“Skoonheid (Beauty)” di Oliver Hermanus

Una palma Queer dal Sudafrica

François è un uomo rispettato in società, un padre di famiglia onorato, un imprenditore stimato. Ha due figlie delle quali una si è appena sposata e ha appena concluso un sontuoso ricevimento con la presenza di tutta la buona società della zona. E la zona è la provincia profonda del Sud Africa, dove i vizi e le attrazioni della capitale sono lontane, mentre è ancora molto vicino e presente il retaggio di lunghe tradizioni di odio e disgusto verso i diversi: neri, omosessuali.

In quel territorio vasto e aperto, una specie di Far West slittato nel Continente Nero, non si parla neppure inglese, bensì l’antica lingua afrikaans, quasi a voler testimoniare che tradizione e colonialismo sono ancora vicini. “Non siamo froci” dice lui con la sua innata ruvidezza, parlando in famiglia, e lo stesso ripetono gli amici, in questa lingua tanto elitaria da sembrare settaria. Ma una setta lo sono davvero, quei sei o sette uomini grezzi, con le camicie a scacchi da cow boys, che segretamente si ritrovano in una fattoria praticare quei rapporti sessuali che non ammetterebbero mai. Atti meccanici e violenti, la cui brutalità è accresciuta dalla libidine esaltata dalla visione di filmetti sadomaso.

Compiuto il loro rito come una doverosa routine, se ne tornano alle loro rispettabili case come se niente fosse, giusto un po’ d’acqua per sciacquarsi la bocca. Ma per François questa pratica è sempre più un’ossessione devastante, una mania morbosa: si sofferma a spiare con avida invidia le coppie, i ragazzi, la sua stessa figlia con un giovane amico di famiglia. È per costui, conosciuto fin da bambino e che un tempo lo chiamava “zio”, che François prova una attrazione morbosa che lo rode; per riuscire a incontrarlo inscena un incidente durante una finta trasferta per lavoro a Città del Capo. L’ignaro giovane, una volta attirato nella camera d’albergo dello zio di un tempo, viene da lui picchiato e brutalizzato senza pietà.

Tornato a casa, François archivia l’episodio giustificandosi con la moglie come se fosse stato lui vittima di uno dei tanti e vituperati disordini causati dal malcostume della viziosa capitale, con la complicità di una polizia inetta e troppo tollerante. Sulla sua coscienza tuttavia il fatto atroce è un macigno che gli pesa e continuerà a devastare la sua esistenza.
Il film è di una crudezza impressionante e lascia certo il segno per la sua capacità di rendere efficace e realistica ogni scena. Non si tratta, qui, certo né di sentimenti né di passione, men che meno di omosessualità, bensì di una omofobia che si manifesta nel più paradossale dei modi, una deriva psicologica e fisica che esplode nella più totale violenza.
La pellicola è stata riconosciuta come il miglior film gay del festival di Cannes nel 2011 dove è stata insignita con il Queer Palm e poi proposta dal Sud Africa per gli Oscar nel 2012.

titolo originale Skoonheid
nazione Sudafrica
anno 2011
regia Oliver Hermanus
genere Drammatico
durata 98 min.
distribuzione Atlantide Entertainment
cast D. Lotz (François) • C. Keegan (Christian) • R. Daneel (Anika) • S. Diepeveen (Marika) • A. Maritz (Willem) • M. Scott (Elena)