Some like it jazz: L’improvvisazione musicale al Cinema

Cineforum Cinit Frari di Venezia: venerdì 28 gennaio 2005

Prima che Venezia si trasformi, durante le feste carnevalesche, in un turbinio di suoni e concerti, e prima dell’uscita nelle sale della jazz band protagonista dell’ultimo film di Pupi Avati (Ma quando arrivano le ragazze?), vogliamo proporre tre film simbolici dall’alchimia tra cinema e jazz; due forme espressive che si sono incontrate spesso, e con ottimi frutti, dando forma artistica ai nostri sogni, agli ideali, alle passioni, ai drammi, ai cambiamenti dell’ultimo secolo

Ore 18: Presentazione della rassegna a cura del Dott. Roberto Pugliese, critico cinematografico (Il Gazzettino, SegnoCinema) e autore di saggi e monografie sulla musica cinematografica.

A QUALCUNO PIACE CALDO- di Billy Wilder (1959)

Due musicisti di Chicago, assistono per caso ad una sparatoria tra gangster; testimoni involontari, scappano su un treno diretto in Florida travestiti da Josephine (Tony Curtis) e Daphne (Jack Lemmon), le ultime arrivate (e le più sprovvedute) in una jazz-band tutta al femminile. La loro copertura è perfetta finchè una cantante che si strugge per un amore infelice, non si innamora di “Josephine” ed un playboy attempato si invaghisce di “Daphne”, mentre il boss di una banda di delinquenti tenta di smascherarli. Wilder superando, con pazienza ed ironia, i problemi nati sul set (soprattutto a causa di una Marilyn insicura e con diversi problemi), generò un capolavoro dai tempi e meccanismi perfetti, fondato su una sceneggiatura – scritta assieme al fidato I.A.L. Diamond – che definisce dialoghi divertenti e incalzanti e che recupera situazioni e gag del cinema che fu, per un susseguirsi di generi a briglia sciolta: fuorilegge, pistole e pallottole del gangster movie anni ‘30 ma anche travestimenti, inseguimenti ed equivoci propri del vecchio comico; un intreccio che definisce a tutto tondo ogni personaggio. E Marilyn Monroe sprigiona sensualità ed ingenuità in un ruolo perfettamente interpretato, rivelando verve comica e ottime capacità vocali: indimenticabile mentre canta “I wanna be loved by you” e “I’m thru with love”

Ore 20.00:ASCENSORE PER IL PATIBOLO – di Luis Malle (1957)

Un uomo commette un delitto perfetto. Elimina scrupolosamente ogni traccia: niente testimoni oculari, nessuna impronta, un luogo rigorosamente chiuso, e, infine, nessun elemento che leghi l’assassino alla vittima. Ma il destino vigila, come nella tragedia. L’assassino ha “pianificato” il suo delitto sin nei minimi particolari ma non ha tenuto conto dell’imprevedibilità dell’essere umano. Ogni dettaglio è stato accuratamente considerato fino a quando… un portiere alza la mano verso un interruttore trasformando il delitto perfetto in incubo. Da questo racconto nel 1957 Louis Malle ha tratto l’omonimo film. Brillante esordio di Malle con un film noir in cui più che l’azione, pur tesa come un cavo dell’energia elettrica, contano l’atmosfera (fotografia di H. Decae, stupenda colonna musicale jazz di Miles Davis) e l’analisi dei sentimenti. D’antologia la camminata di J. Moreau nella notte parigina. Premio Delluc 1957

Ore 22.00:ACCORDI E DISACCORDI – di Woody Allen (1999)

Emmet Ray (Sean Penn) è un chitarrista jazz degli anni ’30, ossessionato dal successo che non riuscì a raggiungere totalmente a causa di Django Reinhardt, grandissimo artista di quel periodo. Il nucleo della storia è rappresentato dalla sua relazione con la taciturna lavandaia Hattie (Samantha Morton) alla quale fa da contraltare Blanche (Uma Thurman) una donna dell’alta borghesia bella e sofisticata. Woody Allen mette in mostra la sua enorme passione per la musica jazz che ha spesso fatto da sfondo ai suoi film. In realtà la storia è una biografia immaginaria così come lo è il protagonista che potrebbe comunque rappresentare qualsiasi artista jazz del periodo. Infatti l’idea di Woody Allen era quella di realizzare una fiaba sull’era del jazz e su un artista capace di catturarne lo spirito malinconico. Il film rievoca il mondo di quei musicisti di jazz che, rifacendosi a Reinhardt, usavano strumenti a corda: meno noti degli esecutori che adoperavano strumenti a fiato, però altrettanto vitali, raffinati, caotici. Rievoca i locali popolari o lussuosi in cui lavoravano, la Grande Depressione economica che si trovavano ad affrontare, l’importanza dominante dell’Ego e dell’arte, il rapporto di necessità e di insofferenza con le donne. Rievoca un’epoca in America: un gangster dal nome italiano, Al Torrio, condensa come Al Capone i tic dei Trenta, crimine e cinema, mentre Uma Thurman rappresenta lo snobismo smorfioso e futile di certe donne intellettuali del tempo. Accordi e disaccordi è perfetto, incantevole anche grazie alla fotografia di Zhao Fei (Lanterne rosse) che per la prima volta lavora con Allen, e all’interpretazione di Sean Penn, davvero bravissimo: il suo mix di genuina grossolanità e di tenerezza, di volgarità e idealismo, ne fanno un gran protagonista.

INGRESSO CINEFORUM RISERVATO SOCI CINIT (GLI SPETTATORI CHE DEVONO ACQUISTARE LA TESSERA SONO PREGATI DI ARRIVARE AL TEATRO 10 MINUTI IN ANTICIPO RISPETTO ALL’ORARIO DI INIZIO DELLA PROIEZIONE)
Le proiezioni si effettuano al Teatro dei Frari San Polo 2424/Q – Calle dietro l’Archivio- Tra San Rocco, i Tolentini e San Giovanni Evangelista.
Per informazioni contattare l’organizzatore Giovanni Santoro: info @nonsolocinema.com