“THE PRINCESS OF NEBRASKA” DI WAYNE WANG

La principessa del Nebraska

Fuori Concorso
Ventiquattrore della vita Sasha, giovane ragazza cinese da quattro mesi negli Stati Uniti d’America per studiare a Omaha, nel Nebraska. Sasha è stata messa incinta dall’amato Yang, bellissimo cantante dell’Opera di Pechino, proprio prima di partire per gli States. Qui raggiunge a San Francisco Boshen, un giornalista americano, anch’egli innamorato perdutamente di Yang, che la accoglie e la accompagna in una clinica per l’aborto.

Sasha è confusa, disperata. Non ha notizie di Yang e non sa cosa fare della sua vita e della creatura che porta in grembo. Il comportamento interessato e poco sincero di Boshen non l’aiuta. La ragazza fugge nella Chinatown di Frisco, dove incontra una connazionale prostituta. Le due passano una nottata a divertirsi all’insegna dei bagordi; c’è del tenero fra di loro. Sasha addirittura le propone di tornare con lei a Omaha, dove potranno essere il principe e la principessa del Nebraska. Ma la prostituta il mattino dopo fugge. Dopo il fatidico colloquio alla clinica con una dolce e comprensiva dottoressa, le idee di Sasha sono sempre più confuse. Ma è arrivato il momento di decidersi.

Wayne Wang conclude la sua personale doppietta al Torino Film Festival, dopo A Thousand Years of Good Prayers, con questo suo ultimo lavoro a basso budget, presentato Fuori Concorso. E la doppietta di Wang non è solo all’interno del Festival: i due film proiettati a Torino, infatti, fanno parte di un ideale paio elaborato e realizzato dal regista praticamente in contemporanea. Questa peculiarità è una caratteristica ricorrente nella produzione cinematografica di questo regista. Come molti, infatti, alterna film con velleità da botteghino a film più indipendenti, meno costosi e, magari, più sentiti. L’originalità di Wang sta, appunto, nel realizzare queste coppie con produzioni praticamente contemporanee. Era infatti già successo con la doppia coppia Eat a Bowl of Tea/LIfe is Cheap e Smoke/Blue in The Face.

Nel nostro caso il punto di contatto fra i due film è l’ispirazione a due distinti racconti della scrittrice cinese Yiyun Li, che nel caso di A Thousand Years of Good Prayers aveva curato anche la sceneggiatura. Questa scrittrice è da sempre attratta tematiche affini alla sensibilità di Wayne Wang, ovvero i rapporti, le esperienze, le dinamiche e le emozioni di persone sino/americane, nate in Cina ma magari cresciute in America, con la difficoltà di dover colmare il vasto gap culturale. Se ci è consentito, vasto è anche il gap che intercorre fra A Thousand Years of Good Prayers e questo The Princess of Nebraska, con il secondo che di gran lunga supera il primo in quanto a sincerità, passione, riuscita stilistica e visiva. Tutto questo sempre tentendo conto che il primo rimane comunque un buon film, che probabilmente verrà visto in questa stagione nelle sale italiane. Ma Princess, che con la sua breve durata riesce a mantenere un serrato e compatto ritmo narrativo, è semplicemente più riuscito, seppur programmato e realizzato solamente come propaggine produttiva del gemello.

2007, USA
35mm, 77′, col.
regia/director Wayne Wang
soggetto/story dal racconto omonimo di/from the homonymous short story by Yiyun Li
sceneggiatura/screenplay Michael Ray
fotografia/director of photography Richard Wong
scenografia/set design Amy Chan
montaggio/film editor Deirdre Slevin
musica/music Kent Sparling
suono/sound David C. Hughes, Kent Sparling
interpreti e personaggi/cast and characters Ling Li (Sasha), Brian Danforth (Boshen), Pamelyn Chee (X), Patrice Binaisa (James), Qing Lin (May)
produttore/producer Yukie Kito, Donald Young
produzione/production Center of Asian American Media
distribuzione/distribution Mikado Film
vendita all’estero/world sales The Match Factory