TEMI&VARIAZIONI

JASON MARTIN ALLA GUGGENHEIM

Continua alla Collezione Guggenheim di Venezia la rassegna “ Temi & Variazioni” iniziata nel 2002 con una serie di tre mostre sull’arte del dopoguerra.

A cadenze alternate viene sviluppato il progetto espositivo con vari obiettivi. Si vuole anzitutto che i visitatori della Collezione , sempre più numerosi, la apprezzino in pieno collocandola nel tempo storico in cui fu creata e nel movimento artistico in cui si inseriscono, facendo cogliere l’evoluzione di tematiche e poetiche nell’arco del tempo, dando così al tempo stesso, una visione organica del percorso dell’arte.

Sempre curata da Luca Massimo Barbero ora si è aperta, per proseguire fino al 17 maggio,con chiusura al martedì, Temi & Variazioni dalla grafia all’azzeramento con la personale di Jason Martin Vigil/ Veglia. Come esplicita il titolo, si vogliono esplorare i percorsi del segno dagli inizi del Novecento allo sperimentalismo contemporaneo.
Il percorso tematico segue l’evolversi del segno avendo come obiettivo , impossibile da raggiungere, quello di dimostrare la fattibilità di un azzeramento completo di esso. Utopia inseguita già da Malevic quando dipinge il suo quadro completamente nero o da Fontana che squarcia la tela quasi ad ucciderne il segno. . Questa ricerca viene sviluppata dalla tipografia al collage, coinvolgendo lettere, numeri, per giungere al gesto ripetuto ossessivamente nella speranza di superare con la gestualità, la necessità del segno.

Attingendo al ricco patrimonio della Fondazione e ad alcuni prestiti da collezioni private e pubbliche, questa vicenda interessante, viene narrata con opere che vanno dai maggiori esponenti del cubismo a quelli del surrealismo, dadaismo, futurismo, senza tralasciare nessuno degli ismi che hanno fatto la storia culturale nel secolo scorso, per approdare alle soluzioni di contemporanei, alle immagini ripetute e accumulate di Baj, Licini, Bonfante, Nicholson, , il cemento e gli ossidi di ferro di Arcangelo Sassolino, gli specchi dinamici-visivi di De Marchi, l’alterazione di toni di Charlot ,le macchie nere di Carlo Ciussi.

Fra i giovani emergenti appartenenti alla Young Britisch Artists, il curatore Barbero ha chiamato Jason Martin per la sua capacità di aspirare al grado zero , con una serie di tele realizzate espressamente per l’esposizione, opere che dimostrano ancora la potenzialità dei toni giocati sull’alternanza. . Opere suggestive, onde sinuose, lucide , dai riflessi azzurrini evocatrici di criptici segni che si vuole inutilmente annullare.