“Shutter Island” di Martin Scorsese

"...che la follia sia contagiosa?"

1954. Sull’isola di Shutter è situato l’ospedale psichiatrico di Ashecliffe dove sono rinchiusi pericolosi criminali psicopatici. Teddy Daniels (DiCaprio) è un agente federale inviato sull’isola con il compito di indagare sulla scomparsa di una detenuta pluriomicida: affiancato dal collega Chuck Aule (Ruffalo) sbarca a Shutter Island. Dopo poco tempo la paziente viene ritrovata, ma quando Teddy sta per andarsene, un uragano si abbatte sull’isola impedendo ogni contatto con il mondo esterno. Impossibilitato a tornare a casa e vittima di preoccupanti allucinazioni, l’agente si addentra sempre più nei misteri che avvolgono il manicomio. Teddy vuole scoprire la verità sull’ospedale, ma a Shutter Island niente è come sembra.

Quando Martin Scorsese finì di leggere il libro L’isola della paura di D. Lehane (dal quale il film è tratto) commentò che la storia gli ricordava Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene, capolavoro dell’espressionismo tedesco degli anni ’20. Sarebbe inadeguato analizzare parallelamente i due film, ma è evidente che le trame hanno vari tratti in comune. È stato anche per questo che Scorsese, regista cinefilo per eccellenza, non ha rifiutato di realizzare Shutter Island, e ha avuto con quest’ultimo film la possibilità di omaggiare i lungometraggi noir e thriller che ha sempre amato.

Shutter Island è un film sulla violenza. Un film sulla psiche. Un film sui più cupi limiti umani. Indubbiamente ritornano anche in quest’opera le tematiche che Scorsese ha sempre sviluppato nei suoi lungometraggi passati. Innanzitutto Lo sdoppiamento dell’individuo e le interazioni psicologiche. Shutter Island racconta la storia travagliata e tortuosa di una mente bipartita, capace di creare in sé una realtà alternativa e annullare il mondo che la circonda. Teddy è incapace di ritrovare sé stesso e di riconoscere sé stesso: varca sempre più il limite tra sanità e follia e rifiuta quel mondo di violenza nel quale è sempre stato immerso.

«Siete uomini di violenza» ripete il Dott. Naehring in Shutter Island, messaggio già racchiuso nei film più ambigui e amari del regista, quali Taxi Driver, Mean Streets o The Departed, in cui i protagonisti non vincevano mai. Anzi finivano per diventare anch’essi uomini violenti, allo stesso tempo intrappolati nella violenza della società e della metropoli contemporanea. Un Man of violence lo è anche Teddy nonostante lui stenti a crederlo. Questo protagonista però non si misura con la società urbana e sceglie di fuggire dalla civiltà. Teddy sceglie di allontanarsi dall’ordine e di rinnegare il proprio passato: per rifiutare la violenza sceglie la pazzia. Ma anche quest’ultima alla fine non servirà a salvarlo e tanto meno a cancellare le sue colpe di sangue.

Scorsese trascina quindi lo spettatore in una vorticosa storia in bilico tra sogno e realtà, inganno e ragione. Il plot è strutturato su differenti livelli narrativi che ci guidano attraverso i flashback, gli incubi e le allucinazioni del protagonista. Nonostante la complessità del racconto, il film è caratterizzato da un ritmo incalzante e molteplici colpi di scena che non minano la fluidità della trama e non ne ostacolano la comprensione.

La fotografia di Robert Richardson e le marcature stilistiche di Scorsese accrescono la drammaticità delle sequenze e definiscono un’atmosfera noir e angosciante. Mentre le scenografie espressioniste, curate nel dettaglio da Dante Ferretti, restituiscono perfettamente la claustrofobia del manicomio e dipingono l’oscura realtà dell’isola in contrasto con i pochi multi cromatici squarci onirici e analettici del film.
L’ultima opera di Scorsese, pur non raggiungendo l’equilibrio e la profondità del precedente The Departed, consolida però l’aura autoriale di un cineasta che non smette di sperimentare. Un regista ancora in grado di toccare nell’animo lo spettatore.

Titolo originale: Shutter Island
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 138′
Regia: Martin Scorsese
Sito ufficiale: www.shutterisland.com
Cast: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Max von Sydow, Jackie Earle Haley, Elias Koteas, Ted Levine
Produzione: Phoenix Pictures, Paramount Pictures, Hollywood Gang Productions
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 05 Marzo 2010 (cinema)