“THE MATRIMONY” DI TENG HUATAO

Shen Junchu è un benestante operatore cinematografico della Shanghai degli anni Trenta. Sta per convolare a giuste nozze con la bellissima e beneamata speaker radiofonica Manli, quando questa muore improvvisamente in uno sfortunato incidente stradale.

Un anno più tardi ritroviamo Junchu sposato con una dolce e innamoratissima ragazza di campagna, Sansan; un matrimonio dettato dalle pressioni della madre dell’uomo. Junchu è infelice, si strugge nel ricordo di Manli. Sansan vive in questa infelicità riflessa, non riuscendo a scalfire il cuore dell’uomo che ama, fino a quando non si palesa il fantasma di Manli. Lo spirito si presenta dichiarando di voler aiutare la povera Sansan a far innamorare Junchu, in modo che l’uomo dimentichi l’amante perduta e possa vivere una vita piena e appagata, senza rimorsi di sorta. La realtà è che gli spiriti sono esseri animaleschi, pronti a ingannare per nutrisri e cancellare i rimorsi e i rimpianti che non li fanno vivere serenamente.

Il terzo film del giovane Teng Huatao è l’esempio più lapalissiano di quanto la censura cinese si sia arresa all’evidenza del mercato e delle esigenze artistiche. Film di fantasmi come questo non avrebbero potuto vedere la luce fino a qualche anno fa, a causa della volontà del film boureau di scoraggiare “vecchie superstizioni” e “pratiche dannose”. Ma il successo di film del genere a Hong Kong, in Corea e in Giappone ha fatto allargare le maglie della censura. Alcuni problemi, ovviamente e purtroppo, sussistono ancora se pensiamo che Teng si è visto più o meno costretto ad ambientare il suo film negli anni Trenta, per non attualizzare queste “vecchie superstizioni”. Fatto sta che il film ha superato il vaglio della censura ed è uscito nelle sale della Cina continentale; senza dimenticare che si tratta di una grandissima e onerosa produzione.

La pellicola nel complesso è sufficiente, dovendo controbilanciare con un’ottima, ariosa regia, un’elegante fotografia e delle buone prestazioni degli attori, una colonna sonora eccessivamente enfatica, una trama a tratti dispersiva e un finale che si potrebbe definire, senza rilevare nulla, di comodo. Comunque la scelta registica di Teng di alternare scene povere di stacchi di montaggio (rese vive da ampi dolly e un buon montaggio interno) a stacchi serrati nelle scene dalla elevata tensione, si fa sentire e, il più delle volte, paga.

The Matrimony
Regia: Teng Huatao
Anno: 2007
Durata: 90′ min
Stato: Cina

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