“THE SHOCK LABYRINTH: EXTREME 3D” DI TAKASHI SHIMIZU

Una spirale di shock stucchevoli

Antefatto: durante una visita ad un luna park, un gruppo di ragazzini entra in una casa degli orrori. Una di loro cade nella tromba delle scale. La credono morta.
Dopo dieci anni, la compagine verrà riunita dall’arrivo di una ragazza misteriosa che afferma di essere la loro vecchia amica.
Non senza sgomento i ragazzi cercheranno di ricondurla a casa dalla madre e dalla sorella. Costretti a portarla d’urgenza all’ospedale in seguito ad uno suo svenimento, troveranno ad attenderli le buie strettoie dell’ incubo….

Assai popolare tra i cultori del J-Horror e non solo – tanto che pure gli americani lo hanno voluto (The Grudge 1 & 2) – Shimizu Takashi battezza l’esordio del cinema (live-action) nipponico nel mondo del 3D con una storia di vendetta ectoplasmatica che si districa fra i traumi infantili con una struttura ad incastro fra i vari punti di vista dei personaggi.
Shimizu prosegue con i caratteri che più gli hanno procurato fortuna (e che sono tuttavia comuni a molti J-Horror) come atmosfere tetre e claustrofobiche, presenze spettrali femminili, oggetti dall’aspetto innocuo che diventano depositari di un orrore inedito, realtà alterate ed opprimenti; la cornice però non è più quella del puro horror bensì dello psico-thriller con tonalità macabre.

Il film vorrebbe essere una messa a fuoco sul senso di colpa che divora un gruppo di ragazzi, rei d’aver obliato Yuki (la bella Renbutsu), la sfortunata amica ritenuta morta dopo una disgrazia dentro una casa degli orrori al luna-park. Ognuno, a modo suo, ritiene d’esser responsabile del misfatto ed assistiamo ad uno sdoppiamento tra io attuale ed io remoto in cui si ricostruisce l’incidente di Yuki dalle diverse prospettive e con nuovi sviluppi sanguinolenti in una giostra ininterrotta di salti temporali. I luoghi reali smettono di esistere per quel che sono, si sospendono e diventano la spazializzazione delle paure dei personaggi.

L’interessante proposito di edificare un meccanismo sofisticato a scatole cinesi è certamente apprezzabile, in alcuni segmenti arriva pure a creare delle genuine aspettazioni.
Siamo ben distanti però dalle dimensioni del terrore psicologico – di cui Kurosawa Kiyoshi e Nakata Hideo ne sono stati i più celebri rappresentanti nipponici – in quanto le soluzioni adottate da Shimizu sono troppo esteriori e manifeste.
Il regista perciò, opta per dei depistaggi furbi; dapprima vorrebbe concludere con una (posticcia ed ingenua) motivazione “psicoanalitica” – Il trauma di Ken (Yagira) originato dalla sua “colpevole” incapacità d’aiutare Yuki si scatena in una atto punitivo verso gli altri amici indifferenti – e poi la smentisce rinverdendo la via del sovrannaturale.
Oltretutto ci vorrebbe un bel po’ di tempo per elencare tutti gli altri nodi che non vengono al pettine. Solo alcuni: qual è la vera utilità della storia sulla morte della madre di Ken? Perché nessuno (madre e sorella soprattutto) era al corrente che Yuki fosse in coma da dieci anni (!) dopo l’incidente al parco divertimenti?

Non bastano delle buone scenografie con labirinti angusti dall’aria sinistra ed alcune inquadrature suggestive come il motivo a spirale delle scale per creare mistero e tensione nello spettatore, così come nei momenti orrorifici è palpabile il deficit di spavento, a cui si aggiunge, per dare il colpo di grazia, una dinoccolata processione di manichini-zombie (siamo dalle parti di Thriller di Michael Jackson) che catapulta il film nelle lande del ridicolo involontario.

Un prodotto decisamente ad indirizzo adolescenziale come testimonia l’imberbe cast (di rara cagneria, incluso Yûya Yagira ad anni luce dalle eccellenze di Nobody Knows) che dopotutto, non escludiamo possa divertire una parte dei fan: senza dubbio i più affezionati.

Titolo originale: Senritsu meikyu 3D
Nazione: Giappone
Anno: 2009
Genere: Horror
Durata: 88′
Regia: Takashi Shimizu
Sito ufficiale: www.3d-shock.asmik-ace.co.jp
Sito italiano: www.shocklabyrinth.it
Cast: Yuya Yagira, Misako Renbutsu, Ai Maeda, Suzuki Matsuo, Ryo Katsuji, Erina Mizuno
Produzione: Asmik Ace Entertainment, Ogura Jimusyo Co.
Distribuzione: Wave Distribution
Data di uscita: Venezia 2010
18 Febbraio 2011 (cinema)