di Mad Men potrebbe apparire uno scontato susseguirsi di episodi quasi autoconclusivi in cui la patinatura anni ’60 non è altro che un pretesto per mettere in scena le vicende amorose di personaggi tutt’altro che poliedrici. E difatti è così. Ma come ci insegna questa serie, l’apparenza è il mestiere dei pubblicitari. Barcamenandosi tra storyboard e giganti dell’industria, tra complicate situazioni familiari e demoni del passato, gli impiegati dell’agenzia pubblicitaria Sterling & Cooper mettono invece in luce il funzionamento del miracolo socio-economico degli Stati Uniti, una nazione che, spenti i riflettori, si rivela afflitta anzitempo da quelle contraddizioni con le quali il resto dell’Occidente imparò a convivere soltanto più tardi.

Il primo personaggio che ci è dato di conoscere è Donald Draper – interpretato da Jon Hamm –, direttore creativo della suddetta Sterling & Cooper e ben inquadrato nel contesto sociale del suo tempo: è un businessman rampante con moglie e figli e un’amante, ma che nasconde un oscuro passato. Nonostante la caratterizzazione del protagonista non brilli per originalità, è bene mettere in chiaro un principio fondamentale per la comprensione della serie: in Mad Men la costruzione di uno stereotipo corrisponde sempre alla sua demolizione, che può verificarsi attraverso l’evoluzione autonoma del personaggio o grazie all’interazione col sistema globale della serie e in seguito alla quale il personaggio si scopre più forte oppure sconfitto. Proprio in funzione di questa peculiarità i dialoghi e la riflessione interiore occupano la maggior parte dell’azione scenica, concentrata quasi esclusivamente in interni, cosa che si ripercuote anche sulla regia, basata su campi e controcampi e che, a parte qualche rara dissolvenza, soggettiva o dettaglio simbolico, si compone principalmente di piani sequenza attraverso gli uffici, atti a rendere la spazialità delle scenografie: nei dialoghi in auto invece vi è molto spesso la camera fissa sul finestrino. La chiusura delle puntate è inoltre quasi teatrale, in quanto nell’ultima inquadratura a volte gli attori restano immobili sulla scena, mentre la mdp si allontana progressivamente all’indietro lasciando intuire i contorni della scenografia. Questa staticità di fondo è stata oggetto di critica, in quanto renderebbe le puntate difficili da seguire ma, al di là del gusto personale, è certo che Mad Men resta coerente con le sue premesse: l’intento del creatore Matthew Weiner è quello di inscenare la quotidianità, evidenziandone il carattere morboso e alienante, e di cercare i prodromi dell’odierno senso di smarrimento che si suole imputare a una qualche sorta di peccato originale della società capitalistica.

A onor del vero non si possono tuttavia approntare giustificazioni per l’intreccio: se la prima stagione da un lato è indispensabile per gettare le fondamenta ideologiche della serie e per creare empatia coi personaggi, dall’altro è quella che meno fa presagire il potenziale del prodotto, il quale non si addice affatto a un pubblico occasionale. Infatti, dopo il pilot Fumo negli occhi, si dovrà attendere il quinto episodio, La stanza 5G, per capire che direzione effettivamente intende prendere la serie, ma andiamo con ordine. La prima sfida per Donald Draper è la nuova campagna pubblicitaria per la Lucky Strike, azienda che ora si trova dinanzi al problema dell’ufficiale conferma della tossicità del fumo, ma grazie a un’illuminazione improvvisa il direttore creativo riuscirà a trovare un nuovo slogan.

Per Peggy Olson – Elisabeth Moss – sono invece i primi giorni da segretaria alla Sterling & Cooper, dove, oltre ai commenti poco lusinghieri degli account executive, trova il sostegno di Joan Holloway – Christina Hendricks –, ormai un’istituzione all’interno dell’ufficio. Da semplice segretaria Peggy, nonostante i pregiudizi, riuscirà a diventare a fine stagione una copywriter, grazie al suo fondamentale contributo per la campagna pubblicitaria dei rossetti Belle Jolie: date la sua difficoltà a costruire rapporti personali e la femminilità castigata è invero il prototipo anticonvenzionale della donna in carriera, come testimoniato dal sesto episodio Babilonia. Quando in esso ricorre la scena del test dei rossetti Belle Jolie, Peggy non ne sceglie nessuno, rimanendo al di fuori della ressa, e per sottolineare questa sua estraneità la mdp le ruota attorno di 360 gradi mantenendo il primo piano, mentre un effetto sonoro fa sì che le voci delle altre segretarie all’interno della stanza risuonino confuse ed echeggianti. Altro personaggio chiave è Pete Campbell – Vincent Kartheiser –, giovanotto ambizioso di buona famiglia al quale però sta stretta la posizione di account executive e che proprio a causa dei continui tentativi di scalata all’interno dell’azienda entrerà in conflitto con Don. Tra i due si avverte un astio inconciliabile, confermato da una delle prime inquadrature del pilot, in cui Pete tende la mano in segno di amicizia a Don davanti alla vetrata di un ufficio, la cui parete divisoria taglia nettamente a metà l’inquadratura a figura intera, tanto che poi Don rifiuterà di stringergliela: il medesimo espediente registico ritornerà nella quarta puntata La casta, in cui Pete, seduto nel suo ufficio a contemplare il vuoto dopo il licenziamento, proverà a confidarsi con Peggy, con la quale ha avuto dei trascorsi sessuali. A tal proposito è doveroso evidenziare una delle grandi cadute di stile della serie, che si tradurrà nelle stagioni successive in un vuoto di sceneggiatura: Peggy rimane incinta di Pete ma non si accorge della gravidanza, e quello che credeva essere un mal di stomaco si scoprirà essere invece il parto imminente, che purtroppo capita giusto a fine stagione, rovinando le aspettative per la successiva.

Una nota di merito va piuttosto alla tempistica con cui vengono rivelati i dettagli del passato di Don, tra cui una sequenza onirica nel sesto episodio, in cui il protagonista, caduto dalle scale, vede messo in scena nel soggiorno di casa un frammento dei suoi ricordi, più precisamente la nascita del fratellastro Adam, comparso nell’episodio precedente. I problemi con Adam si risolveranno tragicamente nell’undicesimo episodio Un caldo tropicale, quando costui, rifiutata la somma corrispostagli dal fratello in cambio del suo silenzio, si impiccherà, lasciando solo una scatola contenente alcune vecchie fotografie. Le foto saranno usate da Pete per un ricatto ai danni di Don, con esiti fallimentari. A seguito del palesarsi di Adam, ormai adulto e intenzionato a ritornare da lui, Don è sembrato per la prima volta incerto: tale incertezza si traduce nel compulsivo bisogno di fuggire con qualcuna delle sue amanti, come nell’ottavo episodio Fascino Italiano, in cui egli propone all’illustratrice Midge – Rosemarie DeWitt – di andare a Parigi, e nel dodicesimo, Nixon contro Kennedy, in cui invita la facoltosa proprietaria dei magazzini Menkel, Rachel – Maggie Siff –, ad andarsene insieme a Los Angeles. Ambedue queste donne affascinano Don, ma per diverse ragioni: Rachel Menkel si è sempre sentita sola al mondo, e allo stesso modo Don, nonostante avesse creduto che cambiare identità e farsi una nuova vita l’avrebbe reso felice, si rende conto che si sentirà in eterno orfano; Midge è invece meno sofisticata di Rachel, e rappresenta per Don l’unico legame con quel mondo informale che si è lasciato alle spalle di pari passo con l’infanzia: egli tuttavia non apprezza i di lei conoscenti, esponenti della controcultura della Beat Generation che proprio in quegli anni andava formandosi.

Per quanto Mad Men si interessi principalmente di un ambiente lavorativo gerarchicamente dominato dagli uomini, i personaggi femminili sono spesso meglio caratterizzati e più interessanti di quelli maschili, a cominciare da Betty Draper – January Jones –, consorte del protagonista. Dietro un volto angelico e una vita perfetta, Betty nasconde turbamenti tipici dell’età moderna, ma che, in un’epoca in cui andare dallo psicologo significava ammettere di essere infelici, non potevano essere apertamente affrontati: in primo luogo, desidera essere all’altezza della madre e ha paura di invecchiare, ma soprattutto ha paura di non sentirsi realizzata in quell’ambiente che, sin da bambina, le è stato insegnato essere il più rispettabile. Inevitabilmente Betty finisce per instaurare un altalenante rapporto di amicizia con la sua nuova vicina di casa, Helen Bishop – Darby Stanchfield –, la quale rappresenta l’esatto opposto di quegli standard da cui Betty si sente oppressa: è divorziata, lavora e cresce un figlio da sola, e nonostante Betty sia consapevole dell’inadeguatezza della posizione sociale di Helen, si sente comunque attratta dal suo stile di vita libertino e disordinato. La grande donna della Sterling & Cooper è d’altro canto Joan Holloway – Christina Hendricks –, la più esperta di dissimulazione e amante di Roger Sterling – John Slattery –, cofondatore dell’agenzia e rappresentante della “vecchia guardia”, ovvero di quella generazione il cui inattaccabile ottimismo comincia ad avvertire le sferze dell’incombente regressione.

Per sintetizzare, Mad Men demitizza quel decennio degli anni ’60 che molti considerano essere stata una nuova Età dell’Oro, evidenziandone i limiti sociali e culturali attraverso una cinica caratterizzazione dei personaggi, apparentemente affabili e monolitici ma che in realtà (sebbene sappiano dire ai consumatori cosa sia meglio per loro) non sono in grado di rispondere a se stessi con altrettanta sicurezza. Paradossalmente, l’unica cosa che i ragazzi di Madison Avenue non riescono ad acquistare è ciò che per tutta la vita si sono impegnati a mettere in bella mostra sugli scaffali: la felicità.

Episodi:
_ 1 Smoke Gets in Your Eyes / Fumo negli occhi
_ 2 Ladies’ Room / Cosa vogliono le donne
_ 3 Marriage of Figaro / Le nozze di Figaro
_ 4 New Amsterdam / La Casta
_ 5 5G / La stanza 5G
_ 6 Babylon / Babilonia
_ 7 Red in the Face/ Una piccola vendetta
_ 8 The Hobo Code / Fascino italiano
_ 9 Shoot / Concorrenza sleale
_ 10 Long Weekend / Il lungo week-end
_ 11 Indian Summer / Un caldo tropicale
_ 12 Nixon Vs. Kennedy / Nixon contro Kennedy
_ 13 The Wheel / La ruota del destino