“Shark 3D” di Kimble Rendall

Gli squali alla Mostra del Cinema

Venezia 69 – Fuori Concorso
Mare, sole, bikini, bagnini e tavole da surf. Inizia così una tranquilla giornata sulle cose australiane. Josh e Tina sono intenti a progettare il loro futuro. Rory, fratello di Tina e migliore amico di Josh esce con la sua tavola da surf. Ma uno strano movimento dell’acqua, crea il panico per l’avvistamento di uno squalo. Il soccorso di Josh arriva troppo tardi per Rory, che scompare divorato dallo squalo, lasciando scie di sangue. E il divertimento comincia.

Un anno dopo, tutto è cambiato. Josh non fa più il bagnino, ma lavorata in un supermercato, Tina frequenta un altro. Si ritrovano, per caso, tra gli scaffali del negozio, ma la situazione di disagio è interrotta dall’irrompere di due uomini armati che mirano alla cassaforte. A porre fine a imbarazzi e rapine, arriva uno tsunami, che allaga la città, devastando e uccidendo.

Josh e Tina sono tra i pochi sopravvissuti, imprigionati dentro al supermercato. Un altro gruppetto di ragazzi è rimasto intrappolato dentro le macchine nei parcheggi sotterranei. Le vie di uscita sono bloccate da macchine e ferraglia varia. L’acqua è ovunque. E non solo quella. Il gruppo di superstiti, arrampicati sugli scaffali, cerca di organizzare la fuga; ma la scoperta di uno squalo bianco di tre metri e mezzo che si aggira affamato cambia i loro piani.
Un altro squalo aggressivo si aggira famelico per il parcheggio allagato.

Shark 3D elargisce quel giusto di sangue e corpi smembrati sufficienti a creare la tensione che solo le pinne degli squali sanno provocare. Ai colpi di pinna si aggiungono poi robuste dose di dialoghi tra il surreale e il geniale (per fare un esempio: tanto prevedibile da essere entusiasmante – per gli appassionati – la risposta alla domanda finale “e ora cosa faremo?”).
Un divertente film horror, nonostante ci siano solo tre squali in tutto, che si ispira senza pretese e senza tingere di chic la minaccia, ma usando una buona tecnologia, all’idea di voler dispensare un po’ di paura sana, ridicola, e soprattutto fare spettacolo. Niente drammi psicologici o fantascientifici: suspense e stereotipi per una carneficina di tutto rispetto.

Shark 3D regala una resa dei conti da moderno far west capace di suscitare applausi in sala, grazie anche agli attori che non hanno nulla da invidiare ai protagonisti dei tanti Final Destination. Menzione speciale va conferita all’intrepido Bully, star a quattrozampe del film.
Uno svago beatamente superficiale, adatto a chi è pronto a sobbalzare sulla poltroncina e lasciarsi spaventare anche solo dal sonoro.

Titolo originale: Bait
Nazione: Australia
Anno: 2012
Genere: Thriller
Durata: 93′
Regia: Kimble Rendall
Cast: Phoebe Tonkin, Julian McMahon, Sharni Vinson, Xavier Samuel, Cariba Heine, Alex Russell, Lincoln Lewis, Alice Parkinson, Dan Wyllie, Dan Wyllie, Damien Garvey
Produzione: Bait Productions, Blackmagic Design Films, Blackmagic Design, Story Bridge Films
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Venezia 2012
05 Settembre 2012 (cinema)