domenica, Agosto 9, 2026
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“Wild” di Jean-Marc Vallée

Dal Messico al Canada per sopravvivere.

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La macchina produttiva che c’è dietro il film Wild crea “da sola” alte, altissime aspettative: la regia Jean-Marc Vallée (Dallas Buyers Club), una sceneggiatura di Nick Hornby (tratta dal libro di memorie di Cheryl Strayed) l’interpretazione, e la produzione, di Reese Witherspoon.

E regista, sceneggiatore e attrice/produttrice hanno vinto la sfida a testa alta.
_ Wild è un film dalla bellezza selvaggia, non perfetto, ma di un impatto emotivo straziante e gratificante.

Dopo la scomparsa dolorosa, incolmabile, della madre Bobbi (Laura Dern), dovuta a una feroce malattia, Cheryl Strayed (in realtà il suo cognome sarebbe Nyland, poi ha ne ha scelto un altro per non essere più quella che era stata; lo ha cambiato con un nome che richiamasse il termine randagio – stray), curiosa studentessa, amante dei libri, inizia un viaggio nei bassifondi dell’umanità.
_ Il dolore per la perdita di sua madre la trasforma, trascinandola nel baratro dell’eroina, del sesso sfrenato e meccanico con sconosciuti, fino alla devastante fine del suo matrimonio.
_ La sua battaglia per la sopravvivenza, per ricominciare, parte da una sfida impegnativa: camminare le 1.100 miglia (4.500 km) del Pacific Crest Trail, la strada tortuosa che dal Messico arriva fino in Canada; una sfida o meglio un capriccio inconsapevole, perché lei, prima di partire, era completamente impreparata ad affrontare quello che la natura le avrebbe offerto, e lo si capisce dallo zaino, “il mostro” come viene chiamato da un altro escursionista, carico all’eccesso di oggetti non indispensabili.
_ Testarda e rigorosa inizia questo lungo, incosciente percorso di sofferenza (fisica) e solitudine, imprecando quasi ad ogni passo.
_ Ogni tanto lungo la strada brulla, le montagne innevate, le salite rocciose, il suo viaggio è alleviato da animi gentili e altri un po’ meno, ma ha sempre una buona stella dalla sua parte.

E ogni passo, ogni canzone che ricorda o che si ritrova per caso ad ascoltare in questa fauna selvatica le evocano ricordi del suo passato; e così noi, attraverso un montaggio perfetto di flashback che ci riportano fino a quando era bambina, scopriamo le turbolenze della sua infanzia e, più o meno, quello che l’ha portata a scivolare via dentro ad un baratro.
_ Più o meno perché qui la sceneggiatura di Hornby è narrativamente brusca, lacunosa sulle cause psicologiche che dalla morte della madre, hanno portato Cherlyl, che comunque aveva una famiglia stretta intorno a lei, il marito e il fratello, negli abissi di un’agonia sentimentale; ed è qui che il film accusa i colpi di un’imperfezione.

Comunque, le nostre lodi vanno a Jean-Marc Vallée e Nick Hornby, che hanno preso un tema molto comune, forse addirittura abusato, quello del viaggio on the road, frustrante dal punto di vista fisico che diventa metafora di un percorso interiore, tuttavia lo hanno sviluppato in modo da creare subito una grintosa immediatezza emotiva, dando luce alle lotte interne ed esterne dell’animo umano.
_ Wild è anche dotato di situazioni simpatiche, dovute all’ironia della vita e all’inesperienza della protagonista (le fumettistiche vestizioni di Cheryl con lo zaino suscitano ilarità), che allietano la visione, come una tregua per lo spettatore dalle sofferenze di Cheryl.
_ Reese Witherspoon, da parte sua, si immedesima alla perfezione in Cheryl, catturandone vulnerabilità e conflitti nella sua battaglia per la sopravvivenza. Perché è di questo che si tratta, nessuna ricerca di redenzione o di infinito, ma sopravvivere a sè stessi.

Un film di Jean-Marc Vallée.
Con Reese Witherspoon, Gaby Hoffmann, Laura Dern, Michiel Huisman, Brian Van Holt.
Biografico, durata 115 min. – USA 2014. – 20th Century Fox uscita giovedì 5 marzo 2015.