TFF: “The Grand Seduction” di Don McKellar

La classe operaia gioca a cricket e vince

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L’attore e regista canadese Don McKellar si cimenta con successo nel remake di un film franco canadese del 2003, Le Grande Seduction, creando una piccola commedia fatta di valori e intrighi.

Il film si svolge in una cittadina portuale di Tickle Cove, nell’isola di Terranova, un tempo prospera per la pesca, ora un villaggio di nemmeno duecento anime, per lo più anziani e qualche famiglia. Gli altri sono andati in città in cerca di lavoro, chi vive ancora lì riceve un sussidio dallo stato.

Ma un sussidio per non fare niente è svilente e priva di orgoglio, tronca la dignità di questi uomini abituati a lavorare; pescatori che si sentono come se fossero niente, come Murray (Brendan Gleeson), che per ripristinare l’economia della città, ma soprattutto riportare sua moglie a casa (andata anche lei in città per lavorare) vorrebbe portare lì una fabbrica, una di quelle grandi compagnie petrolifere, per il riciclo di materie. Murray non è al settimo cielo all’idea di questa industria, ma sa che porterà lavoro e farà rifiorire il porto dove è nato. Unico dettaglio, essenziale, è che la compagnia pone come condizione che al villaggio ci sia un medico… E un medico, gli abitanti di Ticke Cove, dove prende solo il “telefono con il filo”, non lo hanno mai avuto.

Ed è così, che tutti quanti, guidati dal barbuto lupo di mare Murray, escogitano un piano per portare un medico da loro e convincerlo a restare.
Il bisogno di lavoro, porta questi adorabili, scaltri e mascalzoni cittadini a spiare il giovane medico, uno yuppie, un chirurgo plastico, abituato a New York e allo smog.
Arrivato al villaggio, il Dr. Lewis (Taylor Kitsch) è immediatamente accolto come se fosse a casa sua; merito, questo, della grande menzogna. Il Dr. Lewis viene regolarmente spiato da intercettazioni telefoniche, dove due arzille vecchiette annotano tutto, per poi riferirlo, in modo che il povero dottore non senta la nostalgia della grande città. Ed è così che i più grandi tifosi di Hockey fingono di adorare il Cricket, per compiacerlo e poi lo portano a pescare, facendogli credere di avere un talento naturale, gli preparano il suo piatto preferito… e via dicendo.

E l’ignaro dottore riesce a bersele tutte, mentre il pubblico ride, con felicità, senza sforzi.
The Grand Seduction seduce, con i suoi buoni valori, certo, buttandosi sul sentimentalismo facile, ma la commedia prende il sopravvento, scaldando il cuore.

Perché alla fine è un film leggero, anche commerciale, se vogliamo, ma non perde di vista il perno attorno al quale gira tutto il film: il lavoro e la dignità, l’orgoglio con cui si cammina quando si va a ritirare il proprio stipendio, la gioia di essere stanchi la sera, ma per un valido motivo, perché così sanno “di potersi guadagnare ogni cosa: dal tetto sulla testa al sorriso dei figli, il pesce nel piatto e anche le stelle nel cielo”.

REGIA
Don McKellar
SOGGETTO
Ken Scott
SCENEGGIATURA
Ken Scott, Michael Dowse

FOTOGRAFIA
Douglas Koch

MONTAGGIO
Dominique Fortin
SCENOGRAFIA
Guy Lalande
MUSICA
Paul-Étienne Côté, Maxime Barzel, François-Pierre Lue
SUONO
Jean Camden, Marcel Pothier, Pierre-Jules Audet, Luc Boudrias
INTERPRETI E PERSONAGGI
Brendan Gleeson (Murray French), Taylor Kitsch (il dottor/Dr Lewis), Gordon Pinsent (Simon), Liane Balaban (Kathleen), Mark Critch, Mary Walsh
PRODUTTORI
Roger Frappier, Barbara Doran
PRODUZIONE
Max Films inc., Morag Loves Company