Sotto il completo giacca e cravatta non portano bombe, ma costumi dorati con ridicole proboscidi. Sono gli Yes men, due giovani professori universitari che si presentano a conferenze e incontri internazionali facendosi passare per rappresentanti del WTO (World Trade Organization), svelando la vera natura dell’Organizzazione: una costosa e tragica farsa che fallisce il suo compito, ovvero aiutare i paesi sottosviluppati.
Il progetto nasce, quasi, per caso. I due attivisti hanno aperto un sito molto simile a quello del Wto e per questo hanno cominciato a ricevere delle e-mail di invito in vari incontri internazionali. Sfruttando l’equivoco hanno scelto di partecipare esponendo posizioni al limite del paradosso come la possibilità di vendere i voti degli elettori al candidato maggior offerente oppure l’abito per manager da tempo libero, la tuta color oro che permette al manager di controllare su un video il lavoro dei suoi operai a distanza.
“Il senso del nostro lavoro – spiega Andy Bilchbaum, uno dei componenti del gruppo – è di svelare gli effetti perversi della globalizzazione e delle politiche neoliberiste cercando di descriverle in modo più onesto e accurato di quanto non facciano i loro sostenitori reali. La cosa incredibile è che il pubblico accoglie quasi sempre entusiasticamente le nostre tesi, non importa quanto assurde, crudeli o offensive possano essere”.
Con un taglio quasi mai pedagogico e per lo più scanzonato, i due coraggiosi professori affrontano pubblici sempre diversi in termini di età e nazionalità. E’ buffo vedere le reazioni di chi ascolta: il pubblico quasi sempre non si scompone di fronte alle loro esibizioni. Soltanto un gruppo di studenti americani arriva ad accusarli di razzismo quando i due si presentano nella loro classe uno a rappresentare il WTO, l’altro la McDonalds, e illustrano loro un sistema di riciclo degli escrementi che permetterebbe di ottenere hamburger a poco prezzo da mandare nei paesi del Terzo Mondo. I ragazzi schifati e indignati si ribellano, i conferenzieri finlandesi, australiani no. “A dimostrazione – dicono gli Yes men – che le grandi multinazionali la faranno sempre franca”.
Il documentario ha la benedizione di Michael Moore che in video chiarisce il suo punto di vista sul WTO: “Sono sicuro che all’inizio della sua storia l’Organizzazione per il commercio mondiale si fosse dato come obiettivo di aiutare i paesi poveri ma alla fine il risultato del suo operato è che i paesi ricchi, in particolare gli Stati Uniti, sono sempre più ricchi mentre i poveri sempre più poveri. Molti sono rimasti delusi”.
Regia: Dan Ollmann ,Sarah Price ,Chris Smith
Anno: 2004
Nazione: Stati Uniti d’America
Durata: 94′
Data uscita in Italia: 16 giugno 2006
Genere: documentario







