TIZIANO TERZANI. CLIC!

30anni d’Asia. La mostra

Tiziano Terzani, apprezzato giornalista e scrittore, prematuramente scomparso nel 2004, è oggi ricordato non solo grazie al film interpretato da Bruno Ganz ed Elio Germano La fine è il mio inizio, appena uscito nelle sale e tratto dall’omonimo libro, ma anche grazie ad una piccola mostra fotografica a lui dedicata.

La mostra, che sarà a Roma sino al 29 maggio, promossa dalla Provincia di Roma e Progetto ABC in collaborazione con Fandango e curata personalmente dal figlio Folco, raccoglie un centinaio di foto scattate nei paesi in cui Terzani ha viaggiato per ragioni professionali, e dove, in alcuni casi, ha anche vissuto con la famiglia. Dai suoi scatti traspare oltre al un suo percorso storico-professionale che lo ha portato per trent’anni, con una macchina fotografica al collo ed un taccuino, ad attraversare l’Asia come corrispondente per un settimanale tedesco, per La Repubblica, L’Espresso ed il Corriere della Sera, anche un percorso esistenziale molto intimo, grazie al suo modo particolare di essere nel cuore degli avvenimenti come viaggiatore: “In Asia ci andai innanzitutto perché era lontana, perché mi dava l’impressione di una terra in cui c’era ancora qualcosa da scoprire. Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo”.

Gli scatti, accompagnati da didascalie tratte dai suoi scritti e rigorosamente in bianco e nero, immortalano la Cina della città proibita, il Giappone, il Vietnam, ma anche realtà “non ancora rette esclusivamente dai criteri dell’economia” come la Cina rurale, l’India, l’Himalaya sino ad una delle sue regioni più isolate, il regno del Mustang, nel cui silenzio Terzani trovò il tempo per fermarsi ed aspettare la luce e l’attimo giusti per immortalare immagini lontane, misteriose, quasi arcaiche, di paesaggi sconfinati, di figure magiche come un erborista-medico attraversato da un fascio di luce (immagine scelta come locandina della rassegna), come visi di bambini dagli occhi a mandorla e gote marcate o vecchi dai volti che paiono scolpiti nella pietra.

La mostra si conclude ripercorrendo anche i suoi ultimi anni di vita grazie alla visione, in una saletta all’interno dell’esposizione fotografica, della sua ultima intervista rilasciata al regista Mario Zanot, il testamento di un uomo “che ha già fatto la strada” preparandosi a lasciare il proprio corpo senza angoscia, anzi, cogliendo in essa l’opportunità di fare un salto di qualità per un livello più alto: l’ultimo meraviglioso ed avventuroso viaggio che “quel ragazzino nato in un letto di via della Pisana, un quartiere popolare di Firenze, che si ritrovava nelle grandi storie del suo tempo”, ha deciso di fare dentro di sé.

23 marzo-29 maggio 2011- Roma, Palazzo Incontro, via dei Prefetti 22
_ Informazioni e prenotazioni:+39 06 32810
_ Orari: tutti i giorni 10-19- chiuso il lunedì
_ Costo del biglietto: intero 6,00 euro; ridotto 4,00 euro.