TEATRO AURORA: L’ANTEPRIMA NAZIONALE DE “IL CAPPOTTO” APRE LA STAGIONE 09-10
Sarà la storia di Akakij Akakievich, impiegato “subordinato” di un non bene identificato ministero di San Pietroburgo, ad inaugurare la Stagione di Teatro Contemporaneo 2009-2010 del Teatro Aurora di Marghera (VE). Anteprima nazionale domenica 18 ottobre (ore 21), infatti, per “IL CAPPOTTO”, di Nikolaj Gogol’, proposto dalla neonata Compagnia TrePunti e adattato e diretto da Stefano Pagin. Il lavoro è in coproduzione con Rossoporpora, con l’appoggio dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Pace del Comune di Venezia.
Lavoro d’esordio, questo, per TrePunti, gruppo mestrino fondato solo pochi mesi fa da Sara Bettella, Claudia Gafà e Demis Marin: i tre giovani attori, protagonisti in scena, si sono infatti diplomati nel 2008 all’Accademia Teatrale Veneta. Una compagnia, dunque, che ben identifica lo spirito della nuova Stagione dell’Aurora, programmaticamente dedicata alle formazioni esordienti e alla ricerca dei nuovi fermenti culturali del territorio.
“IL CAPPOTTO” è uno dei pezzi più celebri della letteratura russa. Scritto nel 1842 da Gogol’, il testo costituisce una summa della comicità ironica e grottesca dell’autore, maestro e modello per molte produzioni a venire. La storia narra le vicende di Akakievich, impiegatuccio “più insignificante di una mosca”; la sua vita non esiste per gli altri: fino a quando, per sopravvivere al gelo dell’inverno russo, si costringe a farsi confezionare un nuovo cappotto. E proprio questo cappotto diventerà simbolo di una nascita sociale per il protagonista, che per la prima volta si sentirà vivo e considerato dal mondo. La sua vita, i suoi istinti, la fiducia in sé, goffamente sembrano nascere: sfortunatamente, però, il cappotto nuovo gli verrà rubato, e il povero protagonista non reggerà al colpo, riservandosi un vero e proprio finale a sorpresa.
In scena tre “clown” maligni giocano crudelmente ai danni del più debole, in un micro mondo in cui tutti odiano tutti, ma tutti fanno fronte comune nell’odiare Akakievich: un complotto teso dai colleghi di ufficio, dalla città, dal freddo dell’inverno russo, un inquietante e grottesco concerto corale dove tutti si spiano e spettegolano delle miserie altrui. Il protagonista non parla mai, non c’è mai sul palcoscenico se non negli spazi immaginati, dentro ai cappotti o dietro una porta: egli è quindi privato della sua possibilità di esistere; l’unico modo che ha per esprimersi sono le parole degli altri personaggi, che continuamente lo spiano e lo seguono. “La funzione essenziale dell’Io narrante, le numerosissime, dirette incursioni che nel corso del racconto esso compie, instaurano un continuo dialogo, a volte sarcastico a volte tenero con il lettore – commenta Pagin -; tutto questo rende questo testo perfetto per il teatro”.
Una particolarità: il recupero, l’usato e l’assemblaggio sono la filosofia che ha guidato la creazione e la progettazione dei costumi e degli oggetti di scena, per cui la compagnia si è rivolta alla Cooperativa Sociale Mani Tese della sede di Padova. Mani Tese è un ente che promuove la raccolta del materiale riciclabile e il riutilizzo, sia come provocazione all’attuale modello di sviluppo e di società, sia quale mezzo coerente di raccolta fondi per sostenere progetti di sviluppo nel Nord e nel Sud del mondo.
I biglietti (12 euro intero, 10 euro ridotto, 9 euro ridotto carnet, 6 euro ridotto allievi scuole di teatro e danza) sono in vendita al Teatro Aurora fino a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. Domenica sarà possibile acquistarli a partire dalle ore 17.
Informazioni per il pubblico:
Questa Nave – Teatro Aurora
via Padre Egidio Gelain 11, 30175 Marghera
Tel. 041-932421
www.questanave.com – [info@questanave.com->info@questanave.com]