“Stagione di prosa 2008-2009 Teatro Alighieri”

Interessante proposta di spettacoli a Ravenna

gio 20, ve 21, sa 22, do 23 novembre
Emilia Romagna Teatro
Così è se vi pare
di Luigi Pirandello . regia Massimo Castri

La grettezza di una società borghese dedita al pettegolezzo e all’ipocrisia viene svelata dagli strani fatti familiari di un segretario comunale che si dice tenga relegata in casa la moglie impedendole di vedere la madre. Pirandello, che ancora una volta s’ispira a un fatto di cronaca, insiste nel dimostrare che la verità è impossibile da conoscere e può apparire assai diversa a seconda del punto di vista. Tredici giovani e bravissimi attori affrontano con ironia e crudo cinismo l’eterna assunzione dei ruoli in uno spettacolo che il grande regista (premio Gassman 2008) ha voluto ampiamente giocoso, conservando l’ambiguità di fondo di un testo che lo stesso Pirandello definiva in equilibrio tra “la commedia della curiosità e il dramma ignoto”.

“Un ballo stralunato di fantocci in carne ed ossa e in abito da sera, con una maschera sul volto o con un particolare del viso grottescamente esagerati: l’immagine cruda ma anche ironica e quasi comica di una società senza spina dorsale”.
(Maria Grazia Gregori, delteatro.it, 24 gennaio 2008)

gio 4, ve 5, sa 6, do 7 dicembre
Alessandro Gassman
La parola ai giurati
di Reginald Rose . regia Alessandro Gassman
Teatro Stabile D’Abruzzo

Dal film di Sidney Lumet (1957) interpretato da Henry Fonda, un avvincente caso giudiziario americano che, per l’adattamento teatrale, viene ambientato nell’aula della giuria a processo avvenuto. In ballo ci sono non solo le possibili diverse letture delle prove e delle testimonianze, l’assoluzione o la condanna, ma la vita, i caratteri, le tragedie e le banalità dei dodici uomini che a quel caso devono mettere la parola fine con una sentenza che può avere come esito la sedia elettrica. Un incisivo Alessandro Gassman, regista e protagonista, mette in discussione con questo spettacolo la legittimità della pena di morte focalizzando l’attenzione del pubblico su quanto sia fragile e ingiusto un sistema giudiziario che mette in mano a degli esseri umani, con tutte le loro debolezze e passioni, la vita di un loro simile.

“Un impegno ideologico che non trascura la spettacolarità e il gusto (…) Dimostrata la maturità e la misura di Alessandro Gassman, della riuscita vitale della serata sono responsabili tutti i dodici interpreti”.
(Franco Quadri, la Repubblica, 17 dicembre 2007)

ma 13, me 14, gio 15, ve 16 gennaio
Gabriele Lavia
Macbeth
di William Shakespeare . regia Gabriele Lavia
Compagnia Lavia-Anagni

Macbeth è la tragedia di una dimensione umana condannata alla paura e al non essere mai veramente qualcosa. Shakespeare vi tratteggia la figura di un umanità a pezzi, piena di nostalgia verso ciò che si è smarrito per sempre. Su un palcoscenico che si fa metafora dei fallimenti della Storia, l’Uomo-Attore recita la propria vita come “la favola scritta da un’idiota”. È così che Gabriele Lavia, artista d’eccezione della scena italiana, si abbandona al poetico e atroce delirio che vanifica ogni risposta all’eterna domanda sul male.
NOVITA’

gio 29, ve 30, sa 31 gennaio – do 1 febbraio
Geppy Gleijeses
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo . regia Geppy Gleijeses
Teatro Stabile di Calabria

Protagonista di questa commedia di Eduardo, poco rappresentata ma niente affatto minore, è un pazzo ossessionato dalla serietà delle parole. Cortese, attento, affabile, prende tutto per oro colato e si comporta di conseguenza creando equivoci e pasticci. Dopo svariate rocambolesche gag, dominate da panico e sconcerto, la sua troppo allucinata coerenza lo riporta inevitabilmente alla reclusione. Con la verve anglosassone e il sangue partenopeo che la contraddistinguono, la famiglia d’arte Gleijeses affiancata alla comicità d’eccezione di Gennaro Cannavacciuolo, crea il ritratto di una follia candida e pietosa che si impenna quando, con una non velata allusione al clima di quel periodo, cinque anni dopo la marcia su Roma, al “diverso” e all’“emarginato” visti come pericolo destabilizzante per la società, si vuole tagliare la testa.
NOVITA’

gio 5, ve 6, sa 7, do 8 febbraio
Umberto Orsini, Valentina Sperlì, Leonardo Capuano
Molly Sweeney
di Brian Friel . regia Andrea De Rosa
Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Metastasio Stabile della Toscana

Ispirato a un fatto vero raccontato da Oliver Sacks, questo singolare caso clinico dipinge la storia di una donna cieca dalla nascita che riacquista la vista in seguito a un’operazione. Ciò che le si apre dinnanzi è un mistero; non è scontato infatti, come tutti ci aspetteremmo, che una volta aperti gli occhi semplicemente veda, e che questo rappresenti un miracolo. In realtà questo “miracolo” passa attraverso un punto di catastrofe, in cui ciò che si apre è completamente sconosciuto. Un percorso dal buio alla luce che gli spettatori vivranno assieme alla protagonista immersi in un buio totale per i primi trenta minuti di uno spettacolo al quale Umberto Orsini e Valentina Sperlì, diretti dalla già rodata spericolatezza di Andera De Rosa, donano particolare pathos.

“Un testo duro, eppure delicato, che attraverso la scelta di De Rosa fa entrare anche il pubblico in quello stato doloroso, seppure per «finzione»”.
(Gianfranco Capitta, Il Manifesto, 16 dicembre 2007)

gio 19, ve 20, sa 21, do 22 febbraio
Sandro Lombardi, Iaia Forte
I giganti della montagna
mito incompiuto di Luigi Pirandello con un finale di Franco Scaldati . regia di Federico Tiezzi
Teatro di Roma, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Teatro Metastasio – Stabile della Toscana

Questo ultimo e incompiuto testo di Pirandello affonda le mani in alcuni interrogativi: Cos’è l’arte? Qual è il suo ruolo in una società che ha dimenticato l’importanza della polis? Quale linguaggio può più di ogni altro combattere l’omologazione e scardinarla? Con un testo in cui il fantastico e il reale s’intrecciano, Pirandello lascia aperto lo spazio a risposte che lo spettatore dovrà trovare dentro di sé per conoscere la verità. Uno spettacolo caleidoscopico e variopinto, con un finale poetico appositamente scritto da Franco Scaldati.

“È proprio quest’arguta originalità a tradursi in una comunicazione chiara, attuale e persino profetica”.
(Laura Novelli, Il Giornale, 22 novembre 2007)

gio 5, ve 6, sa 7, do 8 marzo
Silvio Orlando, Alessio Boni, Anna Bonaiuto, Michela Cescon
Il Dio della carneficina
di Yasmina Reza . regia Roberto Andò
Nuovo Teatro/Gli Ipocriti

A dispetto del titolo crudele, siamo di fronte a una commedia “da camera” che racconta le incongruenze del vivere civile. Due coppie di genitori si confrontano per dirimere con correttezza la lite scoppiata fra i figli. Ma come andrà a finire? Sarà possibile una discussione calma e serena tra persone adulte? O diventerà una notte di isteria tra insulti, capricci e lacrime? I ragazzi sono ragazzi si sa… ma gli adulti finiscono per comportarsi anche peggio! Scrittrice di spicco del panorama letterario francese, Yasmina Reza approda alle scene italiane accolta da un cast fitto di presenze importanti.
NOVITA’

gio 19, ve 20, sa 21, do 22 marzo
Elena Bucci
Santa Giovanna dei Macelli
ovvero, quando il desiderio è più forte della paura, ovvero, dell’arte del dubbio
dall’opera omonima di Bertolt Brecht . regia Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso
Le Belle Bandiere

Premiata con il riconoscimento più importante agli Olimpici di Vicenza nella scorsa Stagione, questa compagnia di tutto rispetto si presenta per la prima volta sul palcoscenico della Stagione di Prosa della propria città con uno dei testi intramontabili di Brecht. Vi si affrontano senza paura parole come potere, denaro, mercato, Dio, poveri, ricchi, crudeltà, ideali, con l’apparente innocenza dei bambini, innescando improvvise distruzioni e costruzioni, mischiando gli elementi, i linguaggi, le discipline e gli stili per trarne una cosa nuova e viva che, per quanto possa essere sbilenca, paradossale, trova attraverso i segreti del teatro il nodo complesso al quale la ragione ordinata non può arrivare. Una favola che, trattando temi da cronaca finanziaria, conserva il profumo della tragedia antica, e unisce suono, gesto, parola e canto in un unico, squadernato spartito.

“Rinasce al Teatro Metastasio di Prato la Santa Giovanna dei Macelli di Brecht, quasi quarant’anni dopo l’edizione di Giorgio Strehler per il Maggio, ma con 8 attori invece degli 80 e con una durata ridotta a 100 minuti, comunque nel segno dello stile che onora le Belle Bandiere, tutti sempre in piedi nella scena vuota in abiti rétro bianchi o neri illuminati da Maurizio Viani, parlando e cantando (…) per animare un’azione non drammatica aldilà dei tempi e dei luoghi”.
(Franco Quadri, la Repubblica, 5 maggio 2008)

inizio spettacoli ore 21, domenica ore 15,30

ORGANIZZAZIONE E INFORMAZIONI Ravenna Teatro via di Roma 39 Ravenna, tel. 0544 242957 – 36239 dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18 – info@ravennateatro.com [www.ravennateatro.com/prosa->www.ravennateatro.com/prosa]

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