“THEEB” DI NAJI ABU NOWAR

La legge del Dakheel

Venezia 71. Orizzonti
Hussein e Theeb sono due fratelli di una tribù beduina. Da quando è morto il padre, è il maggiore Hussein a prendersi cura del piccolo “lupo” Theeb. Una sera si presenta al loro accampamento una coppia insolita, composta da un arabo e un inglese. L’inglese deve raggiungere un pozzo lungo un’antica via ormai in disuso e in mano ai predoni, e ha bisogno di una guida. La legge dell’ospitalità impone che non ci si possa rifiutare di prestare aiuto a chi si accoglie in casa, e Hussein e Theeb si incamminano in un viaggio che potrebbe essere senza ritorno.

Il regista Naji Abu Nowar, al suo primo lungometraggio, si chiede che cosa succederebbe se per un caso del destino ci si trovasse a far dipendere la propria sopravvivenza da qualcuno che in altre circostanze sarebbe un nemico giurato. Questa la situazione che si trova ad affrontare il piccolo Theeb (Jacir Eid, a sua volta al primo film) quando suo fratello e gli altri compagni di viaggio vengono uccisi dai predoni e lui si trova smarrito nel deserto, senza cibo e senza mezzi per tornare alla sua tribù. All’improvviso all’orizzonte compare un uomo ferito, che Theeb non fatica a riconoscere come uno dei predoni che li hanno assaliti, probabilmente lo stesso che ha ucciso suo fratello. L’odio e la diffidenza istintivi non possono persistere, perché ognuno dei due deve fare affidamento sull’altro per sopravvivere e ritornare alla civiltà.

Ambientato nel 1916, sullo sfondo della rivolta araba e della costruzione della prima ferrovia, Theeb è un’opera che narra il più classico, ma non per questo meno intenso, dei percorsi di formazione.
Protetto dal padre prima, e dal fratello poi, Theeb deve diventare adulto solo con le proprie forze, e nel rapporto che instaura con il predone ferito non crea altro che un ulteriore cordone ombelicale da recidere, questa volta senza l’aiuto di nessuno. Se nel viaggio di andata Theeb è ancora un bambino, al ritorno compie una scelta precisa che segnerà il suo diventare uomo. Il legame nato nel momento della necessità viene messo in secondo piano quando entra in conflitto con l’onore della propria famiglia.

Se sono percepibili degli echi delle antiche epopee western in alcune delle leggi beduine (il deserto è un ambiente talmente ostile da rendere inevitabile affidarsi alla gentilezza degli sconosciuti; è anche un ambiente dove ognuno può farsi le proprie leggi e vivere secondo la propria morale) è però il percorso interiore di Theeb a catturare gli occhi e il cuore dello spettatore.

Pochi dialoghi, ognuno essenziale per la maturazione del personaggio e ognuno memorabile nella sua semplicità, in questo esordio incredibilmente toccante e convincente. Un racconto fuori dal tempo e dallo spazio, e contemporaneamente saldamente ancorato alla storia e ai luoghi del mondo arabo.

Titolo originale: Theeb
Nazione: Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Regno Unito
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Naji Abu Nowar
Cast: Jacir Eid, Hassan Mutlaeg, Hussein Salameh
Produzione: Bayt Al Shawareb, Noor Pictures
Distribuzione: Fortissimo Films
Data di uscita: Venezia 2014 – Orizzonti